Venom è un personaggio dei fumetti della Marvel , meglio conosciuto come uno dei maggior antagonisti di Spiderman.Si tratta di una combinazione di un essere umano e di un simbionte alieno che dà origine ad una sorta di antieroe che non uccide per divertimento ma per difendere gli innocenti dalle ingiustizie. Il 4 ottobre 2018 ,l’antieroe della Marvel è approdato sul grande schermo infettando il corpo di un giornalista newyorkese interpretato da Tom Hardy. La pellicola in Italia ha incassato circa 3,7 milioni di euro generando diverse critiche tra i fan veterani della Marvel.
Tuttavia, se non avete ancora visto il film, fatelo. Venom è un simbionte , una sorta di parassita che si intrufola nel corpo del suo ospite talvolta uccidendolo . L’essere umano e questo organismo si fondono in un solo individuo di cui il parassita è capace di alterare le funzioni fisiologiche e biologiche facendo in modo che i due corpi aderiscano perfettamente l’uno all’altro. Il film mostra proprio questo processo di adattamento tra l’essere alieno ed Eddie Brock . Numerose infatti saranno le volte in cui Eddie non riesce a gestire gli istinti primordiali di Venom e le sue abilità fisiche, la pellicola mostra non solo l’evoluzione del corpo ma anche la psicologia dell’ospite che risente delle difficoltà della convivenza. Una domanda che molti spettatori si sono posti è stata : “Può davvero un parassita convivere all’interno del corpo umano e modificandolo fino a questo punto ? “. Fantascienza a parte, l’obiettivo è proprio quello di capire la fisiologia di Venom e i suoi aspetti biologici scoprendo se il connubio sia realizzabile solo nei fumetti e sul grande schermo o se possa realmente accadere nella vita di tutti i giorni.

Tom Hardy nei panni di Venom.

La biologia del simbionte targato Marvel

Nell’Universo Marvel, i simbionti avvolgono gli ospiti come costumi instaurandosi nella mente come dei parassiti modificandone la psiche. Questi organismi cercano di istaurare un rapporto di simbiosi con il corpo occupato ricercando due nutrienti importanti : l’adrenalina e la feniletilammina che veicolano le informazioni tra i neuroni promuovendo la creazione dell’impulso nervoso. Sia il simbionte di SpiderMan che Venom si innescano nella mente dei loro ospiti spingendoli a compiere azione eccitanti (ad esempio arrampicarsi sull’Empire State of Building oppure fare la lotta fisica con altre persone) per garantire che il corpo produca adrenalina. In questa parte del processo di nutrimento , l’ospite riconosce in sé delle nuove abilità che appaiono essere innate ma che sono proprie del simbionte. La feniletilammina invece , è assunta tramite il cervello degli umani e dalla cioccolata. Non mancano scene in cui Venom è affamato e chiede ad Eddie proprio questi due alimenti. Il parassita però non riesce a resistere ai suoni emessi ad alte frequenze e alle intense radiazioni termiche. La causa di queste debolezze risiede nell’instabilità dei tessuti e nei legami intermolecolari spingendo il parassita a richiedere grandi quantità di feniletilammina in modo da poter rafforzare i legami tra le molecole . La mancanza di questa sostanza può causare una degradazione degli organi e dei tessuti nel corpo dell’ospite , spesso causandone la morte. I simbionti prediligono vittime giovani in modo da poter usufruire di più energia, spesso se risiede per troppo tempo nel corpo di una persona è possibile che il parassita decida di cambiare il corpo ospite con quello di uno più giovane. Il corpo di un essere umano pare essere un vero e proprio paradiso per i simbionti della Marvel che , se fossero reali, riuscirebbero a convivere negli uomini per molto tempo.

I simbionti reali

Il termine “simbionte” è largamente utilizzato soprattutto in biologia per individuare quegli organismi che vivono in simbiosi con i loro ospiti permettendo loro di sviluppare nuove caratteristiche oppure di condurli alla morte.
Le associazioni simbiotiche sono frequentissime in natura circa 250.000 specie di piante sono in simbiosi con funghi .Spesso nei mari dell’Oceano Pacifico e Atlantico

Sepiolida, mollusco bioluminescente .

si incontrano i sepiolida , una classe di molluschi molto simili alle seppie che hanno un rapporto simbiontico con i batteri della bioluminiscenza che abitano il fotoforo , un organo dell’animale deputato nell’emissione di luce. I batteri ricevono zuccheri ed amminoacidi dai loro ospiti e sono responsabili della luce emessa dal fotoforo che può rendere “invisibile” la sagoma dell’animale vista dal basso.Il pesce chirurgo invece, comunemente conosciuto come Dory della ricerca di Nemo, presenta un particolare simbionte che colonnizza il suo intestino il Epulopiscium che ha un ruolo chiave nella degradazione delle alghe rosse.

Batterio di cymothoa exigua nella cavità orale di un pesce.

Un altro esempio è fornito dal parassita Cymothoa exigua che entra nel pesce attraverso le branchie succhiando tutto il sangue contenuto nella lingua dell’ospite aderendo perfettamente alla muscolatura dell’organo.Un’altra associazione marina molto famosa è quella tra il paguro che porta attaccata la conchiglia attinia garantendone movimento e cibo in cambio di protezione.

 

Da parassita ed ospite a specie unica

Uno studio condotto dall’Università di Pisa , si è focalizzato proprio sul processo simbionte tra un protozoo Euplotes, e da un batterio ospite, il Polynucleobacter, che viene tenuto in ostaggio finchè gli è utile. Queste relazioni di simbiosi potrebbero spiegare l’inizio del processo evolutivo. Non è infatti il primo caso in cui organismi distinti possono vivere in simbiosi creando specie uniche, il più noto è quello della formazione delle cellule eucariote dai mitocondri, organelli cellulari molto importanti considerati delle “riserve di energia” nei quali avvengono i processi più importanti per lo sviluppo cellulare. Questi organelli derivano da batteri che vivevano all’interno di cellule procariote e si è mostrato che questi organismi si siano fusi con l’ospite perdendo la loro individualità . Una cellula procariote infatti è meno complessa di quella eucariote in quanto possiede una struttura più semplice proprio per la mancanza dei mitocondri e del nucleo. Tuttavia,malgrado le numerose manifestazioni del fenomeno della simbosi in natura sono ancora sconosciute le cause e le modalità che spingono un parassita a scegliere un determinato ospite rispetto ad un altro.

Mitocondri,organelli cellulari.

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