Il ministro dell’Interno ha recentemente tenuto una diretta Facebook per l’apertura dell’avviso di indagini preliminari nei suoi confronti. Ha quindi risposto allo stesso affermando che lui, a differenza dei magistrati, per i quali ha in seguito specificato il rispetto, è direttamente legittimato dal voto popolare.
Salvini non precisa, però, quali siano le funzioni e le responsabilità della magistratura.

In Italia vige uno Stato di diritto basato sulla divisione dei poteri e sull’indipendenza della magistratura, nonostante questo il ministro dell’Interno ha addotto, in risposta a un’indagine per sequestro di persona aggravato, di poter basare le sue azioni su una legittimazione popolare, come se questa fosse di per sé una scusante o potesse portarlo in una posizione superiore persino a quella del potere giudiziario. Quasi come se non vi fosse una chiara motivazione del perché il parlamento venga eletto dal popolo, mentre la magistratura e, ricordiamo, lo stesso esecutivo debbano passare per procedimenti diversi.
Diviene quindi necessaria una breve spiegazione introduttiva sulla funzione dei poteri all’interno di uno Stato di diritto e sulla responsabilità dell’autorità giudiziaria.

Il Pubblico Ministero ha l’obbligo di investigare.
Salvini inizia il discorso in diretta con un monologo riguardante i giudici – non tutti, precisa – spingendo chi ascolta a collegare l’indagine, appunto, ai giudici stessi. Sappiamo invece che il giudice non è responsabile dell’apertura delle indagini, questo sarebbe una chiara violazione dell’obbligo di terzietà, cioè di equidistanza dalle parti del processo. Ma questo Matteo Salvini non ritiene doveroso chiarirlo.
Le indagini preliminari vengono svolte obbligatoriamente, in seguito a una notizia di reato, per quanto previsto dall’articolo 112 della nostra, più volte difesa, Costituzione. In particolare, il Pubblico Ministero (che è sempre un magistrato ma non è mai giudice) ha l’obbligo di esercitare l’azione penale, questo significa anche obbligo di indagine in seguito a una notizia di reato.
Essere indagati non significa quindi in alcun modo essere ritenuti colpevoli. Vi è una semplice necessità di chiarezza, di certezza, cosi che non si vada a processo ogni volta che Tizio decida di denunciare Caio e allo stesso tempo non si lascino cadere nel nulla denunce in cui un reato sia effettivamente commesso. Il PM ha quindi il dovere di svolgere un’indagine. Non è di sinistra, ma obbligato per Costituzione.

A chi rispondono i magistrati?
Il ministro sentenzia inoltre che i magistrati non rispondono a nessuno. Questo è falso.
Il magistrato ha, sempre per Costituzione, l’obbligo di indipendenza. Ciò non significa che non abbia responsabilità, ma semplicemente, tra le altre interpretazioni, che non possa esistere un giudice che debba tener conto dell’opinione pubblica per conservare il proprio posto di lavoro. Il giudice non è direttamente rappresentante del volere popolare, che potrebbe tradursi velocemente in richieste di vendetta o di giudizi di pancia, ma della legge. Legge scritta dal Parlamento e quindi indirettamente dal popolo. Assoggettare i giudici al voto popolare significherebbe ottenere una giustizia volatile ed effimera quanto gli umori dei cittadini, che passano dal 40% renziano al 40% leghista.
Arrivando quindi alla domanda “a chi rispondono i magistrati?”, è necessario chiarire innanzitutto che il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal presidente della Repubblica e che 1/3 dei suoi membri viene eletto dal Parlamento. Dal CSM dipendono assunzioni tramite concorso pubblico, promozioni, trasferimenti e simili. I magistrati possono inoltre rispondere, nell’esercizio delle loro funzioni, in presenza di dolo e colpa grave come ad esempio per la violazione manifesta della legge o il travisamento di un fatto o di una prova. In questi casi il danneggiato agirà nei confronti dello Stato che dovrà però, obbligatoriamente, rivalersi sul magistrato stesso.
Sono quindi queste le funzioni e le responsabilità dei magistrati, divisi in PM e giudici da non confondere, che il segretario della Lega avrebbe potuto più correttamente precisare.

Roberta De Rossi