Il ruolo terapeutico dello sport nella neurogenesi

Il ruolo benefico dell’esercizio fisico sia in soggetti sani che malati è stato recentemente portato alla luce dimostrando che i malati di Alzheimer recuperano parte delle loro capacità cognitive dopo un allenamento fisico adeguato. Il concetto di neuroplasticità cerebrale recentemente introdotto indica la malleabilità del nostro cervello, e si contrappone alla convinzione che ha attraversato la comunità scientifica durante tutto il ‘900 riguardo la presunta immodificabilità di questo una volta superata l’adolescenza.

La neurogenesi nell’adulto, ovvero il processo di formazione di nuove cellule nervose che permane in alcune aree del cervello anche dopo la fase di sviluppo embrionale e neonatale, avviene nell’ippocampo. Situato nel lobo temporale e inserito nel sistema limbico, gioca un ruolo chiave nell’apprendimento, nell’orientamento spaziale e nella memoria, oltre a rappresentare un’area fondamentale nei processi cognitivi legati alla costruzione della nostra identità e nelle capacità adattive dell’essere umano.

neuroni e connessioni interneurali (fonte: Amici di Lazzaro)

BDNF ed NGF, fondamentali fattori neurotrofici

BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) è implicato nei meccanismi di plasticità sinaptica, basilari per l’apprendimento, la sopravvivenza e la differenziazione dei neuroni.
Risultati di studi scientifici mostrano come nei topi transgenici la somministrazione di BDNF, dopo l’insorgenza della malattia di Alzheimer o del Parkinson, sembra contrastare la perdita sinaptica e migliorare la trasmissione cellulare, potenziando memoria e apprendimento. Anche nei primati adulti sani l’iniezione di BDNF contrasta il declino cognitivo e l’atrofia neuronale, migliora le espressioni geniche anomale legate all’invecchiamento e previene la morte dei neuroni dell’ippocampo. Durante l’attività fisica il BDNF è sintetizzato in quantità rilevanti dai muscoli e dal cervello.

ricostruzione tridimensionale del BDNF (fonte: Wikipedia)

NGF è l’acronimo di Nerve Growth Factor, una proteina capace di influenzare la crescita e l’attività dei neuroni (cellule nervose). L’importanza dell’NGF nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso è tale che la sua scopritrice, Rita Levi Montalcini, è stata insignita del Premio Nobel per la medicina, insieme allo statunitense Stanley Cohen, nel 1986.

NGF, ricostruzione tridimensionale (fonte: Medimagazine)

Le conclusioni e gli utilizzi possibili

Lo sport induce, insieme alla formazione di neuroni, la creazione di un ambiente ideale alla crescita di questi ultimi ed alla loro sopravvivenza favorendo il rilascio di BDNF, che nutre e sostiene le cellule nervose. Questo processo seppur di parziale rinnovamento può portare a risvolti importanti nel campo della cura di patologie neurodegenerative. I ricercatori del Massachussets General Hospital hanno scoperto che, in cavie murine, il processo di neurogenesi poteva essere indotto in 3 modi: con l‘esercizio fisico, con farmaci o con una terapia genica che stimolasse la produzione di cellule progenitrici dei neuroni.

il MGH, uno dei più antichi ospedali degli USA e centro di ricerca medica tra i più importanti al mondo (fonte: Glassdoor)

Se la neurogenesi può essere stimolata in vari modi, perchè preferire tra tutti lo sport? Oltre ad essere un metodo “naturale” e senza rischi, nei topi trattati con farmaci o con la terapia genica, i benefici cognitivi erano modesti. In quelli che svolgevano attività fisica, non solo si notavano miglioramenti, ma anche una riduzione delle placche beta-amiloidi tipiche della malattia. Nonostante la ricerca sia ancora ben lontana dal poter applicare questi studi all’uomo, si prospettano miglioramenti per la cura di patologie neurodegenerative come il Morbo di Alzheimer.

Umberto Raiola