Un’intuizione geniale, un piano disperato, una grande esplosione e poi quella frase pronunciata a denti stretti, con inquietante freddezza: “Ho vinto io.”.

Breaking Bad è la storia di una caduta, di una rinascita e di nuovo di una caduta. Una vertiginosa iperbole di eventi che portano Walter White a capire che in quel caotico intreccio che è la sua vita, c’è posto per il suo libero arbitrio; che il vittimismo è una scusa e che se esiste una scappatoia per la morte, questa è una vita realizzata. Diceva pressapoco così Socrate, quando nel Simposio, succube della penna di Platone, proclamava che esistono due soli modi per divenire immortali: generare un’opera d’arte, o rendere tale la propria vita, perpetuando la propria esistenza nella memoria di chi ancora respira. Nel suo egoismo e nella sua cattiveria, Walter White riesce a far di sé un’opera d’arte, dimostrandosi il più alto tra gli anti-eroi: il Superuomo.

Nietzsche: una storia di aquile e agnelli

                       Il rude pugno della morale non ha alcun rispetto della nobile  essenza dell’egoismo.                                    (Striner, L’Unico e la sua proprietà)

Friedrich Wilhelm Nietzsche

Stirner proclamava così nel suo “L’Unico e la sua proprietà”. Non scrisse altri libri oltre a questo, scomparve nel nulla come dal nulla era apparso, lanciando questa patata bollente che fece tremare migliaia di comunisti, lo stesso Marx compreso. Com’è possibile instaurare una morale sulla base dell’egoismo? Semplice, non è possibile. Per questo qualsivoglia codice etico si basa sull’uguaglianza e su diritti solidi da rispettare ad ogni costo. È qui che secondo Nietzsche nasce la religione, primo rozzo sistema morale: non in virtù di una verità assoluta, quanto piuttosto per predicare l’uguaglianza,cosicché i deboli non si sentano sottomessi dai forti. Per spiegare ciò Nietzsche sfoggia una brillante metafora che vede protagonista aquile e agnelli. Le prime sono fameliche carnivore, che senza domandarsene il perché si nutrono dei poveri agnelli, erbivori per loro natura. Gli sfortunati ovini però giungono un giorno ad ideare una soluzione alla questione. Meditano un piano malvagio: si esibiranno di fronte alle aquile e le accuseranno di essere in torto. Sì, perché secondo questa teoria aquile ed agnelli sono uguali, sono infatti ugualmente carnivori. Le aquile però assecondano i propri istinti, gli agnelli al contrario, hanno deciso di essere vegetariani per un bene superiore, per il prosperare della vita. Ah, stolte aquile, perché essere bestie quando è possibile essere di meglio, essere figli del divino diritto di uguaglianza? Un ragionamento che non fa una piega, se non fosse che gli agnelli sono erbivori e non vegetariani! Infine, sentitesi in colpa le aquile si piegano a questa nuova teoria. Il risultato è un mondo in cui aquile e agnelli vivono in armonia, cibandosi dei frutti della terra. C’è del marcio in tutto questo, secondo il filologo tedesco. Le aquile infatti trovano la giustizia nel loro comportarsi da aquile. Gli agnelli, non nel loro essere agnelli, bensì nel loro non comportarsi da aquile.

È tendenza comune nella storia della società che chi è più debole, sfreghi le mani alle spalle dei forti, nella speranza, se non nella certezza che il bene stia dalla sua parte. Potenza, ricchezza, avidità, tutte parole che fanno rima con “ingiustizia”. Così come aquile e agnelli, i forti proclamano “ Ho vinto io.”, i deboli “ Un giorno vincerò”. Non a caso dal Platonismo in poi, sequele di credenze hanno affermato l’esistenza di una giustizia divina posteriore, che punirà i malvagi e salverà i giusti. Da “i primi saranno gli ultimi” alla ruota del karma, un costante ricorso alla legge degli agnelli, nell’attesa di ricevere un premio per  la pazienza portata.

Walter  White, un Superuomo

Io rifiuto un potere conferitomi sotto la speciosa forma di “diritti dell’uomo”. Il mio potere è la mia proprietà, il mio potere mi dà la proprietà. Io stesso sono il mio potere… e per esso sono la mia proprietà. (Stirner, l’Unico e la sua proprietà)

Walter White è caduto, si è pianto addosso, si è rialzato, è stato ferito più e più volte, ha vissuto ansie al di là della sopportazione, ha commesso crimini atroci e grazie a ciò ha raggiunto l’apice. E nonostante ciò la vita è riuscito a trascinarlo nuovamente verso il fondo. Lo si può pensare come il karma, come la Provvidenza, una caduta voluta dall’alto in pegno dei peccati commessi. Oppure, meglio ancora come una tragedia, la più sublime delle arti, volta a rappresentare l’essenza stessa di una vita vera.

Walter è un Superuomo, un’aquila che si ribella alla legge degli agnelli. Questi ultimi belano: “Assassino!”, “Vigliacco!”, “Orribile persona!” nel disperato tentativo di sottometterlo nuovamente. Ma lui non li ascolta, perché nonostante il sangue sulla coscienza ha ottenuto ciò che voleva. Ha vinto lui.

 

                      Willard Zanini

 

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