Un tenero disguido che fa sorridere ed un insolito lieto fine che fa riflettere: la storia di Elias ed Emil, due pinguini dello zoo di Odense che hanno adottato un cucciolo lasciato incustodito dalla madre biologica, sembra un emblematico invito a comprendere che un’esigenza di genitorialità può, talvolta, tradursi in un istinto di sopravvivenza e, ancor di più, che la natura non può essere mai “contro natura”.

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Elias ed Emil assieme ad alti pinguini dello zoo

Il caso

In uno zoo di Odense, in Danimarca, vivono Elias ed Emil, due pinguini maschi omosessuali che sembrano formare, a detta dei responsabili, una vera e propria coppia in affinità e comportamenti. In questi giorni, i due animali sono diventati protagonisti dapprima della cronaca rosa del bioparco e poi di un vero proprio caso mediatico, scientifico e psicologico.

Ma partiamo da una loro prima tenera disavventura. Un’altra pinguina dello zoo aveva lasciato il proprio piccolo incustodito per fare un bagno ed Elias e Emil, visto il cucciolo in solitudine, avevano iniziato a prendersene cura, sotto gli occhi disinteressati del padre biologico che non aveva fatto nulla per impedire l’adozione del suo figlioletto.

Tuttavia, la noncuranza del papà pinguino non ha esonerato i due aspiranti genitori dal fare i conti con la madre del cucciolo conteso, che una volta ritornata ha rivendicato la sua prole, originando tra le due coppie un’accesa disputa, tanto che i guardiani del parco sono stati costretti ad intervenire per calmare la situazione.

Una volta placate le acque, il cucciolo è stato riconsegnato ai genitori biologici.

Tuttavia, i due pinguini gay sono stati premiati per gli intenti lodevoli del loro gesto ed hanno ricevuto un altro uovo, partorito da una madre che non avrebbe potuto debitamente occuparsi del futuro figlio.

Così, Emil ed Elias, che sembrano aver iniziato subito ad allevare il piccolo prendendosene cura con impegno ed attenzione al pari di una qualsiasi coppia etero, hanno potuto appagare il loro istinto, nato, come spiegano i responsabili dello zoo, dalla volontà di salvare la vita ad un cucciolo apparentemente abbandonato.

«Elias e Emil non avevano brutte intenzioni: hanno notato un piccolo di cui nessuno si prendeva cura e sono intervenuti – ha dichiarato la custode Sandie Hedegaard Munck – l’istinto ha suggerito loro che non sarebbe sopravvissuto altrimenti, lo stavano proteggendo».

Inoltre, nello stesso zoo, così come in altre strutture che ospitano animali, è già successo che pinguini gay riuscissero ad accudire un piccolo della loro specie, riproducendo in cattività ciò che in natura sembra avvenire all’ordine del giorno, secondo quanto documentato dalla scienza stessa.

L’omosessualità in natura

De gustibus non disputandum est, recita una celeberrima massima latina: eppure, le discussioni in materia di orientamento sessuale – la tendenza che ha ciascuno di noi a sentirsi attratto da persone dell’altro sesso o del proprio e, dunque, gli atteggiamenti che ne conseguono (istinti di maternità e paternità compresi) – sono un tema d’attualità sempre rovente e costituiscono l’oggetto dei più disparati studi scientifici.

Ebbene, marmotte, delfini, pipistrelli, elefanti, pecore, gatti e scimmie sono solo alcune tra le circa 1500 specie in cui l’omosessualità è stata documentata.

Naturalmente, la vera incidenza di tale orientamento negli animali resterà un dato mai perfettamente identificabile.

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Due leoni omosessuali

Tuttavia, secondo alcuni studi, in alcune specie l’omosessualità sarebbe addirittura più diffusa dell’eterosessualità. E’ il caso delle giraffe: basti pensare che in un campione analizzato 9 accoppiamenti su 10 avvenivano tra individui di sesso maschile.

Non solo. Come testimoniato dalla storia di Elias ed Emil, può accadere anche che una coppia di maschi allevi le uova “donate” da una femmina, per poi far crescere i piccoli in un territorio più vasto di quello di una coppia eterosessuale. Ciò avviene, per esempio, per quanto concerne i fenicotteri, poiché due maschi possono controllare una maggiore porzione di territorio e garantire perciò un habitat più esteso in cui far crescere i cuccioli neonati.

Inoltre, in questi casi come più in generale nell’ambito della sessualità, non si può parlare di mero istinto neanche per quel che riguarda gli animali. E’ ancora una volta la scienza a confermare che essi sono depositari di emozioni e intelligenza e, soprattutto, sono in grado di provare amore.

Per di più, pare che nelle relazioni essi riescano ad essere più fedeli e meno frivoli degli uomini, che in alcuni casi amano cambiare partner: infatti, gli esperti affermano che in natura esistono coppie gay “fisse”, come dimostrerebbero alcune unioni tra pinguini dello stesso sesso (come nel caso sopra riportato Di Elias ed Emil).

Esponenti di rilievo come lo zoologo Petter Bøckman, consulente scientifico di Against Nature? (una mostra sull’omosessualità nel regno animale) specula che la reale portata del fenomeno potrebbe essere molto più ampia di quanto riconosciuto correntemente.

«Non si è trovata specie in cui non esista il comportamento omosessuale, eccetto in quelle che non hanno rapporti sessuali come l’echinoidea (riccio di mare) e gli afidi. Inoltre, parte del mondo animale è ermafrodita, letteralmente bisessuale. Per loro l’omosessualità non è un problema».

A proposito di “problema”, allora, perché per molti uomini l’omosessualità continua ad essere percepita come tale?

Probabilmente nessuna scienza, per quanti dubbi riuscirà a sciogliere a riguardo, potrà mai fornire una risposta a questo inspiegabile quesito.

Elias et Emil docent: la natura può mai essere “contro natura”?

Letta la storia di Elias ed Emil ed appurato che il loro istinto di improvvisarsi padri derivasse dal pensiero che senza il loro intervento il piccolo pinguino potesse non sopravvivere, sorge spontaneo domandarsi se tale ragionamento è applicabile anche alle coppie gay di uomini e donne che si propongono di adottare bambini ed essere per loro genitori capaci di donare amore autentico.

Ad essere contro natura, forse, più che avere due mamme o due papà è la brutalità della sorte, quella crudeltà davvero inumana che fa confrontare fin troppi pargoli con drammi troppo onerosi per le spalle fragili ed il cuore buono dei più piccoli.

A quanti bambini condannati all’indigenza, alla precarietà e, talvolta, alla morte, verrebbe regalato un futuro se si regolamentassero le adozioni omosessuali?

Questo tema, forse il più spinoso da sviscerare quando si parla di coppie gay, richiederebbe il vaglio di teorie scientifiche e psicologiche assai complesse da analizzare e rianalizzare.

Tuttavia, Elias ed Emil ci insegnano che quando si parla di genitorialità, in una commistione di istinto e sentimento, è troppo semplicistico per chi si schiera tra coloro che osteggiano tale soluzione rifarsi all’immagine fornita da Schopenhauer per descrivere chi vuole appagare il desiderio di avere un figlio.

Arthur Schopenhauer

Egli assimilava la donna desiderosa di una prole ad una mantide religiosa, che nulla vuole se non soddisfare il proprio sfizio di maternità per poi giungere persino a sbarazzarsi fisicamente del proprio uomo una volta gravida. Sempre richiamando la filosofia del pensatore pessimista, potremmo dire, poi, che mettere al mondo dei figli è puro egoismo, poiché diventando genitori si è consapevoli di dare vita ad un futuro infelice.

E, forse, effettivamente, sono tanti gli infelici al mondo, che si tratti di uova abbandonate negli zoo o di bambini che urlano nel silenzio dell’omertà che attanaglia le loro storie la  cronaca di un’umanità spietata.

Tuttavia, essere genitori è ben diverso dal mettere al mondo dei figli e rappresenta una vocazione che non ha sesso, etnia, colore e alcun’altra etichetta.

La natura non può mai essere contro natura. Sarebbe una contraddizione in termini, sarebbe un’involuzione della vita stessa.

Ad ogni modo, nel coro di voci molteplici e in contrasto che si confonde nel dibattito frizzante di unioni ed adozioni gay, oggi ad un pinguino “fortunato” è stata regalata l’opportunità di vivere.

Zoo di Odense

Mariachiara Longo

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