Durante la giornata di ieri la Camera dei deputati ha votato la fiducia al governo Conte, approvando la conversione in legge del decreto Milleproroghe. I voti a favore sono stati 329, 220 quelli contrari e 4 gli astenuti. Si tratta solo della prima fiducia, l’iter parlamentare non è ancora concluso. Si devono ancora discutere gli ordini del giorno e giungere alla votazione finale. Filerebbe tutto molto più velocemente se non ci fosse il Partito Democratico a rallentare le procedure con il suo atteggiamento ostruzionistico. Niente di allarmante, stanno all’opposizione e, del resto, stanno svolgendo il loro ruolo in questa legislatura. Non c’è certezza sulle tempistiche che porteranno al voto finale del decreto, è prevista la discussione di decine di ordini del giorno (illustrati dal PD), che allungheranno decisamente i tempi. I lavori non si arrestano, si continua ad andare avanti, discutendo, soprattutto, sui due temi centrali che hanno impegnato maggiormente i membri della Camera: vaccini e periferie.

Cos’è il decreto Milleproroghe?decreto

Una misura legislativa straordinaria che viene riproposta di anno in anno. Questa potrebbe essere una prima definizione del decreto Milleproroghe. Il primo risale al 2005, terzo governo Berlusconi. La sua utilità consiste nel rimandare alcune normative o posticipare la scadenza di altre, rispettando i caratteri di necessità e urgenza. Essendo un decreto di legge (dl), dopo aver ricevuto l’approvazione da parte del Governo, deve essere convertito in legge entro 60 giorni passando per Camera e Senato. La sua utilità consiste nel fatto che con una sola manovra politica riesce a risolvere diversi problemi. E’ in grado, infatti, di prorogare una serie di termini che altrimenti dovrebbero essere discussi separatamente. Dato il suo iter per passare da decreto a legge, il documento ufficiale viene caricato di norme che interessano diversi partiti, dando origine a un testo decisamente eterogeneo. E’ sufficiente pensare al Milleproroghe del 2010, quando la Corte Costituzionale ha dovuto eliminare alcuni termini ritenuti inopportuni rispetto alla finalità del decreto.

Contenuti del decreto

Sono 14 in totale gli articoli del decreto. Gli argomenti, fra loro, sono diversissimi. Si parla di vaccini e si discute se rimandare o approvare l’obbligo previsto dalla Lorenzin. Sembra che l’esecutivo stia procedendo a favore dello slittamento di un anno. Il taglio dei fondi alle periferie (1,1 miliardi) è un altro problema su cui si è discusso a lungo, una manovra proposta dal governo precedente. Riguardo l’ambito scolastico si parla di proroghe su infrastrutture e di estensione del bonus cultura per tutto il 2018, riservato ai diciottenni. Nel mondo sanitario, per gli anni dal 2018 al 2020, verranno applicati gli stessi criteri del 2017 riguardo le forme per la ripartizione dei fondi per il servizio sanitario nazionale tra le regioni.  Si discute anche riguardo le zone colpite dai terremoti. Vengono allungati i termini relativi alla presentazione della documentazione dove vengono indicati i danni provocati dal terremoto in Abruzzo nel 2009.