Anna Maria ha ottantatré anni e vive di nasse e di reti, di semplicità e d’amore, per quel mare che sente suo e che non la trascura mai. Una passione che nasce grazie al padre, Donato, anche lui pescatore, che la portava con sé a largo, sulla barca a remi, contro il volere della mamma, che l’ avrebbe preferita sarta.libertà

“Temo solo il giorno in cui sarò troppo vecchia per navigare” dice Anna Maria, con la voce rassegnata da un avvenire certo, che spera di procrastinare il più possibile. Scopre l’amore per il suo mare a soli quattordici anni, quando il padre, una sera come le altre, le chiede di andare a ritirare le nasse con le seppie. Da lì i giri in barca a pescare hanno cominciato ad assumere un sapore eterno e a dare al mare un colore indissolubile, stampato nelle iridi di Anna, che a trent’anni riceve la licenza da pesca e fa di essa un mestiere, oltre che una passione. Una vita all’insegna del sacrificio e della fatica, ripagati dalla pace e dalla serenità di quel blu profondo e magico che rapisce Anna ogni giorno come la prima volta. «Il mare per me è il mio mare. Gli voglio bene come se fosse una persona. È stata la mia vita intera. La pace che provo quando sono a largo, lontana da tutti, non sono mai riuscita a sentirla stando a terra, solo al largo mi sento libera ». Ma che cos’è la libertà se non questo? Se non respirare una brezza di vita mentre il tempo cerca di portartela via? Cosa se non il sublimarsi nell’immensità delle onde ed avvolgersi con loro e in loro? Anna Maria ha ottantatré anni, vive di nasse e di reti e si sente libera.libertà
De libertate: gli empiristi
Anna Maria si definisce libera quando naviga nella azzurra vastità del mare, in uno spazio che sembra non avere limiti, con un orizzonte lontano e apparentemente irraggiungibile. Hobbes la prenderebbe come esempio per la sua definizione di libertà, per cui ognuno gode di una maggiore o minore libertà secondo l’ampiezza dello spazio di cui dispone per muoversi». Libertà non è dunque altro che avere la possibilità di agire senza alcun ostacolo materiale, e dove, se non nel mare, il movimento si sente così al sicuro da ostacoli e impedimenti? Una visione questa, ripresa anche da Locke per il quale la libertà è vincolata dall’incontro di quella altrui, in tal misura gli ostacoli di cui parla Hobbes si identificano con gli altri individui. Anna Maria, al largo, in mezzo al mare, non ha problemi di questo genere, sente di godere di una libertà pura e infinita, senza vincoli e costrizioni, sola, ma piena di vita. Rousseau dice che «L’uomo è nato libero ma ovunque è in catene» perché la libertà, come stato naturale dell’umanità, viene ovunque distrutta dalla civiltà oppressiva. La sposa del mare, così la chiamano al paese, direbbe che le catene le spezzano le onde e l’oppressione svanisce con il vento che soffia in poppa e le scompiglia i capelli. libertà
Hegel: libertà e assoluto
Come Anna Maria varcando la riva e allontanandosi dal mondo, si svincola da ogni condizionamento attraverso il suo mare, il Geist, lo Spirito, di cui Hegel parla nella Fenomenologia, si libera dei vincoli della natura, si fa Assoluto, sciolto e libero da ogni tipo di controllo. Il piano di analisi è sicuramente metaforico e approssimativo e volutamente evocativo, ma quello che sta alla base dell’idea di libertà in Hegel è quell’incondizionatezza, quell’assenza di vincoli che caratterizza anche il pensiero di quell’anziana signora in riferimento alla sua libertà, che trova espressione massima nel mare, assimilabile, in questo senso, al divenire storico, che accoglie lo Spirito come Ab solutus (non a caso, letteralmente: sciolto, svincolato). La libertà quindi più che una facoltà individuale è l’essenza stessa dello Spirito Assoluto, che realizza se stesso attraverso la sua estraniazione nella natura e nella storia.
La libertà non è qualcosa che ci viene data da altri, ma che ci si conquista” dicono i filosofi del tardo settecento, e Anna Maria se l’è certamente conquistata, con la sua dialettica della deriva, con il suo perdersi nell’assoluto del mare per ritrovare se stessa, per sentirsi viva, appassionata e decisamente e incondizionatamente libera.
Samuele Beconcini

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