Agostino: il male come mancanza di bene.

Agostino, influenzato dagli scritti di Plotino, dimostra che non può esistere il male assoluto. Tutto ciò che esiste è di per se buono, poichè il creato discende da un unico Dio buono creatore. Non può esserci un Dio del male: il male è mancanza e privazione di bene, nulla è malvagio sin dal principio. Ci si corrompe privandosi e rinunciando a ciò che è sommo. Con Agostino si ammette che il male, da un punto di vista ontologico, non esiste, quindi non può essere annientato. A questo punto l’uomo si chiede che senso abbia vivere incline ai principi del bene se il male non può essere estirpato alla radice. Tale quesito viene affrontato da Paul Ricoeur.

Ricoeur: l’accettazione del proprio fardello.

Ricoeur, partendo da Agostino, ammette che il male ontologicamente non esiste. Tuttavia emerge un ulteriore problema: come può il male avere degli effetti reali e pervasivi sull’essere umano se non esiste? Ricoeur ritiene che l’uomo sia lo spazio in cui si manifestano gli effetti della privazione. Questa è la condizione che rende gli esseri umani tali. Subire gli effetti della mancanza è insito nell’umanità: l’uomo non può fare altro che accettare tale condizione.  L’accettazione del proprio destino è importante. La privazione lascia delle tracce indelebili, e questo comporta un cambiamento irreversibile in chi subisce gli effetti della privazione. Non accettare ciò può portare a dei gravi problemi psichici: chi si dispera continuamente vivendo una vita dannata, si logora ulteriormente, permettendo al male di ancorarsi maggiormente. Il male resta una possibilità sempre aperta, perchè è insito nell’umanità: si è impotenti dinnanzi ad un male che è già là prima di ogni decisione malvagia. Secondo Ricoeur l’uomo spesso pecca di superbia, perchè ritiene di avere le facoltà mentali adatte per stabilire un bilancio tra il bene e il male. Nessun uomo può incarnare il male assoluto: anche eliminando coloro che vengono definiti ‘malvagi’ non si pone fine al male.

La concezione di Ricoeur può sembrare pessimistica, in realtà è profondamente realista. Egli ridimensiona le pretese umane e non ritiene inutile la lotta per il bene. L’uomo deve comunque cercare di arginare il male, a dispetto della sua infinità. Non deve peccare di superbia e pretendere di annientarlo, ma deve comunque lottare per il bene nonostante il male sia già là insito nell’umanità.

Antonella Soldi