borderline
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Dare una definizione al termine borderline è sempre stato piuttosto nebuloso. Prima di Otto Kernberg nemmeno esisteva questo vocabolo. Chi soffriva di questi imprecisati disturbi di personalità, i cui sintomi non rientravano nella perfetta diagnosi da manuale né delle nevrosi né delle psicosi, era definito stato al limite o personalità caso al limite. Dopo un lungo lavoro operato dallo psicologo Kernberg furono stabiliti dei parametri entro cui un soggetto è dichiarato borderline.

COSA DISTINGUE IL SOGGETTO BORDERLINE?

Senza entrare nella logica della materia e perdersi in termini e discorsi troppo psicologici, la personalità borderline è caratterizzata da profonde e severe scissioni della psiche. La vita di un border è contrassegnata dall’instabilità e dall’impulsività. Provano intensi e opposti  stati d’animo nel giro di qualche istante, passano dalla depressione e angoscia per la paura di essere abbandonati a violenti scatti d’ira. Tutto ciò li porta a vivere un’esistenza volubile; non facendo altro che passare da una passione ad un’altra, coltivando mille interessi, ma allo stesso tempo non riuscendo a portarne avanti alcuna. Una vita in cui tutto è estemporaneo, un attimo c’è e quello dopo è già dimenticato. Anche le relazioni subiscono questa stessa sorte, sono effimere, superficiali.

 IL FENOMENO BORDERLINE NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

Lacan, psichiatra e psicanalista, qualche decennio fa asseriva che fra due, tre generazioni non si capirà più nulla. Cosa intendeva Lacan con questa affermazione? Così come per il termine borderline si può distinguere un’era pre-Kernberg da una post-Kernberg, anche per ciò che concerne la società contemporanea si può parlare di un’epoca precedente all’avvento dei mass media e una seguente. In un mondo in cui, grazie al capitalismo galoppante, l’unica cosa rimasta da vendere è l’immagine, ecco che i social media, la televisione contemporanea trovano il loro habitat naturale. Il fenomeno, perché di fenomeno si tratta, borderline è uscito dai ranghi esclusivamente psicologici ed ha iniziato a inglobare tutte le anomalie della collettività postmoderna.

mass media

Lo spettatore, il fruitore medio si ritrova a vivere uno sdoppiamento. Da un lato c’è la realtà, così come l’abbiamo conosciuta finora, dall’altro invece c’è un mondo rappresentato, formato da immagini manipolate. Vi è sempre più una connessione intrinseca fra i problemi quotidiani e la perfezione che ci viene mostrata attraverso uno schermo. I mezzi di comunicazione moderni riescono ad infiltrarsi in questa quotidianità, i limiti fra l’apparenza e la concretezza della routine giornaliera sono sempre meno tangibili.  I reality ostentano una verità distorta, mostrano relazioni fugaci nate da una passione travolgente che si consumano nel giro di qualche ora; i social network fanno credere che la notorietà e il successo è a portata di click, che basta una sciocchezza affinché la vita possa cambiare radicalmente. Lo spettatore si ritrova sempre più in bilico fra queste pluralità, di vite, assorbito da questa bellezza ipocrita a cui anela. Questa società borderline crea soggetti borderline.

LA CRITICA AI MASS MEDIA PER LA SCUOLA DI FRANCOFORTE

Eravamo destinati a finire ingoiati dal progresso? È come se con il capitalismo, con l’inizio dell’epoca consumistica, l’umanità fosse destinata all’alienazione. Adorno, esponente della Scuola di Francoforte, mosse le critiche a questa struttura capitalistica, denunciò l’apparenza delle relazioni interpersonali. I mass media non sono semplici contenitori, ma mezzi per atrofizzare la mente umana, per appiattire e uniformare la massa.

Sonia Felice

 

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