Internet: la piattaforma del World Wide Web più utilizzata in assoluto. Quando abbiamo a che fare con una ricerca, vedere un video che ci faccia riflettere o semplicemente divertirci, la prima cosa che facciamo è quella di cliccare su quella gigante G di Google e navigare in un mare di informazioni.

Col passare degli anni Internet è stata utilizzata ed è utilizzata anche per connetterci con le persone amiche in altri paesi o addirittura dall’ altra parte del mondo, così da renderci, anche se virtualmente, cosmopoliti.

Però, come dice il proverbio, “l’ occasione fa l’ uomo ladro” e per questo si arriva ad un abuso di internet e dei social media. Quante volte abbiamo sentito dire: “Mi ha messo mi piace e per questo ci posso provare!” oppure “Ho un banale mal di gola, ora cerco su Internet!”. Questo, cari lettori, viene definito in psicologia Information Overload.

Siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo fare a meno della Rete per ricavare informazioni: dalla più semplice come sapere se domani pioverà fino, addirittura, trovare una tesi di laurea per non sforzare la propria testolina.

Per non aggravare ulteriormente il problema, in Inghilterra è stata promossa il una forma di “Digital Detox” nominata “Scroll free September” con cui, come riporta il Corriere della Sera, si vuole sensibilizzare  l’ astensione dai social per un mese.

L’ Information Overload è davvero diffuso nella popolazione mondiale, la quale non sforza più il proprio intelletto e vuole le informazioni “cotte e mangiate”.

Google hacking

In aggiunta a tutto ciò, nel DSM 5(Manuale Diagnostico e Statistico Psichiatrico), questo fenomeno è tutt’ora presente, nella categoria “Disturbi da Utilizzo di Sostanze“. Pensare che tutto questo navigare in rete può portare ad altri disturbi associati al suddetto come: il Cyber Relational addiction (tendenza ad instaurare molte amicizie e/o relazioni on line), oppure la Net Compulsion (tendenza a giocare on line per molto tempo) che può evolversi poi nell’ Hikikomori, in cui una persona si depriva della propria vita “reale” per approcciarsi a giochi di ruolo on line trascurando la propria alimentazione o addirittura la propria igiene personale (in casi estremi) fa davvero paura.

schermalismo

Complimenti a chi ha sensibilizzato il distacco dall’ eccessivo utilizzo di Internet. Ricordiamoci un vecchio proverbio latino: “In medio stat virtus“. Dunque, cari ragazzi, genitori e tutti coloro che stanno tanto tempo sui social: usate la tecnologia, per carità, però a volte una bella partita a pallone in cortile, una passeggiata in centro o una bella lettura di un libro non fanno male, anzi allunga la vita.

Il cervello vi ringrazierà!

 Mattia Mancini