Esattamente il sette luglio di dodici anni fa ci lasciava un’altra leggenda del rock: il primo frontman dei Pink Floyd, Syd Barrett. La storia di questo personaggio è segnata dalla propria indole tendente all’esuberanza ed alla stravaganza che, insieme al massiccio uso di LSD, portò l’artista allo squilibrio.
Per questo motivo egli fu allontanato dalla band, per la quale, secondo Roger Waters, Barrett costituiva ormai un pericolo. Seppur la decisione dei musicisti al manifestarsi della malattia dell’amico fu questa, essi non smisero mai di essere influenzati dalla personalità e dalla vicenda dell’artista; “Shine on your crazy diamonds” in “Wish you were here” e “Brain Damage” in “The Dark Side of the Moon” ne sono esempi lampanti.

Come Barrett moltissimi artisti nel corso della storia hanno sofferto di patologie psicologiche: da Van Gogh ad Edgar Allan Poe, da Goya a David Bowie. Proprio l’originalità di queste figure, il loro essere completamente fuori dal comune ha da sempre affascinato profondamente il pubblico ispirando l’opera degli artisti successivi.

 

LSD: Strumento magico per purificare le porte della percezione o baratro verso la follia?

Erano gli anni sessenta quando Barrett, quattordicenne, cominciò a fare uno sparuto uso di marijuana. Si era nel periodo della sperimentazione delle droghe psichedeliche ed il futuro artista, come molti suoi coetanei, non ci mise molto a cedere alla tentazione dell’acido lisergico. L’ LSD, infatti, diventò un vero e proprio simbolo di protesta giovanile, di liberazione, di fuga da un mondo ingiusto e dominato dal denaro dove la guerra in Vietnam infuriava e nessuno faceva niente per fermarla. Come il diamante pazzo, anche moltissimi altri musicisti del tempo ne fecero uso e ne furono ispirati come i Doors ed i Beatles che incisero “Lucy in the Sky with Diamonds”, chiaro riferimento alla potente sostanza psichedelica.

Qualche anno dopo la fondazione dei “The Pink Floyd Sound”, così infatti si chiamava originariamente la leggendaria rock band inglese, Syd cominciò a manifestare turbe psichiche che lo portavano a continui crolli. Questi suoi comportamenti causati dalla predisposizione alla schizofrenia unitamente al massicio uso di LSD, generarono un cattivo clima all’interno della band che portò in seguito all’allontanamento forzato dell’ormai ex-frontman dalla band che lui stesso aveva fondato.

Ma la figura del musicista continuò ad influenzare profondamente l’opera dei Pink Floyd che gli dedicarono “Brain Damage” in “The Dark Side of the Moon”.

“E se la diga si rompe
molti anni prima del dovuto
E se non c’è spazio sulla collina
E se la tua testa esplode
a causa di premonizioni troppo oscure
Ti vedrò sul lato oscuro della luna”

“I’ll see you on The Dark Side of the Moon”, questo verso mostra come Syd sia forse stato in grado di vedere dove la vista degli altri Floyd non era riuscita a giungere, di come questo incredibile artista di trovasse in un mondo a noi ignoto: sul lato oscuro della luna, appunto.

 

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La follia nella musica e nell’arte

Syd Barrett non è stato di certo l’unico artista affetto da disturbi psicologici. La storia è costellata dai cosiddetti “geni folli”, basti pensare a personalità come Vincent Van Gogh, celebre impressionista olandese il quale, anche lui probabilmente schizofrenico, sosteneva di sentire delle voci. Egli, come testimoniano i suoi diari ed i suoi autoritratti, arrivò addirittura a tagliarsi un orecchio.

Inoltre potremmo passare delle ore a parlare degli squilibri dello scrittore americano Edgar Allan Poe, padre del genere Horror e della letteratura americana, il quale dichiarò di poter passare giornate intere analizzando una strana ombra o il fuoco che arde, poiché grazie alla propria immaginazione fenomeni semplici come questi potevano diventare spettacoli incredibili.

Questo velo di oscurità incombette anche sul pittore Francisco Goya, il quale durante l’ultimo periodo della sua vita, soffrì di terribili turbe psichiche che gli provocavano visioni tetre e inquietanti, immortalate nei suoi dipinti.

Nonostante la loro natura che li portò a vivere ai margini della società, questi incredibili artisti hanno lasciato un segno indelebile, un’eredità fuori dal comune che dovrebbe ricordarci come forse, talvolta, la follia possa essere una finestra sulla verità e che nelle parole di un pazzo può nascondersi un mondo, diverso da quello di noi cosiddetti “sani”, ma migliaia di volte più affascinante.

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“Nessuno è ancora stato in grado di stabilire con certezza se la follia sia o non sia una suprema forma di intelligenza”

                                                                                                -Edgar Allan Poe

a cura di Andrea Arrigo