“L’elemento fondamentale della filosofia dei supereroi, è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego. Batman è di fatto Bruce Wayne, l’Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l’Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere. Superman non diventa Superman. Superman è nato Superman. Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter ego è Clark Kent.” (Kill Bill vol.II)supereroe

L’alter-ego

Quella del supereroe è senza ombra di dubbio una natura doppia, una personalità che oscilla tra l’uomo comune e il superuomo, non quello di Nietzsche, espressione massima del vitalismo e della mondanità, ma quello che più si conforma all’ l’etimologia stessa del termine: un uomo che è, per usare termini aristotelici, potente in atto, un uomo al superlativo. E’ l’espressione più alta del concetto di doppio, di alter-ego, della coesistenza di due nature in un solo ente e quale sia la vera essenza tra le due, una volta consolidata la dualità, è difficile da stabilireLa figura dell’ alter-ego si inserisce in una dinamica mentale nella quale viene creato un altro Io nell’individuo mediante un’energia, fino ad allora latente, bloccata, che deriva, spesso, da una ferita psichica apertasi dopo un certo trauma. Tale forma energetica, una volta trasformatasi in Io, può prendere in “ostaggio” in varie forme l’essere umano durante la sua vita, come fa Venom con Spiderman per intenderci, o, in altri termini, come Brad Pitt, con Edward Norton in ‘Fight Club’. Risultando dal riemergere degli effetti di una ferita psichica, l’alter-ego si presenta come un entità disturbante, perturbante direbbe Freud, difficile da controllare una volta risalita dagli abissi dell’inconscio. Essa porta ad una forte instabilità mentale, generando un dualismo interno che porta allo sconvolgimento della propria identità, la presenza a sé stessi manca completamente, manca l’osservazione e la lucidità e le reazioni saranno inevitabili e istintive con cariche energetiche molto forti. Ripensate a Spider Man III e a quanto il nostro amato Spiderman di quartiere si snatura per colpa di Venom. Nonostante il carattere perturbante e destabilizzante, un alter-ego, una volta presente, diventa necessario, è la parte dell’essere che è rimasta latente e che vuole riemergere.supereroe

Da Fight Club (1999)

Protagonista: Ora rispondimi: perché pensano che io sia te?
Tyler: Lo sai, credo.
Protagonista: No, non lo so.
Tyler: Invece sì. Perché mai qualcuno dovrebbe confonderti con me? […] L’hai capito?
Protagonista: Perché?
Tyler: Dillo.
Protagonista: Perché siamo la stessa persona.
Tyler: Proprio così! […] Cercavi un modo per cambiare la tua vita. Ma non potevi farlo da solo. Tutti i modi in cui desideravi essere… quelli sono io. Ho l’aspetto che vorresti avere tu, scopo come vorresti fare tu, sono intelligente, capace e soprattutto, sono libero in tutti i modi in cui non lo sei tu.
Protagonista: Sei solo una voce nella mia testa.
Tyler: Tu sei una voce nella mia!
Protagonista: Sei soltanto un’allucinazione, perché non posso liberarmi di te?!
Tyler: Hai bisogno di me!
Protagonista: No, non è vero, non è più vero ormai!
Tyler: Ehi, tu hai creato me. Io non ho creato un alter-ego perdente per potermi sentire meglio. Assumiti la responsabilità!supereroe

Il Supereroe che si fa uomo

Spesso l’idea che abbiamo del supereroe è legata alla maschera, al costume, un’identità che si nasconde per mantenersi segreta, perché diversa, inconsueta, Super! Al di là dell’estetica dell’eroe, per la quale il costume è un punto di forza che serve a dare un’immagine definita a quello che, colui che la porta, incarna e diffonde, da un punto di vista costitutivo, quella che consideriamo maschera, rappresenta, invece, la vera natura del supereroe, la sua essenza. E’ l’uomo comune ad essere alter-ego, è Spider Man che veste i panni di Peter Parker, è Super Man che indossa Clark Kent, attraverso le lenti dell’uomo comune il supereroe si mimetizza, si sente del mondo e, nonostante non lo avverta come suo, ha bisogno di farne parte. Ma Peter è se stesso quando si isola dalla comunità e vola sopra le teste dei newyorkesi appeso alle sue ragnatele, fuori dal costume perde vividezza, perde colore, è un semplice e timido ragazzo alla ricerca di un posto nel mondo, posto che nei panni di Spider Man è, invece, ben definito. Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono. Sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l’abito da lavoro, quello è il suo costume. E’ il costume che indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. Quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E’ debole, non crede in se stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana…” (Kill Bill vol.II)

Un saluto a Stan Lee.

Samuele Beconcini

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