La grande sfida: l’uomo contro la natura

E’ da quando esiste la morte che l’uomo si pone l’obiettivo di sconfiggerla. Chi non vorrebbe vivere per sempre? O anche vivere sempre in salute, modulando quelli che sono i segni dello scorrere del tempo?
Rughe, capelli bianchi e alcuni dei poco piacevoli corollari dell’età che avanza potrebbero essere meno inevitabili di quanto si creda. Un esperimento di terapia genica capace di “riprogrammare” l’orologio genetico interno delle cellule dei topi è riuscito – in sole sei settimane – a far visibilmente ringiovanire gli animali, migliorando la salute cardiovascolare, la solidità della colonna vertebrale e l’aspettativa di vita. 

Un risultato sorprendente quello ottenuto dal gruppo di ricerca coordinato da Juan Carlos Izpisua Belmonte, dell’Istituto Salk per gli Studi Biologici a La Jolla, in California, che pubblica un articolo sulla rinomata rivista scientifica Cell. “Il nostro studio ha dimostrato che il processo di ringiovanimento è possibile” ha commentato Belmonte, nei giorni seguenti la pubblicazione.

Il professor Belmonte dell’istituto californiano (fonte: CENIE)

Esperimenti e rischi

L’intero processo è basato su un cocktail di 4 geni, chiamati OCT-3/4, SOX2, C-MYC, e KLF4. Le cellule ottenute a seguito del trattamento sono definite staminali pluripotenti, ossia capaci di seguire diverse direzioni nello sviluppo, e vengono chiamate Cellule Staminali Pluripotenti Indotte (IPSC). Finora adottata solo su cellule isolate in laboratorio, questa tecnica prevede che le cellule adulte siano immerse nel cocktail di geni per circa tre settimane. Per applicarla su animali vivi il gruppo di Belmonte ha deciso di prendere una ‘scorciatoia’, abbreviando i tempi da tre settimane a soli quattro giorni.

L’obiettivo non era infatti riportare le cellule dei topi anziani ad essere nuovamente bambine (senza portarle allo stadio di pluripotenti), ma farle ringiovanire appena un po’: quanto basta per garantire una buona salute. Facile a dirsi (o a scriversi), ma un’impresa titanica considerando che uno dei rischi maggiori di questa stimolazione in animali vivi è la formazione di tumori: ammassi di cellule che si riproducono senza controllo. Per questo motivo il gruppo californiano ha integrato il cocktail di geni con un antibiotico a largo spettro, per impedire la formazione di tumori o effetti collaterali.

(fonte: Medical News Today)

I risultati

C’è da dire che per l’esperimento sono state utilizzate cavie affette (ad hoc, artificialmente) da Progerìa, una rara e disastrosa patologia che colpisce anche l’uomo e che causa un precoce invecchiamento dei tessuti dell’organismo. Solitamente accade che non si superi il 20° anno di vita, poiché stroncati prematuramente dall’insorgere di malattie quali cardiopatìa, infarto o ictus. I ricercatori hanno osservato così che negli animali sono migliorate le condizioni di cuore e sistema vascolare, così come quelle di pancreas e muscoli. Non sono comparsi tumori e in generale la loro vita si è allungata del 30%, ossia da una media di 18 mesi a 24 mesi.Nonostante il successo, il passo verso un’eventuale sperimentazione di questa tecnica nell’uomo non sarà breve. ”I topi non sono esseri umani e sappiamo che sarà molto più complesso ringiovanire una persona”, ha rilevato Belmonte. ”Ma lo studio  – ha concluso – dimostra che – , a differenza di quanto si riteneva finora – l’invecchiamento è un processo ‘plastico’, sul quale si può intervenire“.

 Umberto Raiola

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Umberto Raiola
Appassionato di musica e scienze dal cuore partenopeo, studia alla facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli.

3 Commenti

    • Ciao, intanto ti ringrazio per il commento e ti chiedo scusa per l’errore di battitura. Ho prontamente corretto e spero tu abbia apprezzato comunque l’articolo. Buon proseguimento!

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