Il decreto dignità è passato anche al senato, divenendo un testo definitivo. Al di là di ogni considerazione sulle modalità impiegate per raggiungere gli obiettivi prefissati dal governo, è bene sommare il contenuto del decreto a quanto già previsto secondo le regole della concorrenza nel mercato unico dell’UE.

Il decreto dignità, primo atto ufficiale del ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, diventa un testo definitivo in questa prima settimana di agosto. Decreto al quale è già stato attribuito l’abbandono dell’Italia da parte di Foodora, dipartita accolta comunque positivamente dai principali esponenti del Movimento 5 Stelle.
L’idea generale del testo è quella di proteggere le imprese italiane, diminuire la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e allo stesso tempo incrementare le garanzie a tutela del lavoratore.

Uno dei punti posti a fondamento è quindi porre un argine a una possibile concorrenza sleale tra imprese. Non bisogna dimenticare, però, che il testo va letto in congiunzione con quanto disposto dalle normative europee, che si pongono come base per le successive specifiche nazionali, come è apparso chiaramente nell’ambito degli appalti pubblici.
La tutela della concorrenza nel mercato unico è infatti il principale motore dell’Unione europea, che vede la DG COMP – sezione generale della Commissione europea dedicata alla concorrenza – come dipartimento principale della Commissione stessa.

La DG COMP analizza gli accordi tra imprese verificando che non venga a costituirsi una situazione di abuso e concorrenza sleale, seguendo una disciplina che, per quanto necessariamente integrata da quella nazionale, è generalmente piuttosto rigida e incentrata sulla tutela del consumatore/lavoratore piuttosto che su una crescita incontrollata dell’impresa.

Basti pensare all’abuso di posizione dominante: nozione creata dall’Unione e non prevista in USA, dove al contrario il libero mercato e la crescita dell’impresa stessa assumono un ruolo primario nella regolamentazione interna.

Una corretta lettura, in tema di concorrenza, va data soprattutto agli articoli 101, 102 e 103 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in modo da avere un’idea chiara delle regole del mercato unico, ricordandosi che è in questo mercato che l’Italia e le sue imprese giocano la loro partita.

Joaquin Almunia

Parafrasando le parole di Joaquin Almunia, vicepresidente della DGCOMP nel 2014, non esiste un mondo ideale dove tutti gli attori economici agiscono a vantaggio di una concorrenza basata sul merito e dove non sia necessario un efficiente sistema di controllo della concorrenza. Questi sistemi sono necessari e una delle sfide più grandi posta di fronte ad ogni giurisdizione è quella di trovare il giusto equilibrio tra prevenire e sanzionare pratiche sleali e il rispetto del giusto processo, e quindi delle libertà dell’individuo.

Roberta De Rossi