In esclusiva ai microfoni del Superuovo abbiamo fatto quattro chiacchiere con Marco Zampieri: l’esempio che in Italia non tutti i cervelli fuggono, ma che alcuni restano e ci restano anche alla grande. Lui è il Chief Executive OfficerCEO, della rivoluzionaria azienda Eurikos.

Il logo di Eurikos
Parlami un po’ di Marco Zampieri: vita, studi, sogni,…

Sono nato a Lauro De Freitas, in Brasile, l’11 Maggio del 1989 e sono stato adottato dopo soli tre mesi da una meravigliosa famiglia di Belluno. Sono cresciuto lì, una ridente cittadina circondata dalle Dolomiti, in cui ho studiato, giocato a calcio ed incontrato l’amore della mia vita.

Durante il liceo, da rappresentante d’istituto, ho lavorato sodo per il bene della scuola: volevo cambiare la percezione che i professori avevano degli studenti. Ho attivato, insieme ai miei colleghi, dei servizi e delle iniziative che mettessero i giovani al centro dell’attenzione, li responsabilizzassero rendendoli il vero motore della scuola.

Grazie alla mia attuale ragazza mi sono trasferito a Pisa per studiare Fisica. Dopo la Laurea ho deciso di proseguire gli studi iscrivendomi, l’anno scorso, alla facoltà di Ingegneria: corso magistrale di Ingegneria Nucleare. Ho avuto l’occasione di partecipare ad un Corso di Perfezionamento della Facoltà di Economia di Pisa in cui era richiesta un’idea di business da sviluppare con il fine di trasformarla in una impresa di successo, lì ho deciso di mettermi in gioco.

 

Come nasce Eurikos?

Il progetto Eurikos nasce da un’idea che ho avuto durante un Laboratorio di Acustica della triennale in Fisica. Mentre il professore ci spiegava il funzionamento di alcune apparecchiature audio mi permisi di chiedere se fosse possibile, invertendo il funzionamento di questi dispositivi, produrre elettricità da forti rumorosità. Il docente sbalordito mi disse che in trent’anni di lavoro non aveva mai sentito una cosa del genere e mi propose di farne una presentazione. Da quel giorno iniziai a pensare continuamente alla realizzazione di un pannello fonovoltaico, perciò il giorno in cui ricevetti la mail dall’Università per il corso di perfezionamento, colsi subito l’occasione e in un nanosecondo compilai il format di partecipazione.

M. Proust diceva che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Eurikos infatti significa “scoperta del suono“, un termine nato dall’unione di “eureka” (citando il buon Archimede ndr.) e “ichos” (suono).

Un aneddoto interessante è il concetto di “serendipità” nell’accezione più pragmatica che questo termine possa avere, che ha avvolto il progetto sin dagli albori: ho seguito il mio intuito cogliendo le occasioni, piegando con l’ingegno le coincidenze fortuite che ti possono capitare. Non credo nella fortuna, ma che ti debba sforzare per far si che le cose vadano come desideri. La volontà apre tutte le porte e gli imprevisti sono solo esercizi per migliorare le proprie soluzioni.

 

Come Eurikos  si propone di salvare definitivamente il pianeta dall’inquinamento? Grazie a quali tecnologie? Tradotto: Come funziona?

Per questioni legate alla brevettabilità non posso sbilanciarmi troppo. Mi limiterò a dire che il nostro pannello fonovoltaico, assomiglierà ad uno strumento musicale: sarà un sistema che si potrà “accordare” alle sorgenti rumorose che ci interessano, studiando e captando le varie frequenze convogliandole, per poi convertirle. Quali sorgenti? Abbiamo fatto una ricerca per individuare i siti più inquinati acusticamente e ce ne sono di diverse tipologie: macchinari industriali, gallerie ferroviarie o metropolitane, aeroporti.

Siamo in contatto con un’azienda di IOT ( che si occupa di produzione di apparecchi dall’intelligenza artificiale ndr.) che ci ha suggerito la totale autoalimentazione del dispositivo grazie a soluzioni di energy-harvesting. Ad oggi il progetto si trova al terzo livello TRL3 di maturità tecnologica, possiede un documento che attesta la prova di ricerca sperimentale grazie al quale abbiamo depositato a Novembre la domanda di brevetto del “convertitore elettromagnetico di potenza acustica“.

 

So che il tuo staff è particolarmente “smart”, che siete molto legati tra voi e che c’è – oltre ad una forte amicizia – un gran feeling a livello imprenditoriale

Siamo un team di quattro amici. La storia che ci lega ha radici profonde, perché siamo stati compagni di scuola o di Università. Abbiamo condiviso molto insieme e c’è reciproca fiducia.

Mauro David è un lavoratore instancabile e molto ambizioso, si occupa – con me – della parte tecnica, essendo ingegnere elettronico. Marco Santesso è la persona più “smart” che abbia incontrato fin’ora: riesce ad affrontare i problemi con massima serietà senza rinunciare alla leggerezza. Gestisce la nostra strategia di business. Gianfranco Seminara è un mio carissimo amico, ha un’inventiva fuori dal normale, ed è un esperto generalista. Lavora agli aspetti gestionali del progetto.

Siamo inoltre supportati dalla consulenza esterna dell’avvocato Tommaso Grugnetti, che è stata in assoluto la prima persona che ha creduto in noi offrendo professionalità e appoggio.

Marco Zampieri (al centro) e parte del suo staff
Dove ti vedi in un prossimo futuro? pensi che la tua idea potrà essere finanziata con successo?

Mi vedo come sono ora, vivo proiettato verso il futuro da circa un anno. Questo progetto mi ha dato una prospettiva entusiasmante per l’avvenire e spero che potrò condividerla con più persone possibili nei prossimi anni. Feedback positivi li stiamo registrando dalle aziende ferroviarie, alle quali è piaciuto molto il progetto e che sono interessate ad installarlo lungo le loro tratte.

Credo fortemente nella nostra iniziativa. Avrà un impatto dirompente sul mercato delle energie rinnovabili. Ci occuperemo di trovare soluzioni innovative per accumulare elettricità da sorgenti energetiche che ad oggi non vengono ancora considerate tali e che spesso, come nel caso del rumore, sono il prodotto (indesiderato ndr.) di un progresso tecnologico che abbiamo continuamente sotto gli occhi. Eurikos parteciperà al percorso di incubazione di SpeedMI UP dell’Università Bocconi.

Ho avuto da sempre il sogno di cambiare il mondo: trovare il modo di prendersi cura dell’ambiente come unica soluzione per prendersi cura delle persone che lo abitano.

 

Sei un giovane startupper, cosa consigli a coloro che vogliono intraprendere questa strada? Secondo te c’è un modo per costruire una SU di successo?

Credo sia importantissimo educare al futuro, e questo deve partire in primis dalle scuole: bisogna educare alle scoperte ed al futuro, costruendo nello studente il cosiddetto “occhio critico“. Oggi non avviene e non c’è nulla di più triste che vedere dei ragazzini che hanno già esaurito l’entusiasmo dopo le scuole medie. Dovrebbe coltivare e rispettare i sogni dei giovani, ma allo stesso tempo rilasciare anche il patentino per la realtà. C’è bisogno di una scuola che guidi nell’immaginare un futuro in cui saremo i protagonisti, con i diritti e i doveri che ne conseguono.

Non esiste una ricetta specifica per creare una Startup di successo, esiste solo il duro lavoro, la perseveranza e la fiducia nei propri sogni.

 

In chiusura dell’articolo vorrei ringraziare e fare i miei personali complimenti al ragazzo che c’è dietro Eurikos: una mente brillante a cui auguro un gran successo. Ovviamente non esenti da elogi sono anche i membri del suo staff, tra cui ingegneri, fisici, imprenditori, ma soprattutto uomini. Uomini con delle idee ben chiare, con tanta voglia di fare e che non si accontentano di una società che non li valorizza, ma che lottano per cambiarla. In bocca al lupo, ragazzi!

Umberto Raiola

 

1 commento

  1. Stranissimo che il professore abbia dato una risposta del genere, dato che l’idea di base è piuttosto banale e nota a chiunque abbia conoscenze di elettrotecnica o elettromeccanica. In ogni caso i migliori auguri alla startup perché abbiamo solo bisogno di soluzioni brillanti per l’energia.

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