Nella giornata di giovedì Il Corriere del Veneto e Il Giornale di Vicenzaa hanno riportato una presunta protesta dei migranti presenti in un centro di accoglienza nel vicentino. Secondo il quotidiano i migranti avrebbero richiesto una connessione a Sky e l’aria condizionata, questa la causa dello scalpore suscitato dalla notizia sui social e tra alcuni politici. Smentita la notizia da Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano, continuano a emergere versioni contraddittorie.

migranti vogliono Sky scandalo fake news

Anche quest’anno non poteva mancare l’appuntamento sotto all’ombrellone con la bufala sui migranti. Il discorso l’abbiamo già sentito innumerevoli volte, tanto da risultare noioso e ripetitivo, ma proprio per questo credo che possa offrire interessanti spunti di riflessione. Nella giornata di giovedì Il Giornale di Vicenza ha pubblicato un articolo nel quale viene raccontato che una quindicina di migranti ospitati in un centro di accoglienza straordinaria nel vicentino hanno avanzato una protesta per richiedere aria condizionata, documenti d’identità e un abbonamento a Sky per vedere le partite di calcio. Secondo il Giornale i migranti avrebbero protestato davanti alla Questura perché le loro richieste erano già state ignorate dai gestori del centro di accoglienza. Non sono mancate le reazioni della politica. L’eurodeputata Mara Bizzotto, capogruppo della Lega a Bruxelles, ha affermato che «i clandestini presunti profughi di Vicenza che protestano in Questura perché pretendono di avere Sky per vedere le partite di calcio meritano di tornare in Africa di corsa». if;”>La notizia è stata poi ripresa da altri quotidiani locali come Il Corriere del Veneto e il Gazzettino, il quale riporta una versione più accurata secondo cui non ci sarebbe stata nessuna protesta, spiegando invece che le richieste sarebbero state avanzate in maniera pacifica al funzionario competete da due ragazzi che parlavano l’italiano meglio degli altri. La notizia è stata successivamente smentita dal giornalista Fabio Butera, che su Facebook scrive di avere contattato personalmente la Questura di Vicenza che a sua volta ha invitato il giornalista a rivolgersi alla Prefettura. La Prefettura ha comunicato al giornalista che le richieste formali avanzate dai richiedenti asilo sono relative alle sole iscrizioni anagrafiche, ossia ai certificati di residenza. Successivamente Butera scrive di aver provato a contattare il collega del Corriere del Veneto di cui la bufala mascherata portava la firma, chiedendo a questo specifiche riguardo le fonti delle informazioni riportate nell’articolo. Il suddetto giornalista ha risposto a Butera di avere una fonte che non può rivelare e di non essersi rivolto direttamente ai migranti per reperire informazioni. A seguito della smentita Il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano hanno verificato l’attendibilità delle dichiarazioni di Butera pubblicando due articoli di smentita. Lo stesso Giornale a seguito della smentita ha pubblicato un nuovo pezzo intitolato: “I migranti vogliono Sky. Ma la questura nega tutto” nel quale riconosce l’errore commesso criticando peraltro anche l’atteggiamento dei leghisti che hanno cavalcato la vicenda politicamente. Lo stesso Salvini infatti ha twittato che «Chi scappa dalla guerra non ha bisogno di Sky…senza accorgersi di avere allegato al tweet l’articolo de Il Giornale che smentiva la fake news.

migranti voglionoSky scandalo fake news

In un articolo di oggi Il Giornale riprende la questione ormai archiviata sostenendo che la vicenda è più complessa di come è stata presentata. Si ribadisce che le proteste formali dei migranti sono state incentrate sulla questione del documento d’identità, ma sono arrivate anche altre richieste informali, tra le quali eration Serif, serif;”>anche quelle che han fatto scalpore. Nell’articolo si conclude che la notizia delle richieste di Sky e aria condizionata dei migranti non può essere considerata falsa proprio perché confermata dalla Questura, ma queste richieste non sono state avanzate dall’intera comunità ma solo da alcuni membri.

La suddetta questione porta alla luce la difficoltà nel distinguere tra una fake news e una notizia attendibile e ci dimostra che il confine tra le due cose è sempre molto sottile. L’interpretazione istituzionale della vicenda che può essere dedotta dalle dichiarazioni della Prefettura è univoca: le richieste formali avanzate dai migranti non riguardano Sky, aria condizionata o cibo ma riguardano esclusivamente i certificati di residenza. Questo non toglie che alcuni individui possano avere avanzato richieste di altro genere, cosa che non possiamo escludere, ma proprio su questo punto è importante riflettere.

La volontà del singolo individuo o una dichiarazione del suddetto è sempre difficile da comprendere e contestualizzare, questo perché scaturisce da fattori soggettivi che solo chi si trova a contatto con una determinata situazione può comprendere. Fare informazione a partire da una dichiarazione di un singolo è molto difficile proprio per questo motivo. Se l’informazione attinge sempre più da fonti soggettive e sempre meno dai fatti istituzionalizzati è proprio perché questi ultimi devono essere studiati in un contesto oggettivo che consente una interpretazione critica. Invece la fonte soggettiva (dichiarazione del singolo, opinione, ecc…) può essere facilmente inserita in una narrazione politica.

L’obiettivo del giornalismo dovrebbe essere quello di tornare a parlare di fatti, cercando di studiarli criticamente ed elaborandone una interpretazione oggettiva. Qualora questo non risulti possibile è dovere del giornalista ammettere le proprie insicurezze e mostrare al lettore le contraddizioni emerse che gli impediscono di ricostruire criticamente la vicenda.

Edoardo Dal Borgo