In epoca odierna si tende ad attribuire al mondo infantile sentimenti come la meraviglia e lo stupore. L’uomo moderno spesso dimentica ciò che Aristotele ha detto, ovvero che la realtà è stata indagata grazie a tali sentimenti. La curiosità ha dato inizio al filosofeggiare e alla scoperta, per questo è da salvaguardare in ogni epoca e in ogni fase della vita.

L’uomo ha smesso di stupirsi.

Nel corso dei secoli sono state fatte parecchie scoperte e svelati molti misteri. In epoca odierna tutte le informazioni, grazie al progresso della tecnologia, giungono immediatamente ai nostri occhi e orecchie. Il mondo vive di corsa, si cresce abituati ad avere tutto e subito. L’uomo non è più curioso, diviene avido, perché pretende di svelare immediatamente tutta la realtà. Ha smesso di stupirsi ed indagare perché vive credendo di avere tutto a portata di mano, perciò vuole e pretende sempre di più.

L’uomo non si sofferma più ad ammirare certi spettacoli della natura, li dà per scontati. Sa che il Sole sorge e tramonta ogni giorno, quindi dinnanzi ai colori dell’alba e del tramonto non si meraviglia più. Sa che al calar della notte il cielo può riempirsi di stelle, per questo non si stupisce dinnanzi ad un cielo ricco di puntini luminosi. Piuttosto cerca di conquistare i cieli studiando ogni tipo di marchingegno per arrivare nello spazio, dunque si serve della natura per dimostrare la propria superiorità ad altri. Non indaga la natura per il puro piacere della scoperta, ma per mostrare il suo potere.

L’uomo moderno si è dimenticato che i misteri della realtà sono stati rivelati grazie alla meraviglia e allo stupore. Se non fosse stato per questi sentimenti, l’uomo non avrebbe indagato la realtà, e non avrebbe mai iniziato a filosofeggiare.

La meraviglia è associata al mondo infantile: i bambini si stupiscono dinnanzi ad ogni cosa. Questo tipo di stupore li porta ad esplorare e a scoprire il perché delle cose. La domanda che i bambini fanno più spesso è “perché?”. Questo accade perché vogliono scoprire il meccanismo di ogni fenomeno, ma essendo anime innocenti e infantili lo fanno per il semplice gusto di scoprire. Questo sentimento in età adulta si vanifica, e perde la sua autenticità. Quando si pensa di possedere qualsiasi tipo di informazione, la curiosità diventa avidità morbosa, e il progresso diviene schiavo degli interessi, agisce esclusivamente in funzione di essi.

Aristotele: il sapere deriva dalla meraviglia.

Secondo Aristotele la meraviglia è la causa del filosofare. In principio l’uomo si meravigliava per le cose più semplici, come l’acqua o il fuoco. Successivamente giunge a porsi domande più complesse: si interroga sull’origine dell’universo, sull’esistenza, sul mondo dopo la morte. Meravigliandosi l’uomo ammette la propria ignoranza: lo stupore deriva dal non sapere. Si inizia a filosofeggiare per liberarsi da tale ignoranza, le indagini quindi non hanno alcun scopo pratico, ma si conosce solo per il fine di sapere.

La curiosità dell’uomo un tempo era pari a quella dei bambini, innocente e lontana dagli interessi immorali. Lo stupore non veniva soppresso e definito infantile, ma era al centro di ogni ricerca.

L’adulto spesso si irrita a causa dei numerosi “perché?” del bambino, e tende a smorzarli. In realtà è grazie a questo interrogativo che sono state fatte delle scoperte numerose, non solo per il piacere di scoprire, ma anche utili nella vita quotidiana. Se i filosofi e gli scienziati non si fossero domandati “perché?”, non esisterebbe tutto ciò che esiste ora. L’innocenza della curiosità è da salvaguardare, così come lo stupore, perché proprio da essi deriva il piacere della scoperta.