Informare per informarsi, educare ad una buona fruizione delle notizie sembra, oggi in particolar modo, uno degli obiettivi di fondamentale importanza. Di fronte ad un orizzonte informativo così vasto, dove chiunque è libero di divulgare, la figura di una persona esperta, che abbia sviluppato un pensiero critico, disposta ad educare, emerge con notevole necessità. Lo sviluppo della capacità critica, sia come lettori sia come diffusori di informazioni, e l’acquisizione della consapevolezza di ciò che si fruisce, diventano caratteristiche degne di essere insegnate. E’ su questi presupposti che si basa il progetto britannico The Student View, che si concentra soprattutto sui ragazzi delle scuole superiori, con l’intento di fornire un’immagine chiara di quello che è l’infinito mondo dell’informazione. L’età adolescenziale è il momento perfetto per apprendere queste capacità, e le regole e i trucchi che sottostanno all’universo comunicativo e informativo sono troppo complesse per poter essere apprese da soli. Un progetto che mira ad educare e ad insegnare ai giovani, e non solo, come muoversi nel mare di notizie che navigano nel web, è un atto di divulgazione indispensabile. Sensibilizzare, soprattutto gli studenti, a comprendere come essi stessi siano al tempo stesso diffusori e fruitori di informazioni, aiuta a sviluppare una coscienza critica anche contro il fenomeno dilagante delle fake news, e alimenta il loro spirito critico. L’utopia di una società costituita da lettori e diffusori critici diventa sempre più reale se accompagnata da iniziative di questo genere.Il progetto

L’etica e la morale, due diverse questioni sull’agire

Dall’universo informativo è possibile far emergere alcune questioni prettamente filosofiche, di carattere etico, che non possono sfuggire ad un’analisi accurata di questo aspetto del mondo contemporaneo. Da quando è nata la filosofia le questioni sulla morale hanno sempre avuto una posizione privilegiata. D’altro canto etica e morale non sono sinonimi, è quindi necessaria una precisazione prima di contestualizzare brevemente il problema etico dell’informazione. Il termine morale deriva dalla parola latina moralia, e tenta di definire le norme dell’agire umano inglobando l’insieme dei valori (costumi, usi e principi) che determinano la scelta di un comportamento. In sintesi, mette in risalto il rapporto che intercorre tra l’individuo e il suo agire, non astraendo dalla comunità. Il termine etica deriva invece dal greco èthos, e ha una valenza più speculativa, in quanto può essere definita come una riflessione razionale su quegli aspetti, norme e valori dell’agire, che circoscrivono l’ambito della morale. Se affiancata al concetto di comunità, l’etica ha lo scopo di definire la morale universale che l’individuo dovrebbe seguire. L’etica però non guarda solo ad un gruppo di persone, si rivolge anche al singolo, sempre esaminando gli aspetti che guidano la condotta. Cosa sto facendo? Come e perché lo sto facendo? A quale scopo? Le domande principali dell’etica, a primo avviso banali, che riguardano il senso delle nostre azioni. Il progetto

Un breve sguardo verso l’etica dell’informazione

E’ una disciplina nata durante la seconda metà dello scorso secolo in America, ed è stata approfondita in Italia solo negli ultimi due decenni. Oggi più che mai, di fronte ai mezzi di comunicazione di massa, di fronte ad una disattenta formulazione di contenuti informativi, dove spesso non ci si preoccupa del pubblico a cui ci si sta rivolgendo, emerge il bisogno dell’etica. Nei processi comunicativi è diventato ormai necessario adottare determinati principi comportamentali quasi da poter essere definiti universali. E lo scopo dell’etica dell’informazione è quello di illustrare i principi comportamentali alla base dell’agire comunicativo. Può essere definita come un’etica applicata con lo scopo di fornire le condizioni che permettono di giustificare comportamenti morali. Soprattutto l’informazione deve essere quindi sottoposta ad un’analisi che la regoli e la guidi. In questo contesto il progetto The Student View svolge un ruolo cruciale. Non solo insegna ai giovani come informarsi, ma si preoccupa di alimentare il loro spirito critico, rendendoli attenti lettori e premurosi diffusori di idee. Ed è proprio questa duplice caratteristica la questione cruciale. Il fatto che l’informazione presuppone un’interazione fra due individui, chi legge deve sviluppare una criticità sufficiente per muoversi nel mare di notizie, e chi informa dovrebbe preoccuparsi di porsi le principali domande dell’etica, cercando di darsi le risposte.

 

                                                                                                 Pier Luigi Pireddu

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.