L’autunno è ormai entrato nella nostra vita quotidiana, già da qualche settimana abbiamo messo da parte i costumi ed i sandali da spiaggia per fare posto ai maglioni caldi e alle sciarpe, l’estate è ormai passata e le immagini vivide di feste in spiaggia diventano solo un ricordo di una stagione che è andata. In questo inesorabile passare del tempo, ci prepariamo a fare spazio a nuove avventure , aspettiamo con ansia i sabato sera da passare sotto al piumone mentre fuori piove per poter recuperare le serie tv accantonate, ci prepariamo ad assaporare le cioccolate calde e il thè, non vediamo l’ora di accendere la stufetta a prima mattina, di avere i piedi freddi, del vento tagliante mentre camminiamo per strada, del freddo penetrante che non riusciamo a sconfiggere nemmeno indossando il maglione di nostra nonna e altre sette maglie di lana , dell’alternarsi del caldo africano a scuola o in ufficio e del freddo russo alla fermata del bus, dei capelli sempre umidi ma soprattutto dell’influenza che ci costringe a stare a casa per almeno cinque giorni  mentre tutti gli impegni si accavallano e diventando sempre più stressati giorno dopo giorno.In questa cornice apocalittica della stagione autunnale , il raffreddore e l’influenza la fanno da padrone. L’influenza è una malattia che colpisce circa il 10% della popolazione mondiale , ed a causa della sua origine infettiva è molto difficile prevedere le pandemie e gli impatti futuri. Tuttavia, un’Università degli Stati Uniti ha cercato di capire quali possano essere i fattori che permettano la diffusione del virus e pare ci siano delle correlazioni tra la dimensione e la struttura della città con l’influenza.

Lo studio

Lo studio si è svolto facendo delle analisi su diverse città statunitensi , il biologo Dalziel dell’ Oregon State University ha focalizzato la sua attenzione su come le città e la loro disposizione abbiano un impatto forte nella trasmissione della malattia. La ricerca nasce dalla voglia di riuscire a controllare le varie epidemie limitandole. Nelle città più popolate e più organizzate , l’influenza dura di più . Secondo gli studiosi, il virus dell’influenza riesce ad infettare molte persone anche quando le condizioni climatiche paiono non essere favorevoli alla sua diffusione. Questo risiede nel fatto che , nelle città più sviluppate la maggior parte delle persone lavorano all’aria aperta o utilizzano i mezzi d trasporto pubblici che consentono una trasmissione di questo microrganismo.

B.D. DALZIEL ET AL/SCIENCE 2018

Ciò non significa che le città più piccole e periferiche ne restino indenni . Infatti si è dimostrato che , l’influenza in queste zone duri effettivamente di meno (i periodi sono molto più piccoli) ma l’intensità della patologia è molto più esplosiva di quello che si possa normalmente pensare in accordo con Cecil Viboud , epidemiologa del Division of International Epidemiology and Population Studies del Fogarty International Center of the U.S. National Institutes of Health che afferma: “ In città come Miami e New York l’influenza è molto diffusa durante tutto l’anno mentre nelle città più piccole ci sono dei picchi stagionali in cui il virus si manifesta.”L’influenza è una malattia provocata da un virus che riesce a renderla “nuova” ogni anno provocando modifiche della struttura. Il nostro corpo può riuscire solo parzialmente a riconoscere quest’agente patogeno ed è per questo che ogni anno il virus si diffonde provocando vere e proprie epidemie.Tipicamente la stagione influenzale si manifesta da Novembre fino a Marzo , ma la ragione della diffusione non può essere collegata solo al clima , ed è per questo che il team di ricercatori ha raccolto le routine degli americani di circa 603 città diverse per struttura e per sviluppo dimostrando che l’influenza si diffonde di più nei centri urbani che sono dotati di metro o altri trasporti che nelle piccole città. La popolazione non è solo l’unico fattore infatti vi è una differenza persistente tra le città di New York e Los Angeles: malgrado siano ugualmente sviluppate mostrano picchi influenzali in periodi diversi. Si è dimostrato che un altro fattore decisivo è infatti il grado di umidità: al suo diminuire, le persone influenzate aumentano poiché l’aria  ,diventando più secca , permette che questi microrganismi restino sospesi per molto più tempo nell’ambiente che ci circonda.

Cos’è l’influenza?

L’influenza è una patologia che si manifesta a causa di un virus, un microrganismo molto molto piccolo le cui dimensioni sono nell’ordine dei 180-200 nm visibile solo grazie al microscopio elettrico.E’ costituito da due “spine” chiamate emoagluttinina (H) e neuramidasi (N) .La prima è coinvolga nel processo di ancoraggio : situata sulla parte superficiale del virus l’emoagluttinina permette che il virus penetri all’interno delle cellule dell’apparato respiratorio permettendo così il manifestarsi della malattia e la produzione da parte del nostro sistema di anticorpi , decisivi per ripristinare lo stato di buona salute. La neuramidasi invece serve per prelevare il virus dalle cellule malate al fine di infettare le altre.

La trasmissione ed i sintomi

Il contagio avviene a causa dei starnuti o tosse che permettono la liberazione di questi microrganismi i quali ,risiedendo nell’aria, possono essere facilmente inalati tramite il naso o la bocca in modo che , una volta situati nel tratto respiratorio, possano replicarsi con molta facilità restando infetti per l’uomo per circa una settimana. I sintomi influenzali possono essere vari:  febbre alta, dolori ossei, mal di testa , mal di gola.I sintomi dell’influenza furono descritti da Ippocrate più di 2400 anni fa , ma il termine preciso fu coniato nel 1400 in Italia per descrivere un epidemia causata dagli astri. Il più famoso “olocausto medico della storia” fu proprio a causa di questo virus che causò una pandemia detta “l’influenza spagnola” intorno al 1918 facendo tante persone quante ne fece la peste nera ( circa 50 milioni).Dal 1933, grazie agli studi britannici , si è riusciti ad isolare il virus capandone la struttura e i vari tipi. L’emoagglutinina e la neuraminidasi vanno incontro a delle variazioni che modificano le loro proprietà antigeniche , queste modifiche aggirano il nostro sistema immunitario ed è per questo che il vaccino deve essere aggiornato ogni anno.

L’influenza ,seppur sottovalutata in suoi diversi aspetti, ha causato milioni di morti (l’ultima pandemia si è verificata nel 2009) a causa delle sua imprevedibilità .

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