Il pentagono crea le armi batteriologiche con insetti OGM?

chiamato progetto "Insect Allies", sarà operativo dal 2021. Sale la preoccupazione tra gli scienziati di tutto il mondo.

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insetti OGM | artwork by @TV_int

Il DARPA

La sigla sta per Defense Advanced Research Project Agency. Parliamo di un’agenzia governativa statunitense specializzata in biotecnologie ad uso agricolo finita nelle mire del Max Planck Institute for Evolutionary Biology di Plön, dell’Università di Friburgo in Germania e dell’Università di Montpellier in Francia per alcuni esperimenti legati a mutazioni genetiche di insetti, utilizzati poi come vettori di virus creati in laboratorio e intesi come contromisure verso minacce naturali e umane alla catena di offerta alimentare Usa.

Più precisamente i riflettori sono puntati sulla ricerca che va sotto il nome di “Insect Allies” – iniziata nel 2017 – quando al DARPA hanno cominciato a modificare geneticamente insetti con l’intenzione di produrre raccolti più resistenti alle nuove sfide cui devono far fronte gli agricoltori americani, come cambiamenti climatici, siccità, gelo, inondazioni e malattie infestanti. Lo scopo? Prepararsi ad affrontare i futuri periodi di carestia e garantire raccolti agli abitanti di tutto il mondo.

(fonte: DARPA)

Le innovazioni del progetto “Insect Allies”

La tecnologia alla base del programma si basa interamente su un nuovo metodo di modificazione genetica dei raccolti: invece che modificare le sementi in laboratorio, gli agricoltori libereranno nei loro campi sciami di insetti, i quali infetteranno le piante con un virus che trasmetterà loro i nuovi geni di resistenza, un processo di alterazione genetica orizzontale noto come Horizontal Environmental Genetic Alteration Agents (HEGAA).

Al fine di trasportare gli agenti OGM nei raccolti, si utilizzano come vettori di contagio cicale, aleurodi (più comunemente conosciuti come “mosche bianche“) e afidi geneticamente modificati attraverso un sistema di editing genetico noto come CRISPR. Entro il 2021 il DARPA sta programmando i primi test con insetti infettati da virus in serre o altre località tenute segrete.

(fonte: NextBigFuture.com)

Il fronte d’opposizione

Il dottor Richard Guy Reeves del Dipartimento di Genetica Evolutiva del Max Planck Institute for Evolutionary Biology, sembra non condividere le ricerche degli USA. A detta sua “il programma del DARPA sugli insetti è inquietante e rappresenta un esempio di ricerca dual-use attraverso la quale il governo americano, oltre ad aiutare gli agricoltori con i loro raccolti, sta sviluppando un’arma biologica“. Inoltre per quest’ultimo la tecnica sarebbe incontrollabile rispetto a quella mediante spray adoperata fin’ora.

Anche il professor Jason Delborne, associato alla North Carolina State University, afferma che “le preoccupazioni espresse in quel report appaiono appropriate. Le implicazioni sociali, etiche, politiche ed ecologiche della produzione HEGAA sono significative e meritano un alto livello di attenzione […] Ad esempio, le infrastrutture e l’esperienza nell’utilizzo della tecnica di diffusione via spray, almeno nel contesto statunitense, sono ben consolidate e questo meccanismo di trasmissione offre un controllo maggiore riguardo la diffusione di un HEGAA nell’ambiente”.

(fonte: YouTube)

Non tarda ad arrivare la risposta di Blake Bextine, direttore dell’ “Insect Allies” “Al DARPA non stiamo producendo armi biologiche“. Al chiaro di queste dichiarazioni, però, che vengono comunque da studiosi ed esperti del settore, si può dedurre che il progetto avviato dalla DARPA avrà impatti a livello mondiale di tipo economico, sociale e politico: non resta che far fare alla scienza il suo corso.

Umberto Raiola

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