Musica
Credits: rockit

La musica ha una grande importanza nella nostra routine quotidiana. Permea ogni momento della nostra vita, associamo un ritmo diverso ad eventi diversi. Può essere frenetica e pimpante durante l’esercizio fisico, più commerciale, magari da gridare a squarciagola, mentre si è in macchina imbottigliati nel traffico, oppure può essere unicamente per te, quella che ascolti con le cuffie per estraniarti dal mondo.
La musica intreccia i suoni, il silenzio e il rumore. È arte ma anche scienza, ha degli schemi ma è capace di suscitare in noi emozioni profonde, viscerali.
Il valore della musica, e non parliamo meramente di mercato discografico, è diventato così saliente da spingere diversi settori a chiedersi quanto la si possa sfruttare a proprio piacimento.

COSA VUOL DIRE SFRUTTARE LA MUSICA?

In questi ultimi anni ci sono stati numerosi studi che hanno provato a dimostrare quanto la musica sia pregnante nel nostro quotidiano. Ci raccontano di come essa influenzi il nostro comportamento, il nostro umore, addirittura la nostra personalità. Un articolo abbastanza recente ci rivela l’esistenza di società che compiono ricerche sull’ascendente di determinati brani sul nostro atteggiamento. Quanto può essere influente la scelta di una determinata melodia per guidarti verso la scelta di un vino francese, piuttosto che italiano? Quale ritmo può esserti d’aiuto in una sala d’attesa? Gli studi in merito si sono moltiplicati nel giro di pochi anni. Neurologi, psicoterapeuti hanno cercato di approfondire l’effetto della musica sia sul cervello che sul piano emotivo. Che De André, De Gregori o i Coldplay, piuttosto che i The Cure, oltre a colorare il mondo con le loro canzoni, riescano a farci rivivere ricordi, eventi e in qualche modo possano essere metodi di cura?

musica e cervello

LA MUSICA NON È SOLO INTRATTENIMENTO

La musica come termometro di uno stato emotivo, come mezzo di comunicazione ma anche come terapia. Si incontrano già nella seconda metà dell’Ottocento la musica e la psicologia, con le prime ricerche circa gli stati affettivi provati con determinate melodie. Anni e numerose indagini dopo si sta ancora cercando di trovare il modo di utilizzare strettamente la connessione fra musica e terapia. Unire queste materie sembra un passaggio semplice, in realtà il campo è così vasto che finisce con l’essere solamente dispersivo. Sappiamo, ad esempio, che quando siamo tristi tendiamo ad ascoltare canzoni più nostalgiche e quando siamo carichi e allegri tendiamo ad ascoltare musica più ritmata. Tutto questo è opera dell’inconscio. Il messaggio, il potere della musica è proprio quello di agire al livello più intimo, di scatenare le emozioni più forti e profonde nell’animo umano. E mentre, grazie alle neuroscienze, si scopre che stimolare musicalmente l’amigdala e la corteccia frontale suscita sentimenti piacevoli, che abbiamo bisogno di entrambi gli emisferi celebrali per decodificare note e testi, molto altro ancora deve essere scoperto.

Sonia Felice

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.