E’ ufficiale: alle 00:01 di oggi ora americana (le 6:01 in Italia), vale a dire all’inizio del suo 22simo giorno, il parziale shutdown del governo federale Usa è diventato il più lungo mai registrato nella storia del Paese. Venerdì per la prima volta circa 800.000 dipendenti pubblici coinvolti nella semiparalisi delle attività amministrative non hanno ricevuto lo stipendio. Molti sono scesi in piazza a protestare: a causare ulteriore ansia e frustrazione è il fatto che non si sa quanto il blocco potrebbe durare.

Intanto, i sindacati dei dipendenti federali hanno fatto causa al governo, accusandolo di violare le leggi sul lavoro richiedendo ai dipendenti ritenuti “essenziali” di continuare a lavorare senza stipendio. L’azione legale, riportano i media americani, è stata depositata dai sindacati che rappresentano i lavoratori federali, ovvero la National Federation of Federal Employees, la National Association of Government Employees SEIU e la National Weather Service Employees Organization.

Risultati immagini per shutdown usa

Cos’é lo Shutdown?

In vigore fin dal lontano 1870, ma poi modificato più di una volta fino alla versione attuale approvata nel 1982, lo shutdown è una procedura che si verifica negli Stati Uniti ogni volta che il Congresso non riesce ad approvare una legge del bilancio. La sua entrata in vigore è automatica e comporta il blocco delle attività amministrative. In pratica dallo scorso 21 dicembre un quarto delle attività federali negli Usa è chiuso per mancanza di fondi, con tanto di dipendenti a casa senza stipendio.

Casus belli è stata la richiesta di Donald Trump di un finanziamento da 5,7 miliardi di dollari per la costruzione del celebre muro al confine con il Messico, autentico cavallo di battaglia del tycoon durante la campagna elettorale del 2016. Al congresso non è stato trovato un accordo tra Repubblicani e Democratici, con quest’ultimi che controllano la Camera dopo le elezioni midterm mentre al Senato i Repubblicani mantengono una esigua maggioranza di 51 senatori contro 49. Per approvare il bilancio federale al Senato servono 60 voti, ma in teoria ci sarebbe “l’opzione nucleare”, chiesta da Trump, che permetterebbe un cambio di regolamento così da poter far bastare la maggioranza assoluta e non quella qualificata.

Cosa comporta uno Shutdown?

Soltanto nel 2018 questo è il terzo shutdown che avviene negli Usa. Mentre gli altri due avevano avuto una durata molto breve, anche soltanto di alcune ore, questo invece sta andando avanti ormai da settimane. Nel 2013 il blocco ci fu dal 1 al 17 ottobre, durante il secondo governo Obama, a causa del dibattito sulla riforma sanitaria, con il blocco alle attività amministrative che nel complesso alla fine ha portato a 700.000 dipendenti pubblici fermi senza stipendio, soldi poi saldati quando la situazione è tornata alla normalità. Alla fine il conto fu di 2 miliardi di dollari a causa dei disservizi.

Al momento quindi negli Stati Uniti sono ferme un quarto delle agenzie federali. Processi fermi, NASA quasi ferma come altre agenzie di ricerca, ma anche il sistema delle forze dell’ordine e dei trasporti stanno subendo grandi disservizi.

Risultati immagini per shutdown usa

Pure il presidente Trump ha dovuto rinunciare a presenziare al World Economic Forum di Davos, l’importante appuntamento che si terrà nella cittadina svizzera dal 22 al 25 gennaio. Fortunatamente non ci sono contraccolpi per quanto riguarda il sistema sanitario e quello postale, così come per l’erogazione delle pensioni, con anche il Pentagono che sta svolgendo la propria attività in maniera normale. Forti ripercussioni oltre che per i servizi anche per l’economia americana: stime parlano di costi pari a 1,2 miliardi a settimana a causa dello shutdown, minando così la prospettiva di crescita al 3% ipotizzata dalla Casa Bianca.

Ma è colpa di Trump?

Il problema di questo shutdown è che al momento non sembrerebbe essere all’orizzonte una soluzione. Donald Trump non intende mollare sulla costruzione del muro, i Democratici non intendono avallare il finanziamento e i Repubblicani non vogliono ricorrere allo stratagemma della “opzione nucleare”.

Risultati immagini per shutdown usa

Se fosse un film di Hollywood questa situazione sarebbe quella che nel gergo viene definito come “stallo alla messicana”, ovvero quando due o più pistoleri sono tutti fermi e immobili con le loro armi puntate addosso agli altri. Anche qui nessuno intende abbassare la propria pistola e non si riesce a capire chi potrebbe essere il primo a cedere. Intanto i disservizi provocati dallo shutdown iniziano a essere sempre più preoccupanti. In un sondaggio per il 47% degli americani la colpa di questa situazione è da attribuire a Donald Trump, per il 33% invece sarebbe dei democratici e per il 5% invece dei Repubblicani.

Da parte sua, il presidente Donald Trump ha detto che non dichiarerà “così velocemente l’emergenza nazionale” con la quale potrebbe ottenere i fondi per il muro il Messico. “Sarebbe una soluzione facile per me dichiarare l’emergenza nazionale, ma non lo farò così velocemente”, afferma Trump dicendosi convinto che il muro e la sicurezza del confine “siano qualcosa che il Congresso può fare”. Ma Trump appare determinato ad andare avanti sulla sua strada: ”La barriera d’acciaio, o il muro, avrebbe dovuto essere costruita dalle precedenti amministrazioni molto tempo fa. Non lo hanno fatto, io lo farò” twitta il presidente.

Dicendosi pronto a firmare la misura che consentirà ai dipendenti federali di ottenere gli stipendi persi con lo shutdown, Trump invita i democratici a rientrare a Washington e votare per lo stanziamento dei fondi per il muro. Fra le ipotesi allo studio da parte dell’amministrazione resta in campo, al di là dell’emergenza nazionale, quella di usare i fondi destinati alle risorse a disposizione per gli uragani.

-Valto

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.