Diversamente da quanto ci si aspetti, il modo attraverso cui ci occupiamo degli ambienti in cui viviamo fornisce tantissime informazioni su di noi. L’ordine, il disordine, il caos…non sono altro che degli specchi sul nostro mondo interiore, su modo in cui dirigiamo e gestiamo la nostra vita e possono essere un ottimo indizio anche per capire se ne siamo, effettivamente, soddisfatti. Esiste una ricetta per trovare l’armonia nella vita di tutti i giorni?equilibrio È anche vero che siamo tutti diversi fra di noi. Ciascuno trova il suo equilibrio e la sua felicità nei modi più diversi, che sia nell’ordine, che sia nel disordine. Il modo attraverso cui interagiamo con gli oggetti della nostra realtà, può essere fortemente indicativo del fatto che c’è qualcosa che non va, che non ci fa stare bene o, semplicemente, che non ci sta bene. Vi è mai capitato di sentirvi a disagio mentre osservate un quadro e vi accorgete che è storto? Avete mai sentito la necessità di metterlo a posto per placare questo senso di disagio? E vi è mai successo di avere la stessa sensazione anche con altri oggetti della vostra casa che non percepivate come in ordine?

Il troppo stroppia

ordine e disordineNon sempre andare alla ricerca dell’ordine è sinonimo di armonia e di equilibrio interiore. L’approccio con l’ordine della casa varia da persona a persona e coinvolge anche il suo stato d’animo. A livello individuale, il modo attraverso cui teniamo in ordine cassetti, armadi, dice molto sulle nostre esigenze e sui nostri sentimenti. Nella vita è necessario il giusto mezzo, il giusto equilibrio per sentirsi in pace con sè stessi. Quando questo diventa esagerato, quando si ricerca l’ordine o non si riesce proprio ad ottenerlo, è importante rendersi conto che, probabilmente, qualcosa non sta andando per il verso giusto. L’eccessiva pulizia riflette un bisogno di controllo, il desiderio di avere tutto quanto a portata di mano, al suo posto e l’esigenza di un equilibrio che, con molta probabilità, non si riesce a trovare nella quotidianità. D’altro canto, non riuscirsi a liberare delle cose di cui non si ha bisogno lasciandole accumulare nel tempo, può indicare una sensazione di impotenza nei confronti degli eventi della vita, significa sentire la propria energia come intrappolata in una cella da cui è troppo difficile liberarsi. Gli eccessi sono sempre deleteri nella vita, ma come rendersene conto? 

Cosa succede quando le cose non sono come dovrebbero essere

Basta una sensazione di disagio alla vista di un quadro storto per cominciare a pensare che si sia un disturbo dietro? Non proprio. È importante non generalizzare, non sempre ci deve essere qualcosa che non va. Il problema sorge quando il bisogno di ordine e pulizia diventa una necessità di cui non si può fare a meno. esagerareFrancesco Mancini ha studiato la sensazione di disagio che si crea quando un quadro non è esattamente allineato con la parete: il bisogno di simmetria viene tradotto nella ‘Not just right experience’: si tratta di quel disagio che provato quando le cose non sono come dovrebbero essere. Per questo motivo si va alla ricerca di un senso logico e di ordine, anche innaturale, nella realtà. 

Dall’esagerato all’incontrollato

Quando questa ricerca diventa un’ossessione, però, è necessario porvi maggiore attenzione: grazie agli studi prima di Leckman e collaboratori nel 1995, poi riconfermati da Ferrão nel 2012, si è scoperto che la Not just right experience, quando maniacale, è associata ai sintomi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC). disturbo ossessivo compulsivoLa finalità del disturbo è quella di ridurre l’ansia che si scatena alla vista di qualcosa fuori posto. Si tratta di un disagio interiore che, se non placato, può scatenare dei forti attacchi d’ansia e, per questo, si traduce in comportamenti ripetitivi, stereotipati e sistematici che hanno un effetto rassicurante sulla persona. Allo stesso modo, sono stati individuati in chi trascura in maniera patologica la propria casa dei disturbi depressivi che, nei casi più gravi, si traducono in disturbi di accumulo: si tratta della necessità di voler entrare per forza in possesso di un oggetto e del provare grande difficoltà e disagio nel disfarsi di quelli inutilizzati, che abbiano un valore o meno. Entrambi i disturbi hanno forti ripercussioni nella vita delle persone, sia dal punto di vista personale, che sociale, che lavorativo. 

Quand’è, allora, che stiamo bene?

È importante ribadire che il benessere di una persona è dato dall’equilibrio, mai dall’eccesso. Secondo la dottoressa Enrica Des Dorides è normale, anzi, è addirittura un bene, quando nella nostra vita sono presenti sia l’ordine che il disordine. L’ordine aiuta a dare pace alla persona, a stimolare la calma e la tranquillità, mentre il disordine stimola la creatività. È solo quando questi due poli sono ben conciliati che ci si sente davvero bene. 

Alice Tomaselli

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