La cultura e la preparazione al sentimento

I sentimenti non sono una dote naturale. Amore, depressione, follia, noia e dolore, per citarne alcuni, sono concetti sconosciuti durante i primi anni di vita. Devono essere imparati, ci deve essere qualcuno disposto ad insegnarli e uno strumento, una guida, che faciliti l’apprendimento. Quando la nonna ci raccontava una storia, solitamente questa era composta da dei semplici parametri che specificavano cosa fosse il bene e cosa il male. Utilizzando le sue storie come strumento didascalico quindi, la nonna, cercava di orientarci nelle scelte e ci dava le prime definizioni dei vari sentimenti. Non solo le nonne, ma tutte le culture hanno cercato il metodo educativo più efficace per formare persone, nipoti o individui in generale, abili nel dominare se stessi e farsi strada nei rapporti sociali. La mitologia greca, in questo caso, risulta essere un metodo emblematico. Attraverso i racconti, complicati e contorti, raccontati partendo dalle varie figure mletteraturaitologiche, venivano esaltati i valori caratteristici delle divinità. Zeus era il potere, Dioniso la pazzia, Atene l’intelligenza, Afrodite la sessualità, Apollo la bellezza, una fenomenologia dei sentimenti che veniva imparata come una prima esperienza di vita. La civiltà contemporanea ha a disposizione la letteratura, l’unico strumento in grado, ed efficace, di ampliare la propria esperienza esistenziale collettiva.

La letteratura come strumento didascalico

Che cos’è la letteratura? Uno strumento che insegna cosa siano l’amore e la disperazione, e i sentimenti in generale. Il romanzo epistolare di Johann W. Goethe, I dolori del giovane Werther, fornisce un esempio calzante. Viene raccontato un amore autodistruttivo, unletteraturaa relazione impossibile, in quanto il protagonista si innamora di una donna ormai promessa ad un altro uomo. Nonostante Werther fosse consapevole del fatto che non avrebbe mai potuto sposare Charlotte, decide di coltivare ugualmente il suo sentimento di amore, intensificando il rapporto con la donna. Seguiranno una serie di azioni che porteranno il giovane protagonista a soffrire di una depressione irrecuperabile, acuta e violenta. La letteratura offre, quindi, la possibilità di vivere una prima esperienza relativa ad un determinato sentimento. La storia di Werther racconta la depressione, i vissuti e le varie scelte che hanno portato il protagonista a soffrire per una donna. Conoscere la letteratura, leggere i romanzi, in questo senso, significa avere una conoscenza, prettamente teorica, della complessità del mondo dei sentimenti. L’opera di Goethe si sforza di spiegarne uno in particolare e, in linea di massima, chi la legge conosce già un piccolo ventaglio di sfaccettature caratterizzanti la depressione. I sentimenti si imparano soprattutto immergendosi nei rapporti sociali, avere però una panoramica delle qualità che li governano aiuta l’individuo a dominarli e ad acquisire una consapevolezza utile anche nella pratica di vita. La letteratura è l’unico strumento che consente di sviluppare una coscienza ricca di contenuti, matura sotto il profilo empirico. Leggere un romanzo, un classico, che sia quello di Goethe o i Promessi Sposi, significa acquisire una conoscenza, più o meno chiara, di un lato della vita. Avere qualcuno che ce lo racconta, che ce lo spiega, con amore e passione cercando di coinvolgerci, sarebbe un lusso impagabile. Non importa, poi, chi sia questo qualcuno, se la nonna o il docente dell’università.