1. “Non passa lo straniero” 100 anni dopo. Fratelli d’Italia, partito capitanato da Giorgia Meloni, ricorda il centenario della fine della Grande Guerra esponendo alla Camera dei deputati il tricolore italiano. Parte così la “campagna” di Giorgia Meloni per nominare il 4 novembre festa nazionale: “È una festa molto più unificante di altre feste che oggi sono festa nazionale”.

“Oggi come ieri, non passa lo straniero”

A chi si riferisce Giorgia Meloni quando fa riferimento allo straniero?

Il 4 novembre 1918 lo straniero era rappresentato dall’impero austro ungarico, colpevole di aver scatenato una guerra che ha causato milioni di morti, che ha segnato l’inizio del crollo degli Stati nazione; un impero che, in nome di un sovranismo sfrenato, si è appropriato di terre, culture, lingue.

Il 4 novembre 2018 un partito di destra rivela la volontà di sostituire il 25 aprile e il 2 giugno (il riferimento è stato fatto esplicitamente dai parlamentari Francesco Lollobrigida e Giovanni Dozelli, presenti alla conferenza stampa) con la data del termine della prima guerra mondiale al fine di rendere la decadenza festa nazionale.

Le argomentazioni a favore di ciò fanno riferimento, secondo i membri di Fratelli d’Italia, alla dura lotta dei “nostri eroi”, alle azioni di chi “ci ha reso liberi e sovrani”; paragonando l’impero austriaco all’Europa, ai nemici dell’Italia: Macron, Juncker, Merkel, ma anche Moody’s e qualche altro antagonista della crescita dell’Italia.

Oggi come ieri, non passa lo straniero“. Quasi allegoricamente, tale slogan, recitato come in una pubblicità da Giorgia Meloni con in braccio il vessillo tricolore, intende veicolare un messaggio semplice ma simbolico: le agenzie di rating e i membri più influenti dell’Unione Europea, (descritti nel video come i più grandi nemici del nostro paese, quelli che stanno portando l’Italia al collasso: non è ben chiaro come ciò avvenga, nel video si fa riferimento a wall street, compaiono i volti della Merkel, di Macron, di Orban; si sente dire che “un impero di burocrati e speculatori” ci sta attaccando) perseguono una campagna contro l’Italia con il non meglio specificato obiettivo di minare la sovranità nazionale per un interesse che non si è capito bene quale dovrebbe essere.

La leader di Fratelli d’Italia sottolinea come lo straniero non faccia riferimento solo al tema “immigrazione ma anche per esempio della svendita delle aziende italiane a stranieri, o del fatto che le infrastrutture strategiche devono essere acquisite dallo Stato, delle moschee abusive, o dell’islam jihadista, o delle uccisioni delle ragazze di famiglie musulmane che vogliono vivere secondo il nostro stile di vita”.

Meloni
Deputati FdI srotolano il vessillo tricolore il 4 novembre 2018. Fonte: ANSA.it

“La lotta dei nostri antenati”

Il richiamo al ruolo dei nostri padri, nonni, bisnonni, nella Prima Guerra Mondiale è un elemento quasi “neo classico” se inserito nella propaganda politica del giorno d’oggi.
Il riferimento alla vittoria della Grande Guerra è naturalmente un elemento che ha forte impatto sull’opinione pubblica. Allo stesso tempo però, descrivere le gesta degli “Eroi dell Prima Guerra Mondiale” come quelle che hanno permesso la formazione dell’Italia sovrana e che hanno garantito il modellamento di un’identità nazionale risulta essere un collegamento fuorviante e storicamente errato.

Non si mette in dubbio il ruolo dei militari che hanno contribuito alla vittoria celebrata il 4 novembre 1918, ma è d’obbligo specificare che tali azioni non hanno condotto alla creazione di un’Italia unita: tanti militari, reduci della Grande Guerra, sono infatti confluiti negli apparati militari del regime fascista pochi anni dopo.
L’esempio più calzante è quello degli Arditi. Un corpo speciale dell’esercito italiano che, dopo la fine della guerra, aderì quasi completamente al fascismo. Sebbene alcuni di questi, i cosiddetti Arditi del Popolo, non aderirono al regime in quanto di orientamento socialista, il corpo di militari speciali confluì nella FNAI (Federazione Nazionale Arditi d’Italia) su volere del duce.
È complicato collegare le gesta degli eroi della Grande Guerra con l’Unità nazionale poiché tale unificazione non avvenne prima del 1945, con la fine della Seconda Guerra Mondiale e la stesura della Costituzione, ma soprattutto non si costituì una vera e propria identità nazionale dopo il 1918: una tale formazione identitaria non avrebbe causato l’avvento di un regime dittatoriale, il quale ha fatto leva invece sul disordine sociale e sulla mancanza di un sentimento di uguaglianza.

Di conseguenza, ricordare il 4 novembre come “anniversario della nostra sovranità” significa attribuire al fascismo il ruolo di fondatore dello Stato sovrano italiano e di catalizzatore dei sentimenti patriottici del paese. Ciò non è errato, in quanto il regime ha basato sulla sovranità nazionale e sul consenso popolare i primi anni della creazione e del consolidamento del regime. Ma siamo sicuri che sia stato il fascismo e non la Costituzione a donare all’Italia la sovranità popolare che ancora oggi è patrimonio indiscusso di milioni di italiani?

I nemici dell’Italia

I riferimenti ai burocrati, tecnocrati e mercati finanziari, colpevoli di minare l’economia italiana e il lavoro delle nostre aziende a suon di imposte, giudizi di rating, speculazioni e punizioni, sono imprecisi e generalizzati. La Meloni non entra nello specifico di come tali organi agiscano contro il nostro paese, limitandosi ad affermare che “Oggi lo straniero si manifesta in molte forme: lo strapotere della burocrazia europea, della finanza speculativa, le agenzie di rating, le mafie nigeriane e cinesi, quelli che scalano aziende italiane rubando il nostro know-how”.

Con un paio di inglesismi random ed una retorica incompleta e lacunosa, Giorgia Meloni vuole convincere i suoi elettori che “qualcuno” (Europa e migranti) sta agendo come fece l’impero asburgico 100 anni fa, conquistando le nostre terre, schiavizzando e rubando risorse e lavoro ai nostri cittadini.
Tra le iniziativa pensate dalla Meloni è menzionato un presidio davanti alla sede milanese dell’agenzia di rating Moody’s. L’agenzia, colpevole secondo la leader del partito di aver espresso giudizi contrari alla realtà dei fatti e che quindi rientra nella categoria di “straniero”, si occupa di fornire, sulla base dell’analisi istituzionale dei mercati e della politica italiana, un giudizio sulla credibilità economica del nostro paese. L’interesse a distorcere tale giudizio non può essere legato alla volontà di minare la credibilità italiana o di voler intenzionalmente sfiduciare gli investitori a capitalizzare nel nostro paese: se voi ed un vostro amico scommettete su un giocatore e questo si rivela incapace o non all’altezza delle aspettative, continuereste a far scommettere il vostro amico?

La campagna di Fratelli d’Italia è inadeguata e in collisione con la realtà dei fatti, oltre ad essere storicamente inappropriata e soprattutto poco attinente con i veri problemi della nazione. È vero che sono passati 100 anni dalla vittoria della Grande Guerra, ma erigere un caso mediatico per far diventare il 4 novembre festa nazionale – al posto della Festa della Liberazione dal fascismo del 25 aprile e della Festa della Repubblica del 2 giugno – quando la rotta di collisione con l’UE si fa sempre più concreta e il ritorno in auge del fascismo con rigurgiti patriottici e nostalgici minaccia lo stato di diritto, lascia trapelare la debole propaganda di FdI.
Chissà quanti sospiri giungerebbero dal Piave, se dopo 100 anni di progresso ed innovazione sentirebbe che si inneggia di nuovo allo stesso ritornello.

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