“What happens when you mess with the physics of it all?”, inception.wikia.com

Giocare con i sogni

Un film da guardare a mente libera e difficile da spiegare a parole: Inception. Una pellicola del 2010, scritta e diretta di Christopher Nolan. L’importanza data a questo film è la straordinaria capacità del regista di rappresentare concetti astratti con linearità, facendo capire – anche se dopo una visione attenta – ciò che appare incoerente ed estremamente complesso: come l’inconscio. Cosa è reale e cosa non lo è?
Leonardo Di Caprio è il protagonista della storia, Dominic, un professionista che estrae i segreti dalle menti delle persone durante il sonno. Tutto ciò grazie ad un apparecchio a orologeria, che permette ad un gruppo di persone di partecipare ad un ‘sogno condiviso’. Una volta entrati nel sogno, i membri si addormentano a loro volta, trovandosi in un secondo livello – il cosiddetto ‘sogno dentro un sogno’ – per poi entrare in un ulteriore livello. Ogni ‘strato’ rappresenta il sogno di uno dei partecipanti, che ha come compito quello di rimanere sveglio nel suo sogno per sorvegliare gli altri. Successivamente, deve dare loro il ‘calcio’, cioè quella famosissima sensazione di caduta che si prova spesso mentre si dorme. Durante i sogni però, il tempo scorre molto più lentamente, quindi il tempo si dilata da qualche ora ad interi anni.

Quando si confonde la linea tra sogno e realtà, eospirituality.com

L’inconscio velato

Il sogno è un fenomeno psichico legato al sonno – alla fase REM – caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante. La nostra mente ‘materializza’ nel sogno i ricordi presenti nella memoria a lungo e a breve termine, elaborando anche gli stimoli esterni e li integra al resto.
Freud definì il sogno e l’interpretazione di questi come la “via regia verso l’inconscio”. Perché il sogno – secondo le tue teorie – serve a procurare una soddisfazione mascherata a desideri inconsci non realizzabili nella realtà.
Fu poi lo psichiatra olandese Frederik van Eeden a coniare il termine onironautica o, gergalmente, ‘sogno lucido’. Esattamente quello che avviene nel film ‘Inception’. Questo è il fenomeno per cui si riesce a prendere coscienza di star dormendo, proprio durante il sogno. Di conseguenza, il soggetto acquisisce la capacità di muoversi coscientemente all’interno del sogno. Esercita un controllo mentale sulle azioni e sulle situazioni oniriche.
Quando siamo svegli, condividiamo con tutte le altre persone lo stesso mondo fenomenico, fatto di regole uguali per tutti. Durante il sogno, invece, le percezioni vengono alterate e non seguono più una evidenza realistica.

L’uomo è un genio quando sta sognando, ivywicca.com

Guarire con i sogni

Se e quando il soggetto – durante il sogno – si chiede se ciò che sta vedendo sia reale o meno, già è una conferma di star vivendo un sogno lucido, perché durante la veglia non ci si chiede se si stia sognando oppure no. Esistono però dei dettagli che fanno capire al soggetto se si trova in un sogno: come l’azione del saltare. Nel mondo onirico, la gravità spesso non funzione come nella realtà, di conseguenza saltare può equivalere a prendere il volo e rimanere a mezz’aria. Oppure guardarsi allo specchio: generalmente il proprio riflesso è deformato o sostituito con un’altra figura. L’esempio più calzante e comune è urlare, perché spesso durante il sonno non si riesce ad urlare, ma si emette una voce bassa e rauca.
L’insieme di queste prove viene definito ‘test di realtà’. Se è positivo, il sognatore – anche se dormiente – riacquisisce i propri sensi e la lucidità – non razionalità – della veglia. Può quindi interagire nel suo mondo onirico a suo piacimento.
Esperimenti e ricerche psicologiche hanno inoltre dimostrato che riuscire nei sogni lucidi può dare molti benefici: dal problem solving – il riconoscimento del problema e risoluzione dello stesso – allo sviluppo della creatività. Può produrre anche un aumento di autostima e quindi acuisce la capacità di affrontare paure e inibizioni.

“I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro. Solo quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c’era qualcosa di strano!”

Martina Di Perna

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