Il mondo del lavoro come lo conosciamo è destinato ad essere rivoluzionato. Lo rivela un rapporto del McKinsey Global Institute, secondo cui tra almeno vent’anni il 47% dei lavori oggi praticati dagli uomini diverranno automatizzati. I macchinari prenderanno il posto degli uomini soprattutto nel campo dell’agricoltura, dell’industria manufatturiera, dei trasporti, della piccola amministrazione e dell’edilizia. L’intelligenza artificiale è stata notevolmente migliorata negli ultimi anni e viene sviluppata anche per prendere decisioni o per attività complesse come la guida di un’automobile. Oggi l’obbiettivo è di rendere le macchine meno legate a situazioni standard e più performanti in attività con molte variabili, ora riservate agli uomini (logistica, guida, organizzazione, economia). Potrebbe accadere che le macchine si rendano superiori agli uomini?

Differenze tra Intelligenza Umana e Intelligenza Artificiale  

Fino ad ora l’intelligenza artificiale ha superato quella umana soltanto nel calcolo dei dati numerico e statistico. Ad esempio nel 1997 quando il super computer Deep Blue sconfisse il campione di scacchi Garry Kasparov in un duello su sei partite. Le macchine, i computer, possono calcolare grandi quantità di informazioni in poco tempo. Tuttavia possono operare con massima efficienza soltanto in contesti dove tutte le variabili sono conosciute e perdono ogni certezza quando subentra un imprevisto, un’incognita. Questa è la differenza tra uomo e macchina. L’uomo è in grado di formarsi precise idee sull’esperienza ed ha grandi capacità di apprendimento e flessibilità. Per esempio un bambino dopo aver visto alcuni cani è senz’altro capace di riconoscerne altri come tali pur vedendoli per la prima volta. Per svolgere la stessa attività un computer avrebbe bisogno di una gran mole di esempi ed inoltre una qualsiasi variabile potrebbe alterarne i parametri. Ad oggi il computer più potente al mondo impiega circa 40 minuti per replicare 1 secondo della nostra attività celebrale.

 

Il campione di scacchi Garry Kasparov contro il computer Deep Blue

Perché Cartesio ritiene che le macchine non possano superare l’uomo

Così come gli animali le macchine non possiedono l’anima razionale che è invece propria dell’uomo. Infatti secondo il filosofo se esistessero dei robot dalle fattezze animali e con le stesse caratteristiche “non avremmo nessun mezzo per riconoscere che esse non rivestono in tutto e per tutto la natura di questi animali”. Per quanto riguarda “macchine che imitano i nostri corpi” invece ci sarebbero sempre due fattori che determinano la superiorità degli esseri umani. Prima di tutto le macchine non possono reagire diversamente da come predefinito e neppure adattarsi sempre in funzione di ciò che le si dice (similmente agli assistenti vocali dei nostri smartphone). In secondo luogo Cartesio afferma che per quanto le macchine possano svolgere varie e parecchie mansioni come e meglio dell’uomo, in qualcosa inevitabilmente fallirebbero. Questo perché esse “non agiscono in base a conoscenza ma alla disposizione dei loro organi”. Esse infatti per funzionare hanno bisogno “in ogni azione particolare, di una disposizione particolare, mentre gli uomini possono attingere nelle più svariate circostanze alla ragione che “è uno strumento universale.”

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