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Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualcosa di comprensibile.

(Albert Einstein)

Intruduzione

Il termine paranormale si applica a quei fenomeni (detti anche anomali) che risultano contrari alle leggi della fisica e agli assunti scientifici e che, se misurati secondo il meteodo scientifico, sono risultati inesistenti o, nel caso di fenomeno esistente, comunque spiegabili sulla base delle conoscenze attuali.

La percezione extrasensoriale (ESP)

Con l’espressione “percezione extrasensoriale” (ESP) si intendono tutti quei fenomeni che portano all’acquisizione di informazioni per via anomala o sconosciuta e per questo vengono definiti anche fenomeni psi-cognitivi (psi).

La percezione extrasensoriale viene generalmente suddivisa in tre categorie:
-1. telepatia (lettura del pensiero, suggestione mentale,trasmissione del pensiero), ossia quel processo mediante il quale una persona viene a conoscenza di uno o più contenuti mentali di un’altra persona, senza utilizzo dei cinque sensi.
-2. chiaroveggenza (telestesia, paragnosia e metagnomia), processo mediante il quale una persona viene a conoscenza di una realtà oggettiva al di là della portata dei cinque sensi e delle possibilità convenzionali di apprendimento.
-3. precognizione, ossia è la conoscenza di eventi futuri assolutamente non prevedibili e che non possono essere favoriti in nessun modo da chi fa la predizione.

I fenomeni paranormali possono essere ulteriormente suddivisi in: spontanei sperimentali. I primi avvengono per lo più spontaneamente, senza che noi possiamo prevederli, accadono in modo inatteso, imprevedibile nei modi e nei tempi; mentre quelli sperimentali vengono in qualche modo prodotti in condizioni sperimentali di laboratorio.

La trasmissione di dati e informazioni tra cervelli.

Lo studio sulla telepatia

Nel tentativo di dare una visione migliore delle esperienze extrasensoriali le cui manifestazioni variano dalla sensazione all’idea improvvisa, alle allucinazioni, il fisiologo russo Leonid Vassiliev ha suddiviso la telepatia in cinque classi principali:
-1. prima classe: sensazioni molto vaghe di qualche messaggio, senza che il soggetto sia in grado di riconoscere chiaramente il contenuto e l’eventuale fonte.
-2. seconda classe: il messaggio percepito è legato a una persona precisa, ma il contenuto di quel messaggio è ancora vago e non chiaro.
-3. terza classe: il soggetto riesce a conoscere anche i dettagli di ciò che è successo alla persona (o alla situazione) cui è rivolto il suo pensiero, però, molto spesso, i dettagli assumono una forma simbolica.
-4. quarta classe: il percipiente vive allucinatoriamente l’esperienza telepatica, ossia proietta all’esterno immagini fornitegli dall’inconscio ritenendole del tutto reali.
-5. quinta classe: comprende un tipo di fenomeno piuttosto strano, ma non per questo meno frequente. Si tratta dell’OBE: il sensitivo si sente come uscito dal proprio corpo e con la mente può visitare altri luoghi, anche distanti, e riferirne al ritorno.

Differenza tra: OBE e NDE

È doveroso fare un’ulteriore precisazione per i termini OBE o d-OBE (discrete Out-of-Body Experience) e NDE (Near-Death Experience) letteralmente “esperienza vicina alla morte”.
Nel primo caso il soggetto si percepisce al di fuori del proprio corpo, diviene un osservatore esterno della propria fisicità ma mantiene inalterato il proprio stato
di coscienza: non solo l’orientamento spazio-temporale è conservato ma il soggetto riferisce anche di avere una maggiore lucidità rispetto all’esperienza ordinaria.
Nel secondo caso, invece, occorre distinguere due componenti fondamentali: OBE e ASC (Altered State of Consciousness): oltre a esperire il distacco dal proprio corpo, il soggetto viene a conoscenza di ciò che non è conoscibile con modalità ordinarie e la sua coscienza
funziona come parte integrante di questo nuovo stato conoscitivo.

Sogni e fantasie.

Il Sogno

Un esempio lampante del processo di distacco dal proprio corpo è il sogno notturno in cui andiamo a creare un ambiente, una dimensione spazio-temporale, degli attori, una storia, insomma un mondo parallelo a tutti gli effetti. I meccanismi cerebrali che costruiscono il mondo sognato sono probabilmente gli stessi che costruiscono il mondo fattuale con l’unica, non trascurabile, differenza dell’esclusione degli stimoli sensoriali.

Sogno e realtà virtuale

Il sogno non è altro che una realtà virtuale del tutto simile a quella vissuta attraverso un computer: chi vive una realtà virtuale costruita al computer finisce per dimenticare la reale posizione del proprio corpo, il soggetto quindi si muove dentro una nuova realtà. Allo stesso modo potremo affermare che la nostra anima, pur vivendo altrove, è talmente immersa nella “realtà virtuale” costruita dal cervello, tanto che finisce per credersi dentro al nostro corpo.

Jacopo Schintu

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