Chi era Whitey Bulger

James J. ‘Whitey’ Bulger. Ucciso ieri nella cella che occupava da poco più di 24 ore, nel carcere di di Hazleton, West Virginia: questa è stata la fine di uno dei mafiosi più crudeli e influenti degli Stati Uniti, nonché il più efferato criminale di Boston. Secondo il rapporto ufficiale, il cadavere dell’89enne sarebbe stato ritrovato senza coscienza la mattina del 31 ottobre, riverso sul pavimento della cella. Fonti del ‘Boston Globe’ rivelano come, la mattina del martedì 30, due figure siano entrate nella cella di Whitey. Il corpo del gangster, condannato a due ergastoli per 11 omicidi accertati, e per altri reati, sarebbe stato ricoperto i lividi e percosse. Così si conclude la vita fuori dal comune di quest’uomo che, tra il 1970 e il 1995, sarebbe riuscito ad accumulare, tramite profitti illgali, una fortuna di ben 30 milioni di dollari. Vent’anni in cui in cui James J. Bulger sarebbe stato a capo della ‘White Hill Gang‘ , la banda più potente di Boston.

Il segreto del successo

Il successo incredibile di Whitey, oltre che alla sua audacia e sfrontatezza, si deve al fatto che sia riuscito a stabilire un legame quasi indissolubile con la FBI. Tramite una conoscenza d’infanzia, John Connolly, egli avrebbe infatti stipulato un accordo: informazioni sulle gang rivali in cambio di una completa copertura dalle indagini sulle proprie attività illecite. Così l’FBI sarebbe riuscita a debellare tutti i mafiosi a Boston, tranne che il peggiore. Whitey invece coglieva due piccioni con una fava: si liberava dei nemici e agiva indisturbato.

Una vita (e una fine) dal film

Una vita da film quella di Whitey. Esattamente la stessa cosa che pensarono i produttori del film ‘Black Mass’ quando, nel 2015, ingaggiarono Johnny Depp perché vestisse i panni del noto gangster dai caratteri controversi. Ladro e rapinatore, fin da giovane James fu in grado di sdoppiarsi senza difficoltà fra azioni violente, come due omicidi consumati in un sottoscala , alla dolcezza con cui trattava il piccolo figlio Douglas Cry, avuto dalla su relazione con Lindsey Cry. Oppure passare dall’estorsione alla commozione nel momento in cui veniva abbattuto un animale.

Johnny Depp interpreta Whitey nel film “Black Mass” (2015)

La Black Mass

Black Mass è un film che riesce a far cogliere un peculiare aspetto della mafia, ovvero quella caratteristica che le permette di risultare a volte molto più carismatica e appetibile del rispetto del legge: così essa ci entra dentro e fiorisce attorno a noi. Si era pure richiesta un partecipazione nella creazione del personaggio allo stesso James bulger, allora in vita, che però è stata negata. Il suo avvocato, Hank Brennon, in seguito all’uscita del film, avrebbe dichiarato : “ Il film ha mancato ladurante di evidenziare la reale minaccia per Boston, che risulta comune in tutti i fenomeni di mafia : la complicità del governo in ogni singolo omicidio. ”

Ma in questa complicità, al contrario di quanto dichiarato da Brennon, starebbe il cardine del film stesso, tanto che esso è stato intitolato ‘Black Mass’ . Apparentemente un nome che non ha nulla di collegato con il personaggio principale, se si risale alle origini di questo termine si scopre presto che esso si riferisce ad una serie di pratiche sataniche che hanno la caratteristica di storpiare rituali cristiani facendoli passare da benevoli a malvagi. Con lo stesso nome, addirittura, in epoca medievale, si sarebbe chiamato un gioco satirico che consisteva nello schernire l’istituzione stessa della Chiesa mediante festeggiamenti assurdi e molto spesso eccessivi. Il parallelismo risulta quindi evidente: esattamente come le stesse pratiche cristiane venivano usate per schernire la Chiesa, così il gangster dai capelli di platino ( da qui il soprannome), mediante le connessioni con l’FBI ( baluardo a difesa delle leggi ) scherniva la Giustizia stessa.

La Mafia…

Questa particolare caratteristica dello riuscire ad infiltrarsi e corrompere tutto e tutti è ciò che ha permesso, e permette tutt’oggi, alla mafia di sopravvivere. Questo modus operandi, in particolare, si sarebbe trasferito dalla mafia italiana, creatasi con i primi flussi migratori del 1800 nell’ America del Nord. Essi avrebbero costituito quella sorta di brodo primordiale entro il quale si sarebbero sviluppate poi tutte le gang mafiose degli Anni Venti: l’Era dei Gangster. Da loro sarebbe poi passata a tutte le altre mafie, compresa quella irlandese, della quale il giovane James, irlandese di seconda generazione, faceva parte.

… e lo Stato

In un articolo, l’Huffpost riportava questa tragica visione riguardo il rapporto Mafia-Stato: le nazioni dove la mafia ha avuto una forte ascesa verso il potere sono paesi in cui lo stato stesso controlla e usa grandi e potenti reti criminalità per difendersi e per innalzare l’interesse nazionale. Questa logica non suona nuova : la stessa regina Elisabetta I di Inghilterra usó i corsari per gli interessi della propria Madre Patria.

Il tramonto di un’ Era, forse

La morte di James Whitey rappresenta forse la fine definitiva dell’ Era dei gangster, ma non arriva nemmeno vicino alla vera conclusione del rapporto criminalità stato. Durante i tempi del carcere, James stesso si definì un uomo che forse in fondo era solamente questo: un uomo. Un ragazzo che ha sfruttato quelle che erano le crepe all’interno di un sistema già pienamente formato o comunque nel quale lui non poteva rappresentare che un piccolissimo ingranaggio.In una lettera in risposta ad un progetto di storia di tre studentesse del college, Bulger disse che Whitey non era altro che un mito: “Un mito creato dai Media”.

Marta Armigliato

 

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