Ognuno di noi nasce sotto un determinato astro, la quale, dicono in molti, sarà quello che ci porterà  fortuna, amore e soldi per il resto della vita. Il compito dell’astrologia è proprio questo, dire alla gente l’evolversi della giornata o della vita dicendo frasi così generali che il nostro cervello umano applicherebbe ad ogni situazione illudendosi e affermando che “l’oroscopo aveva ragione”.  Al di là dell’aspetto psicologico in atto tra l’astrologia e la psiche umana, cosa ci dice la scienza a proposito dell’influenza data dal movimento e dalla posizione della terra rispetto agli astri?

L’astrologia 

Il significato di pianeta in astrologia è diverso che in astronomia, poiché oltre alle sue caratteristiche fisiche e matematiche, come l’orbita e altre proprietà calcolabili, di esso viene considerato l’aspetto qualitativo e il significato simbolico. Ad ogni pianeta vengono associate alcune caratteristiche peculiari, con diverse sfumature secondo l’astrologo di turno. Ad esempio, il Sole, rappresenta la parte maschile, la ragione e la vitalità, mentre la Luna, rappresenta la parte femminile, la ricettività e la capacità di adattamento. Gli altri pianeti, almeno nell’astrologia occidentale, derivano il loro significato dalle corrispettive divinità greco-romane da cui hanno preso il nome.  Così Mercurio, il cui dio governava la parola e i commerci, attiene a quella dimensione della vita fatta di relazioni e comunicazioni. Venere è legata alla sfera dell’amore e della pace, mentre Marte a quella della guerra e dell’aggressività. Giove è simbolo di favore, benevolenza, prosperità, mentre Saturno di ostacoli, difficoltà e gravosità. Ad ogni pianeta è associabile un particolare aspetto o elemento della realtà, che diventa così interpretabile oggettivamente in base alla legge dell’analogia, mediante cioè un legame qualitativo e non di tipo causale. Un’eredità di questa attribuzione analogica la si può ritrovare nell’odierna denominazione dei giorni della settimana, in ognuno dei quali si esprime una diversa qualità temporale conoscibile in base al nome del pianeta associato. Il moto degli astri, sin dall’antichità, era ritenuto portatore di un significato da interpretare finalisticamente, non come semplice meccanismo privo di scopo

L’astronomia

a prima teoria che è stata proposta per spiegare la struttura dell’Universo e il moto degli astri è stata formulata da Aristotele nel IV secolo a.C. Secondo questa teoria, tutti i corpi celesti allora conosciuti (la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove, Saturno e le cosiddette “stelle fisse”) erano incastonati in sfere rigide concentriche rotanti in modo uniforme attorno alla Terra. Le varie peculiarità dei moti planetari venivano spiegate attraverso complicati moti su circonferenze centrate su queste sfere. Le sfere celesti avevano la proprietà di essere perfette ed immutabili. La teoria geocentrica rimase in voga fino al secolo XVI, quando l’astronomo polacco Niccolò Copernico (1473-1543) formulò l’ipotesi che fosse il Sole, e non la Terra, il centro dell’universo.  Copernico sosteneva che la Terra è un semplice pianeta orbitante come gli altri intorno al Sole. Questa teoria prende quindi il nome di eliocentrica. L’ipotesi di Copernico era accompagnata da un accurato studio per spiegare il moto dei pianeti, ma incontrò notevoli resistenze nel mondo scientifico dell’epoca. La sua definitiva affermazione fu dovuta agli studi di Galileo Galilei (1564-1624) e alla dimostrazione che le orbite di tutti i pianeti sono ellissi, delle quali il Sole occupa uno dei due fuochi. Questa fu fornita da Giovanni Keplero (1571-1630), sulla base delle osservazioni condotte dall’astronomo danese Thyco Brahe. Oggi noi sappiamo che a sua volta il Sole non è al centro dell’universo, ma è solo una delle tante stelle della nostra galassia, e questa, a sua volta, è solo una delle tante galassie che lo popolano. Keplero enunciò tre leggi che regolano il moto dei pianeti attorno al Sole; questo moto prende il nome di “rivoluzione”. Il tempo impiegato dal pianeta tra due passaggi consecutivi per lo stesso punto dell’orbita si dice “periodo” della rivoluzione. Le tre leggi di Keplero sono dedotte dall’osservazione senza alcuna base teorica. Isacco Newton (1642-1727) rivelò in seguito come queste leggi non siano altro che casi particolari della legge di gravitazione universale, che descrive l’interazione tra tutti i corpi.

L’influenza sugli uomini

Appreso come gli astri sono visti dalla vera scienza e dall’astrologia, vediamo da quale forza essa è governata. L’interazione gravitazionale è una delle quattro interazioni fondamentali note in fisica. La legge di gravitazione universale afferma che due punti materiali si attraggono con una forza di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle masse dei singoli corpi e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Questa legge alla base della forza attrattiva tra pianeti e il sole, sperimentalmente accettata,  ci dice come un dibattito su basi scientifiche, e quindi che si basa sulla realtà e non su quello che alla prima persona passa dalla testa, possa sfatare qualsiasi mito diffuso tra gli uomini. Infatti quello che per gli astrologi è l’influenza di un pianeta, per la scienza è un’idiozia. Infatti è più influente l’attrazione gravitazionale che c’è tra la madre ed il suo neonato tra le braccia, che tra il neonato e un qualsiasi pianeta!

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