Insetti e parassiti sempre più affamati

Il riscaldamento globale è un fenomeno drammatico che sta causando sempre più rapidamente problemi ambientali e, chiaramente, tutto ciò che ne consegue. In particolare, si è compreso come l’ulteriore aumento delle temperatura globale avrebbe un impatto devastante sull’agricoltura, questo perché modificherebbe il metabolismo di insetti e parassiti, rendendoli così sempre più affamati e velocizzando il ritmo di riproduzione degli stessi. “Aumentando la temperatura, di conseguenza aumenta il metabolismo degli insetti che per poter sopravvivere dovranno cibarsi sempre di più” afferma il collaboratore di ricerca di Deutsch, Scott Merrill. Il problema si concentrerebbe molto nelle zone temperate del pianeta in quanto, essendoci una temperatura ottimale, la popolazione di insetti crescerebbe meglio anche se questa dovesse aumentare. A differenza per esempio dei tropici o delle zone polari dove la temperatura sarebbe troppo calda o troppo fredda per loro. Un evento del genere comporta dunque gravi perdite sopratutto nelle zone del globo dove la produzione agricola di grano, riso e mais è maggiore, come in Europa, Stati Uniti o Cina. Il prodotto che più verrebbe danneggiato è infatti il grano, che cresce in climi temperati mentre il riso sopravviverebbe di più (anche se verrebbe comunque colpito). In quanto in grado di crescere anche in climi più caldi.

Dati alla mano

I calcoli effettuati dai ricercatori confermano che un aumento della temperatura globale di un grado Celsius causi la perdita di raccolto tra il 10 e il 25% mentre l’aumento di due gradi causerebbe la perdita di 213 milioni di tonnellate: 31% di mais, 19% di riso e, a conferma delle ingenti perdite nelle zone temperate, ben il 46% di grano. In tutto il pianeta l’apporto calorico è rappresentato per il  42% proprio da queste tre colture e un disastro del genere comporterebbe scompensi ancora maggiori di quelli attuali dal punto di vista nutrizionale. Ben due miliardi di persone nel mondo sono infatti carenti di uno o più nutrienti e ciò potrebbe sfociare in un peggioramento sopratutto dei più poveri, ma non è assolutamente esclusa la fetta “ricca” della popolazione terrestre da gravi conseguenze che implicherebbe la decimazione dei raccolti.

La lenti della scienza e la miopia dei governi

Si parla ormai da anni di riscaldamento globale, da anni lo si è dimostrato ma ancora troppo pochi hanno fatto presa di coscienza delle conseguenze comparse finora e che compariranno in un futuro non lontano. Governi che affermano la non esistenza dell’effetto serra e del forte inquinamento che, nonostante i provvedimenti di alcuni, continuiamo a produrre. Dalla busta di patatine per strada, alle forti emissioni di CO2 delle fabbriche e dei mezzi di trasporto. L’impoverimento di grano e riso (e non solo) a causa dell’inquinamento si sta già verificando e il suo peggioramento creerebbe un serie di reazioni a catena, come tensioni e conflitti a livello politico, economico e sociale. Una presa di coscienza generale a partire sopratutto dalla giovane età, ma non solo dalla scuola, è una delle soluzioni più intelligenti attuabili visto il continuo peggioramento a cui il nostro pianeta sta andando incontro.

William Mongioj