‘Questo non lo vedrete nei tigì, facciamo girare! Onore a questa capotreno che, in Sardegna, fa scendere un gruppo di scrocconi. Il clima è cambiato, #tolleranzazero con i furbetti, anche con un uso massiccio delle Forze dell’ordine. Se vuoi viaggiare, PAGHI come tutti i cittadini perbene!’. Lo scrive sul suo profilo Facebook il vicepremier Matteo Salvini, ripostando il video caricato da un passeggero del treno Iglesias- Cagliari che riprende il momento in cui la capotreno costringe un gruppo di 7 migranti sprovvisti di biglietto a scendere dal convoglio. Inutili i tentativi reiterati di smussare la rigidità della donna, determinata a imporre l’abbandono immediato del vagone. ‘Siete in grado di lavorare, devono pagare tutti allo stesso modo. Dai il buon esempio a tuo figlio’, dice rivolgendosi alla donna con in braccio un bambino, mentre la manovra di alcuni di loro volta ad eludere il controllo salendo da un’altra porta del treno, viene accompagnata da un: ‘non ci provare: vi tiro giù a calci nel culo’. Il video, che inizialmente contava qualche centinaia di visualizzazioni, diventa subito virale raggiungendo oltre le 83mila reazioni, i 16mila commenti e le 63mila condivisioni. Numeri che testimoniano una immediata ricezione dell’appello lanciato dal leader del Carroccio, andandosi ad aggiungere ai numerosi commenti di stima e gratitudine verso l’operato del Ministro indicato dai più fervidi sostenitori come l’unico a battersi contro i soprusi dei migranti e dei giornali di partito.

Migranti fatti scendere dal treno

 

Questo non lo vedrete sui tigì, afferma Salvini, dimenticando che nessuno vedrà sul suo profilo alcun accenno alle ronde dei militanti di Forza Nuova sui treni del bergamasco, rigorosamente sprovvisti di biglietto. I gruppi di estrema destra, a seguito delle ronde sulle spiagge pugliesi condivise coi commilitoni di Casapound, si sono fregiati sui social delle ‘passeggiate di sicurezza’ come vengono definiti i controlli effettuati dal 4 ottobre sul Trenord che percorre la tratta serale Milano- Bergamo per garantire adeguata sicurezza ai passeggeri in ‘una delle tratte più pericolose d’italia per numero di furti e aggressioni’, come scrivono in calce alla foto. Braccia conserte e mani in tasca si mostrano in jeans e felpa nera dopo aver pattugliato i vagoni per difendere anziani, bambini, donne ma anche gli stessi controllori, messi in pericolo dalla presenza di ‘extracomunitari privi di biglietto, irrispettosi delle più banali norme igieniche e di convivenza civile’, come diffondono dai loro profili. Una valutazione non autologica, se si pensa che i suddetti siano saliti senza biglietto per controllare che gli extracomunitari fossero in regola, prassi peraltro comune in ogni parte d’Italia tra studenti e pendolari purosangue.

I militanti di Forza Nuova

Consuetudine che non entra nel mirino del vicepremier, intento a selezionare con accuratezza gli episodi da evidenziare sul profilo personale cercando di mantenersi sul binario di una propaganda iniziata da anni e condotta con attenzione certosina. La ricerca del nemico è il filo rosso che lega le politiche del governo, scagliate contro i mercati, contro l’Europa e l’Euro, poi le banche e in particolare i migranti, tema caro ai verdi di Salvini, in grado di spersonalizzare il fenomeno per ridurlo a una pomposa manifestazione di minaccia e disobbedienza sociale. Dopo aver isolato i carabinieri accusati della morte di Stefano Cucchi per evitare una sineddoche imbarazzante con l’arma a seguito delle accuse lanciate da un collega, il ministro torna ad inserire un episodio isolato nello spazio e nel tempo nel calderone dello stereotipo del migrante dimostrando la banale abilità di servirsi del prisma dell’influenza mediatica per alterare le informazioni e, di riflesso, la realtà. I provvedimenti adottati dalla capotreno sono senz’altro opportuni perché conformi ai regolamenti nazionali, a prescindere dalla fattispecie tipica e dalla possibilità di sanzionare la condotta con un’ammenda che ineccepibilmente non è stata recapitata per corrette valutazioni di buon senso. Tuttavia, checché se ne dica, si tratta di normale amministrazione trasformata invece dalle parole di Salvini e dalle vaste schiere di seguaci in gesto eroico. È lecito domandarsi dove fosse il ministro quando si percorreva la strada che tentava di separare la gogna per il peccato dal corpo del peccatore, quando si passava dalle spettacolari cerimonie di esecuzione alla penalità dell’incorporeo, per non soddisfare più il sadismo massificante comune alle folle tumultuose che pagavano il biglietto per vedere la sofferenza di uomo più debole di loro. Certamente era in fila a filmare l’evento, insieme a tutti coloro che godevano della possibilità di moralizzare ancora su una condotta non troppo lontana dalla prassi locale.

Pierfrancesco Albanese

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