Le onde gravitazionali, rilevate per la prima volta nel 2015, hanno confermato per l’ennesima volta la teoria della relatività di Einstein. Questa scoperta ha permesso di aprire le strade a nuove prospettive di studio in ambito astrofisico, tanto che gli scienziati stanno cercando di captarne altre. Un progetto in questo campo potrà essere realizzato in Italia. 

L’Italia è in lizza per la costruzione di una nuova antenna europea, l’Einstein Telescope, in grado di rilevare le onde gravitazionali. Questo è ciò che afferma Michele Punturo, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), coordinatore del1 progetto. La località candidata ad ospitare la costruzione di questa antenna sarà Lula, in Sardegna. Punturo ha presentato il progetto a Bruxelles in occasione della conferenza congiunta tra Commissione europea e Parlamento europeo. Gli altri due siti proposti sono uno in Ungheria e l’altro al confine fra Belgio, Germania e Olanda.

onde gravitazionali
fonte: www.focus.it

I ricercatori sfrutteranno l’ex miniera di Sos Enattos per la costruzione del laboratorio. Secondo Punturo il luogo sembra avere “tutte le carte in regola per ospitare una tale infrastruttura di ricerca grazie a caratteristiche ambientali e sismiche” monitorate fino ad ora da un team di scienziati dell’Università di Sassari e dell’Infn. I lavori di costruzione del laboratorio SarGrav sono cominciati già da diverse settimane ed ospiterà esperimenti di fisica di precisione sulla gravità.

Cosa sono le onde gravitazionali

Le onde gravitazionali sono come delle “increspature” che si propagano nello spazio-tempo dovute alla gravità che lo distorce. Queste sono state teorizzate da Einstein nella relatività generale, ma solo nel 2015 sono state rilevate per la prima volta. Tali onde si originano da grandi masse, come ad esempio sistemi binari di buchi neri, che subiscono forti accelerazioni. Ad esempio, le onde rilevate nel 2015 (scoperta per la quale gli scienziati hanno ottenuto il premio Nobel), sembra siano state causate dallo scontro e dalla successiva fusione di due buchi neri. Alcuni invece pensano che le onde captate si siano originate in seguito allo scontro di due wormhole e che quindi l’evento può essere in grado di dimostrarne l’esistenza (per maggiori informazioni leggere qui).

Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne, vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2017 per la rilevazione delle onde gravitazionali (AP Photo/Andrew Harnik – Wikimedia – AP Photo/Andrew Harnik)

Ci sono diverse altre sorgenti di onde gravitazionali. Alcuni esempi possono essere le stelle di neutroni, le cui irregolarità superficiali possono creare queste increspature periodiche, o anche le supernovae che originano onde brevi e intense. Si ritiene inoltre che alcune onde gravitazionali siano un eco del Big Bang che si propaga per l’universo. La rilevazione di queste onde però è molto difficile in quanto impiegano moltissimo tempo per propagarsi. Perciò la loro intensità si riduce progressivamente fino a diventare una distorsione più piccola di un protone. Infatti occorrono degli strumenti molto sensibili per captarle.

La realizzazione di questo progetto in Italia potrebbe essere una buona occasione per rilanciare la ricerca scientifica nel nostro paese. Non resta che attendere la decisione delle commissioni europee.

Michele Sciamanna

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