Secondo la psicologia evoluzionista, nel corso dei secoli, gli esseri umani hanno sviluppato la paura come forma di preparazione ad una determinata situazione. Le attivazioni fisiologiche che la paura richiede, infatti, rendono il corpo dell’uomo pronto per eventuali attacchi o fughe da pericoli imminenti. Allo stesso modo, questo meccanismo è presente negli altri animali. Dobbiamo però distinguere le paure dalle fobie. Quest’ultime sono sproporzionate rispetto all’effettivo pericolo che ci si trova a fronteggiare. Inoltre, essendo fuori dal controllo volontario, sono molto spesso anche irrazionali. Vediamo alcune tra le fobie più curiose che gli esseri umani hanno sviluppato, concentrandoci anche su quali siano le migliori strategie di superamento delle stesse.

Fobie strane e dove trovarle

Fobia scolastica

La fobia scolastica si esprime come timore e/o ansia eccessivi che coglie l’alunno quando deve andare a scuola oppure durante le ore scolastiche. Nei bambini piccoli, questa fobia può essere vista come ansia da separazione, comprensibile nel panorama di sviluppo di indipendenza dai genitori. Se si presenta, invece, in ragazzi ed adolescenti, si può parlare di un’espressione sintomatica della Fobia Sociale. Una più alta possibilità che questa fobia venga alla luce, si ha nei periodi post malattia, in cui, cioè, l’alunno deve ritornare a scuola dopo un periodo di tempo lontano dalle lezioni. In generale, si considera una fobia dello sviluppo, generata dal timore di essere soggetto al giudizio degli altri.

Uranofobia

Definita anche come paura del paradiso, l’uranofobia è la paura del cielo. In termini più generali, questa fobia si riferisce alla paura generica di tutto quello che il cielo rappresenta, soprattutto a livello religioso. Tale fobia è infatti riferita a coloro che hanno timore di un giudizio dopo la morte e spesso, hanno anche della morte stessa.

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Tripofobia

Grazie alla settima stagione della serie tv American Horror Story, la tripofobia è oramai piuttosto conosciuta. Questa, più che essere definibile come una paura, si manifesta con un aperto disgusto che si prova nei confronti dei buchi. Le persone affette da questa fobia si trovano ad essere nauseate da alveari, spugne o qualsiasi altro oggetto con dei fori sulla superficie.

Emetofobia

Come la fobia scolastica, anche l’emetofobia è da considerarsi come una fobia sociale. Definibile come la paura di vomitare, è un timore ingiustificato di sentirsi male, di provare nausea, al di là delle problematiche fisiche ad essa connesse. Negli adulti, tale fobia può presentarsi come paura di essere incinta, giustificando in qualche modo la sensazione di nausea che si sta provando. Nei bambini ed adolescenti, tale paura genera conseguenze negative a livello sociale. Chi ha paura di vomitare, si ritrova infatti ad evitare momenti di gruppo, quali feste di compleanno, oppure lezioni insieme ad altre persone, avendo il timore di vomitare e di essere quindi giudicati.

Anatidaephobia

L’anatidaephobia è la paura irrazionale di essere, in qualche modo, in qualche parte del mondo, osservati da un’oca. Se le altre fobie sopra viste sembravano strane, questa è quanto meno curiosa. Tale fobia colpisce per lo più persone che hanno avuto degli spiacevoli incontri con questi volatili, soprattutto nel corso dell’infanzia. Nonostante la società contemporanea abbia voluto dare un’immagine positiva delle anatre (basti pensare alla figura di Paperino), tale fobia non è stata debellata.

Terapie 

In generale, la terapia più valida per fronteggiare le fobie è quella cognitivo-comportamentale. Tale terapia punta allo studio di quale sia il collegamento presente tra emozionipensieri comportamenti nel trattamento del disturbo psicopatologico in esame, in questo caso, la fobia. Un’altra terapia, di dubbio utilizzo per questo genere di disturbi, ma che ha trovato riscontri positivi per la tripofobia, è la terapia di esposizione. Mirata per il trattamento dell’ansia patologica, tale terapia avrebbe lo scopo di presentare al paziente lo stimolo temuto in modo lento ma progressivo, al fine di farlo abituare allo stesso, con la conseguente estinzione del timore.

Giuseppe Maria Pascoletti