Parliamo di Storia.

Cornelius Ryan identifica nel suo bestseller come Il giorno più lungo il D-day 6 giugno del 1944. Se tale accezione metaforica può essere generalmente accettata a livelli storiografici, sicuramente il 1 luglio 1916 (giorno in cui si aprirono le ostilità sul fronte della Somme nella Prima Guerra Mondiale) può essere considerato come il giorno più sanguinoso.

 

Con il termine Battaglia della Somme non si definisce un singolo evento bellico, bensì una serie di offensive prolungate nel tempo intraprese dai Paesi dell’Intesa nel periodo che va da luglio a novembre del 1916. In quell’anno appariva chiaramente che le sorti della guerra stavano volgendo in favore della Triplice Alleanza: grazie alla sconfitta delle truppe australiane-neozelandesi (che al tempo erano parte costituente dell’esercito britannico) nella campagna di Gallipoli e all’avanzata delle truppe turche in Mesopotamia, i tedeschi riuscirono a concentrare risorse e uomini sufficienti per intraprendere una tenace offensiva a Verdun, nel tentativo di aprire una breccia nelle linee francesi al fine di raggiungere Parigi e, conseguentemente, vincere la guerra.

 

“Over the top”

 

Fino a quel momento la British Expeditionary Force (letteralmente Forza di Spedizione Britannica in Europa) si era presa carico di importanti compiti difensivi, come il bloccaggio delle truppe germaniche nel loro tentativo di usare il Belgio come corridoio nel 1914, ma non aveva ancora partecipato a nessuna manovra offensiva rilevante all’interno delle operazioni condotte dall’Intesa. Adesso che i francesi giorno dopo giorno venivano costantemente logorati dall’ attrito tedesco a Verdun, un intervento mirato a disperdere le risorse tedesche su più fronti era imperativo e l’unica forza in grado di incanalare un tale sforzo era proprio la BEF del generale Douglas Haig. Il successo dell’operazione era d’obbligo: in seguito alle sopracitate sconfitte,l’andamento dell’opinione pubblica britannica aveva minato il flusso dei volontari (l’Impero Britannico non aveva ancora adottato la coscrizione) e nel caso i francesi avessero definitivamente ceduto alla pressione tedesca, per salvarsi dalla sconfitta totale gli inglesi avrebbero dovuto subire un peso in costi economici ed umani insostenibile.

 

Mine sconquassano le trincee prima dell’assalto.

 

Per la direttrice d’attacco si scelse il settore del fronte tagliato in due dal fiume Somme, nella Francia settentrionale. Il compito dei britannici sarebbe stato quello di avanzare in contemporanea con le truppe franco-belghe stanziate ad Ypres e con l’offensiva programmata dai russi sul fronte orientale, in modo da annichilire i rifornimenti e moltiplicare gli sforzi tedeschi ampliando l’estensione complessiva del fronte da gestire. Il generale tedesco Erich von Falkenhayn, accortasi dei massicci spostamenti di truppe ed artiglieria, interpretò quest’ultimi come indizi di un imminente attacco e diede ordine alle sue divisioni di prepararsi (anche se erroneamente, ritenne che gli inglesi avrebbero concentrato gli sforzi più a nord). Dall’altra parte il generale francese Aristide Briand , responsabile a Verdun, comunicò all’inglese Douglas Haig che i suoi soldati erano agli sgoccioli, e che presto avrebbero ceduto. Per provvedere all’alleggerimento della linea francese, Haig ordinò che per i cinque giorni antecedenti alla data prefissata per l’offensiva gli obici non avrebbero dovuto tacere. Con tale ordine, ebbe luogo lo sbarramento di artiglieria più lungo della storia moderna.

 

Sicuri che i loro cannoni avessero decimato le guarnigioni tedesche, e che gli attacchi via mine di profondita e gas i giorni prima avessero reso le trincee avversarie un effimero ricordo, alle 07.30 del 1 luglio 1916 i soldati inglesi andarono over the top  e cominciarono la loro prima marcia nella terra di nessuno. Come testimonia John Masefield:

 

« La mano del tempo si arrestò sul segno della mezz’ora, e da tutta la vecchia linea inglese vennero grida e colpi di fischietto. Gli uomini della prima ondata montarono sui parapetti, nel tumulto, nel buio, e in presenza della morte; e avendo a che fare con tutte queste piacevoli cose, avanzarono attraverso la terra di nessuno per dare inizio alla battaglia della Somme. »

 

Il Primo Giorno della Somme ruppe quell’alone protettivo che fino ad allora aveva risparmiato agli inglesi la brutalità che quella guerra aveva infierito a Germania e Francia nei due anni precedenti, tanto da instillare i primi dubbi sulla natura stessa del conflitto in madrepatria. I fanti britannici, istruiti nel marciare lentamente verso il nemico col passo scandito dalle cornamuse, vennero brutalmente dilaniati dalle mitragliatrici e dagli attacchi col gas, rendendo l’avanzata totalmente inefficace in alcuni settori e trasformandola in ritirata in altri. Il comando inglese fu costretto a richiedere il supporto dei distaccamenti francesi già impegnati con le truppe di Falkenhayn, mentre l’artiglieria dovette concentrare il proprio fuoco per evitare che la 34sima Divisione (gli inglesi impiegarono un totale di 13 divisioni) venisse completamente distrutta.

 

La 34sima Divisione avanza sotto il fuoco nemico

 

Alla fine della giornata, che ormai può essere considerata una battaglia a sè stante, gli inglesi persero quasi 60.000 uomini l(a cui stragrande maggioranza erano volontari appena ventenni) per avanzare 21 chilometri in territorio nemico, mentre i tedeschi tra morti e feriti accusarono appena 8.000 perdite. Fu una vittoria pirrica che fece assaggiare agli inglesi il perno su cui dal 1914 girava la guerra di trincea: il principio della “magra conquista” a prezzi altissimi. Vista la criticità dell’operazione e l’assoluta necessità di raggiungere gli obiettivi prefissati in tempo utile, gli inglesi decisero di ricorrere ad ogni strumento e strategia bellica in loro conoscenza (la Battaglia della Somme passerà alla Storia militare come il teatro in cui debuttò il carro armato nelle sue fasi finali), provocando un totale di 420.000 perdite inglesi in un totale di un milione e mezzo  nell’arco di cinque mesi.

Il Primo Giorno della Somme viene principalmente ricordato come l’inizio di quella disastrosa serie di battaglie che annientò un’intera generazione di giovani inglesi, trasformandoli nei primi papaveri rossi dei giardini della Torre di Londra. Un evento che come tutte le grandi tragedie della Storia, non deve essere dimenticato, affinché non si ripeta mai più.

 

Un papavero per ogni caduto

 

“Somme. L’intera storia del mondo non può contenere una parola più spaventosa.”

– Friedrich Steinbrecher

 

 

Andrea Vigorito