La pratica della meditazione, figlia della cultura e della disciplina tramandate di generazione in generazione, è un’eccellente arma, utilizzata da molto tempo, contro lo stress che vessa la vita quotidiana. meditazione Gli esperti, analizzando i diversi aspetti della meditazione, hanno riscontrato, dietro sperimentazione scientifica, che apporta una grandissima quantità di benefici a colui che la pratica abitualmente. Si ritiene, infatti, che la meditazione sia la pratica psicologica con più benefici empiricamente dimostrati…pensate che ne vanta addirittura 56! Sembrerebbe, inoltre, che non si limiti solo a migliorare la vita solo da un punto di vista psichico, ma anche, e in maniera importante, da un punto di vista biologico. Gli scienziati hanno scoperto che l’utilizzo di queste pratiche abitualmente causa dei cambiamenti sostanziali nella struttura del nostro DNA. Insomma, sembra proprio che la meditazione sia una medicina sia per il corpo che per la mente che lavora più a fondo di quanto ci si aspetti. Scopriamo perchè.

Gli scopi della meditazione

I primi riferimenti alla pratica risalgono, approssimativamente, ad un periodo concernente i secoli dal IX al VIII a.C. . La meditazione venne designata inizialmente con il termine sanscrito dhyāna (letteralmente visione). Questa viene praticata al fine di raggiungere una maggiore padronanza della propria mente e del proprio spirito. raggiungere l'autorealizzazioneNella tradizione consiste, letteralmente, nella “concentrazione della mente in un solo punto” al fine di raggiungere l’autorealizzazione: ci si concentra per raggiungere un nuovo stato di auto-consapevolezza e di benessere interiore, che si fonda, principalmente, sull’assenza di pensieri. Lo scopo, quindi, è quello di “limitare” l’attività psichica reindirizzandola verso l’indispensabile, spogliando la mente di tutti quei sentimenti e pensieri che possono essere, se non inutili, dannosi per la psiche. 

Fisica-Mente

yogaMeditare previene il rischio di mortalità anticipata, oltre a garantire una salute ferrea. I benefici che la persona trae non si limitano, infatti, solo alla psicologia, ma si riflettono anche sulla fisicità. La meditazione, infatti, se praticata abitualmente, aiuta non solo a sconfiggere ansia e sintomi depressivi, ma anche a rallentare il processo di invecchiamento, ad aumentare l’apporto di aria nei polmoni, a ridurre il livello del colesterolo e ad avere una migliore qualità del sonno. La mente agisce positivamente ed è strettamente correlata al fisico, accelerando, inoltre, i processi di guarigione. Tutti questi fattori non solo ci fanno sentire più allegri e più vivi, ma ci fanno anche sentire giovani e, nella realtà, che sia fisica o spirituale, lo siamo per davvero!

Questi fattori hanno destato la curiosità di alcuni studiosi, i quali hanno deciso di osservare fino a che punto questi benefici intervengono sul corpo, ipotizzando, addirittura, dei mutamenti a livello genetico, ed effettivamente sono stati trovati dei reali cambiamenti molecolari che fanno da base per i processi psicologici di cui si è parlato.

Fino al DNA

Gli studiosi delle Università di Covetry e Radboud hanno messo a confronto 18 studi effettuati su un totale di 846 soggetti che praticano meditazione con assiduità. I risultati di questi numerosi esperimenti, svolti in un periodo complessivo di circa 10 anni, hanno portato alla luce dei cambiamenti sostanziali di alcuni pattern genici, come la registrazione di una riduzione del fattore nucleare kappa B (NF-kB) che, generalmente, è associato allo stress. dnaQuesta proteina regola l’espressione genica, attivando le parti di DNA coinvolte nella codifica delle chitochine, che sono dei mediatori polipeptidici. Queste fungono da segnali di comunicazione per le cellule del sistema immunitario. Le risposte che si generano erano, un tempo, di tipo “fight to flight”, quindi relative allo schema dell’attacco-fuga, il quale ha contribuito alla conservazione della specie umana nel corso del tempo. La risposta immunitaria data dalla proteina, al giorno d’oggi, si è riconvertita anche a quella di generare meccanismi pro-infiammatori che producono l’ansia e lo stress. Questo meccanismo, a lungo andare, può provocare infiammazioni deleterie che possono indurre anche problemi psichiatrici. 

I RISULTATI: Gli studiosi hanno osservato che, nell’81% degli individui osservati, si ha una riduzione di questo fattore nucleare, il che comporta ad una maggiore gestione, nonché una successiva sconfitta, degli effetti dell’ansia e dello stress a livello psicosomatico. 

Insomma, dire che la meditazione faccia bene alla salute è un eufemismo. È sempre più evidente che un equilibrio dal punto di vista psichico comporta, come conseguenza, una più forte salute fisica. Lo stress e l’ansia sono solo deleteri per gli individui e bisogna necessariamente evitarli per vivere meglio ogni giorno. 

Alice Tomaselli

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