Il primato italiano

Uno studio pubblicato su Lancet Neurology, testata scientifica di punta nel campo delle scienze neurologiche e neuropatologiche, mostra in anteprima l’efficacia di un farmaco derivato da cannabinoidi contro la spasticità nei pazienti affetti dalle cosiddette malattie del motoneurone (MND). La terapia utilizzata per lo studio – a base di Cannabis Sativa – è stata recentemente approvata per il trattamento sintomatico in particolare della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). A condurre la ricerca è stato un gruppo di medici e ricercatori dell’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) dell’Ospedale San Raffaele di Milano – una delle 19 strutture che possono vantare questa sigla – e dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Guidata dal Professor Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) e coordinatore dell’area neurologica, l’analisi è stata possibile e i risultati sbalorditivi.

Ospedale S.Raffaele, una delle eccellenze europee nella ricerca (fonte: ACC)

Le MND


Le malattie del motoneurone sono patologie caratterizzate da una degenerazione precoce, rapida e inarrestabile dei neuroni motori, i responsabili del movimento, localizzati a livello della corteccia cerebrale, del tronco encefalico e nel midollo spinale. Quando questi sono danneggiati, i movimenti diventano progressivamente difficoltosi: rigidità muscolare progressiva, paralisi spastica o flaccida (nel caso dei corticali), e riduzione della massa corporea muscolare (con danneggiamento dei motoneuroni spinali). Tra le malattie del motoneurone, un gruppo eterogeneo di patologie, la più conosciuta e aggressiva è la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). L’obiettivo della ricerca è quello di migliorare la qualità di vita delle persone affette da questa terribile patologia, e sembra proprio che oggi – dopo anni di ricerche – siano stati compiuti enormi passi nella ricerca contro le malattie del motoneurone.


fonte: www.bath.ac.uk

Cannabis sativa & friends


In particolare lo studio propone una combinazione di sostanze cannabinoidi per ridurre la spasticità: la principale causa di disabilità in queste persone. La spasticità consiste nella resistenza opposta dei muscoli a naturali movimenti volontari o involontari. Si hanno difficoltà gravi di deambulazione e articolazione del corpo, con una serie manifestazioni spiacevoli quali crampi, spasmi, contratture e dolori. I ricercatori hanno campionato 59 pazienti maggiorenni affetti da MND con evidenti sintomi di spasticità. Una parte è stata trattata con sostanze placebo e una parte con nabiximols, un estratto della Cannabis Sativa.

(fonte: insider financial)

“Dopo circa un mese e mezzo di trattamento abbiamo rilevato nei pazienti trattati con il farmaco cannabinoide un miglioramento significativo dei sintomi correlati alla spasticità rispetto ai pazienti trattati con placebo” afferma Nilo Riva, neurologo e autore principale dell’articolo, che ha condotto lo studio insieme a Mauro Comola presso l’Ospedale San Raffaele. “Il risultato positivo di questa sperimentazione clinica deriva non solo dalla dimostrata efficacia di questa associazione di cannabinoidi, ma anche dal buon profilo di sicurezza e tollerabilità che è fondamentale”, aggiunge il professor Giancarlo Comi, soffermandosi sulla sicurezza di queste nuove sostanze: non generano tolleranza (la perdita di risposta al farmaco) o dipendenza.
L’obiettivo della ricerca è quello di migliorare la qualità di vita delle persone affette da questa terribile patologia, e sembra proprio che oggi – dopo anni di ricerche – siano stati compiuti enormi passi nella ricerca contro le malattie del motoneurone. 

Umberto Raiola

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Umberto Raiola
Appassionato di musica e scienze dal cuore partenopeo, studia alla facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli.

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