La band inglese proprio in questi giorni, il 9 novembre, ha ufficialmente rilasciato in Italia il suo ultimo album: Simulation Theory. Bellamy ha fatto un gran lavoro di registrazione dato il successo che sta riscuotendo, per le sonorità azzardate per il genere e sempre un passo avanti a quello che un fan si aspetterebbe.

Tuttavia ci soffermiamo sul tema della fisica, che con Simulation Theory ci si imbatte proprio nella copertina.
In realtà questo non è un tema nuovo: per chi già conosce e segue da tempo i Muse, infatti, negli anni precedenti avevano già pubblicato album del calibro di Black Holes and Revelations in riferimento ai buchi neri, oppure Origin of Symmetry dove la simmetria rappresenta un altro tema molto ricorrente soprattutto nella fisica più recente.

Simulation Theory e la Relatività Generale
Tornando al loro ultimo lavoro, proprio la cover art realizzata da Kyle Lambert, ci mostra i tre componenti della band circondati da robot, alieni, automobili e navicelle spaziali. Quasi come se ‘viaggiando nell’iperspazio’, provenissero tutti da un’altra dimensione.

Cover art dell’album ‘SimulationTheory’ (www.thisisradelaide.com)

Tutti questi elementi sono raffigurati su una sorta di reticolo che è proprio lo spazio-tempo. Infatti come ci insegna Albert Einstein con la sua teoria della Relatività Generale, la forza di gravità non è altro che una deformazione del reticolo spazio-temporale. Questa deformazione è causata dalla presenza di corpi dotati di massa.
Più grande è la massa, maggiore sarà la deformazione dello spazio-tempo e maggiore sarà la forza con la quale quest’ultima attrarrà verso di se altri corpi presenti nelle vicinanze: la forza di gravità.
Coerentemente con la teoria di Einstein, sulla copertina si nota che lo spazio-tempo non è perfettamente piatto, ma ci sono delle regioni in cui esso è distorto, ovvero nei punti in cui l’artista ha voluto raffigurare queste creature.
Tuttavia, un senso puramente scientifico ci dirà che la distorsione raffigurata, non segue esattamente le complicate equazioni del caso in questione, ma è pur sempre un segnale che la fisica fa capolino anche nella mente di artisti di un certo calibro.
Come se non bastasse, sfogliando la tracklist dell’album https://it.wikipedia.org/wiki/Simulation_Theory è possibile scorgere ulteriori riferimenti alla materia scientifica con titoli come The Dark Side e Pressure, il primo ricorda molto la faccia oscura della Luna (la Luna mostra verso la Terra sempre lo stesso lato di se stessa, a causa del moto di rotazione) e il secondo la pressione, una quantità importante nella fisica.

I Buchi Neri
Come accennato precedentemente, in pubblicazioni come Black Holes and Revelations, il discorso scientifico già viene trattato con il tema dei buchi neri, i quali sono un caso estremo in cui una massa elevatissima è concentrata in una regione molto piccola dello spazio-tempo che causa quindi una forte attrazione gravitazionale verso di sé.

Deformazione spazio temporale di un buco nero (www.scientificast.it)

I buchi neri riscuotono molto successo poiché possiedono una peculiarità interessante: tutto ciò che entra, non c’è modo che venga fuori. Nemmeno la luce. Questo è motivo per il quale hanno meritato l’aggettivo neri.

Ma Come Nascono I Buchi Neri? E Quali Sono Le Loro Caratteristiche?
Per capire come nascono i buchi neri dobbiamo pensare alle rinomate stelle di neutroni. Come ci indica il nome stesso sono delle stelle formate solamente da neutroni, e sono molto compatte. Si pensi che la densità di una stella di neutroni si aggira intorno ai 1017 kg/m3 . E per avere un paragone, la densità della Terra è di circa 5×103 kg/m3. Questo vale a dire che se riuscissimo a prelevare un quantità pari ad un cucchiaino di stella di neutroni, questa peserebbe circa quanto l’intero monte Everest.
A causa dell’elevata densità se questa stella raggiunge una massa maggiore di 2.3 volte quella della Terra, essa collasserà formando un buco nero. Tutta la materia vieni quindi concentrata in un unico punto dello spazio-tempo (singolarità) creando nei suoi dintorni una regione delimitata dall’orizzonte degli eventi. Oltrepassando l’orizzonte e procedendo verso la singolarità, la gravità diventa molto forte e dominante rispetto a qualsiasi altra forza (abbiamo cioè un’elevata distorsione spazio-temporale) a tal punto che qualsiasi oggetto che voglia uscirne, deve raggiungere una velocità superiore a quella della luce. D’altra parte, grazie alla 
relatività speciale si giunge alla conclusione che esiste un valore limite alla velocità massima raggiungibile che è proprio quella della luce.

Confronto con i Buchi Neri
Calcolare la forza di gravità nei pressi di un buco nero è molto complicato, ed è un qualcosa che nemmeno la teoria di Einstein riesce a spiegare a fondo. Tuttavia si possono fare dei confronti.
I buchi neri sono dei corpi molto massivi. Facendo un paragone tra i pianeti del sistema solare otteniamo che l’
accelerazione di gravità sulla Terra è pari a 9.81 m/s2, mentre se si considera la massa di Giove che è 317.8 volte quella del nostro pianeta, otteniamo un valore di 23.12 m/s2, ovvero poco più di 2 volte più dell’accelerazione di gravità della Terra.
Adesso basta considerare che il Sole è circa 333.000 volte più grande della Terra e che la massa di un buco nero supermassivo è circa 1 miliardo di volte quella del Sole, per avere un’idea di quanto forte possa essere la gravità in determinate condizioni.

Fedele Delvecchio

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