La società moderna è in continua evoluzione ciò che solo 10 anni fa pensavamo fosse irraggiungibile oggi è alla portata di tutti; tuttavia non siamo altrettanto al passo con i problemi e le conseguenze che la nuova società ci sottopone tutti i giorni. Oggi prendiamo in esame un drammatico evento di cronaca legato a uno dei più “giovani” disturbi della psiche, la ludopatia. Siamo nel cremonese, dove un giovane quindicenne è stato sottratto alla custodia della sua famiglia già turbolenta e tormentata (per approfondimenti consultare la fonte Ansa) dal tribunale per una diagnosi di disturbo ludopatico nel giovane, il quale è stato prontamente portato in una comunità. A questo punto onde evitare fraintendimenti sarebbe corretto specificare un piccolo dettaglio: non si sta parlando di ludopatia intesa come dipendenza dal gioco d’azzardo, pensi di dipendenza dai videogiochi, un disturbo che negli ultimi anni è stato portato all’attenzione di diversi ricercatori per il suo allarmante incremento nelle società civilizzate.

Questa specifica dipendenza aggiornò il manuale diagnostico non oltre 15 anni fa, diventando così uno dei disturbi comportamentali più recenti nella storia delle diagnosi psicologiche; sorvolando sulle banalità di questa affermazione è bene far notare come questo specifico disturbo nasca e si evolva per motivi completamente diversi da tutti i possibili disturbi che possono affliggere un teenager o un giovane ragazzo. In questo articolo esploriamo brevemente questo tipo di dipendenza dalla sua insorgenza fino alle tecniche di cura fornendo una panoramica sufficiente a farci un’idea di questo specifico tipo di ludopatia. Nonostante sia facile pensare che la dipendenza da videogame sia solo una sorella minore delle grandi dipendenze come quelle da gioco d’azzardo o dalle sostanze, non bisogna sottovalutare questo disturbo comportamentale soprattutto vista la fragilità delle persone che ne possono essere afflitte. La ludopatia insorge principalmente in giovani ragazzi i quali per passione o per fuga dalla realtà, si rifugiano nei videogiochi dedicandoci anima e corpo per diverse ore del giorno fino a trascurare i propri doveri e le relazioni sociali. I motivi che portano inizialmente un individuo verso questo genere di dipendenza sono molteplici: innanzitutto la passione per i videogiochi, uno tra i passatempi preferiti delle giovani generazioni, possiamo affermare a cuor leggero senza nessun dato statistico alla mano che tutte le persone sotto i 30 anni hanno almeno una volta impugnato un joystick nel tentativo di interessarsi ha un videogioco. Un’altra situazione che potrebbe condurre un teenager verso la ludopatia è la noia, la mancanza di interesse verso una società non più stimolante; e bene notare infatti come le giovani generazioni siano cresciute in un ambiente estremamente saturo di stimoli molti dei quali anche violenti (i filtri che ho società ha imposto sui video sui film o sulle canzoni violente sono molto limitati), rendendo parte di queste giovani menti quasi apatiche verso gli eventi del quotidiano. Solo attraverso i videogiochi e quindi possibile avere una stimolazione emotiva sufficiente. Tra le motivazioni che potrebbero portare alla ludopatia è giusto citarne un’ultima forse più estrema delle precedenti ovvero la fuga dalla realtà; è possibile infatti in seguito a un trauma ho un interminabile serie di eventi negativi che una persona tenti di rifugiarsi in un ambiente protetto, privo da eventuali contaminazioni esterne è sicuro per se stessi. Con questi presupposti o anche più semplicemente una sfrenata passione, è possibile che un giovane teenager abusi del proprio computer o della propria console andando incontro all’insorgenza di un disturbo simile.

Paradossalmente è più facile che una dipendenza da videogiochi passi inosservata rispetto ha un qualsiasi altro disturbo: in difesa di quelli che potrebbero sembrare dei genitori negligenti, gli unici sintomi del disturbo sono l’isolamento e l’inadempimento dei propri doveri, due caratteristiche che spesso descrivono un teenager. E quindi più facile per un genitore accettare che il proprio figlio passi diverse ore in casa piuttosto che in giro con degli amici strani ad esempio, ciononostante il problema a cui i ludopatici vanno incontro è grande quanto qualsiasi altro disturbo comportamentale se non di più: bisogna tenere presente che la terapia da applicare su un teenager è ben diversa rispetto che un adulto consenziente, infatti è molto più facile incontrare delle resistenze alla cura nei giovani i quali magari credono di avere tutto il mondo contro e di non essere dalla parte del torto.

Tuttavia un intervento tempestivo è fondamentale, la necessità di curare questi individui è un interesse sia per gli stessi che per la società: è bene notare come un individuo ludopatico ha serie difficoltà a creare e a mantenere dei rapporti interpersonali, proprio a causa del suo lungo isolamento dal mondo. Questa condizione lo renderebbe un cittadino inadatto nella società, e la riabilitazione è fondamentale affinché la persona non solo non sia più dipendente dai videogiochi ma sia anche un buon cittadino. Come dicevamo prima la cura porta un benefit anche per la società, in quanto è stato dimostrato come gli individui ludopatici siano mediamente più aggressivi e premeditino atteggiamenti più violenti rispetto alla popolazione normale. La spiegazione di questo fatto è molto semplice, molti dei videogiochi che esercitano un’influenza sui teenager sono violenti o di azione o ambientati in un universo fantastico, la cui trama ha spesso comunque uno sfondo violento. Molto prima della nascita del disturbo ludopatico era stato dimostrato come l’esposizione di immagini violente suscitasse atteggiamenti aggressivi in un gruppo di bambini; dei dati di questo esperimento è possibile trasporre la teoria nei sintomi di un ludopatico.

Per questi motivi è fondamentale un intervento tempestivo che miri alla riabilitazione del cittadino e la “disintossicazione” dalla sua dipendenza: un ambiente assolutamente privo di tentazioni sarebbe un ottimo inizio per un individuo ludopatico, e grazie all’intervento di terapia individuale combinata a sedute di gruppo a fini relazionali è possibile rimettere questi giovani menti sulla retta via, anche se la società moderna fornire comunque ogni giorno nuove variopinte tentazioni per le menti più fragili.