Come ogni anno l’Economist intelligence Unit pubblica il Global Liveability Index, un’analisi delle migliori e peggiori città in tutto il mondo, una classifica che si basa su importanti parametri: infrastrutture, educazione, tasso di criminalitàtrasporti e servizi sanitari al fine di decretarne il tasso di ‘Vivibilità’ in una scala che va da 0 a 100.

È il turno di Vienna quest’anno, la quale si è aggiudicata il primo posto nella classifica delle 10 migliori città dopo ben 7 anni di monopolio da parte di Melbourne, seguite da: Osaka, Calgary, Sydney, Vancouver, Toronto, Tokyo, Copenhagen e Adelaide.
Abidjan sta provando a risalire con un aumento di 6.3% e un punteggio di 52.2 posizionandosi al 124° posto.

Il posto delle metropoli

Grandi città come New York, Londra o Parigi si trovano rispettivamente al 57°, al 48° e al 19° posto in classifica, gli esperti spiegano che le città sono sicuramente grandi centri di lavoro e movimento, ma l’alto tasso di criminalità, i mezzi di trasporto pubblici non adeguati e l’alto traffico creano sofferenza e insoddisfazione negli abitanti abbassando la loro posizione nella classifica.
La domanda degli esperti è quanto i salari, il costo della vita e il piacere personale per la città possono compensare o modificare il fattore ‘Vivibilità’, sono diverse le metropoli che sono state superate da città di media grandezza e che vengono paragonate anche alle peggiori considerandole ampiamente comparabili.

Le città meno vivibili

La classifica delle 10 città con il tasso di vivibilità più basso al mondo è la seguente: Dakar, Algiers, Douala, Tripoli, Harare, Port Moresby, Karachi, Lagos, Dhaka e Damasco.
La città che ha perso più posizioni rispetto allo scorso anno è stata Kiev, in Ucraina, scesa al 118° posto con una perdita del 12.6%, con un punteggio totale di 56.6 su 100.

‘Gli ultimi anni -spiegano gli esperti- sono stati duri per l’Europa che si è vista colpita dalla minaccia del terrorismo, questo ha creato misure di sicurezza più elevate e un maggiore stress nei paesi, fino a sei mesi fa.
Negli ultimi sei mesi si è visto un ritorno alla normalità, durante questo periodo 116 città sulle 140 esaminate hanno subito un cambiamento alla loro posizione in classifica.
Va notato che i movimenti non derivano necessariamente da un abbassamento o alzamento nella vivibilità delle stesse città, riflettono la loro posizione confrontate l’una con le altre.’

Media mondiale

In generale, l’indice ha comunque messo in evidenza che su larga scala la vivibilità globale è migliorata passando da un punteggio medio di 74.8 a 75.7, un semplice numero che può sollevare le speranze di molti riuscendo a far risalire il mondo da una crisi interna dovuta anche alla paura.