I nostri ricordi sono una fonte di immensa sicurezza: contribuiscono a fornirci il nostro senso del Sé e danno senso al presente. Come è possibile allora che questi possano essere falsi?

Falsi Ricordi
Sono molte le variabili che portano alla creazione di una falsa traccia mnestica

Quante volte è capitato di essere convinti che un evento sia andato in un certo modo e venire poi smentiti dai fatti? Quante volte discutiamo con amici, familiari e conoscenti sulle dinamiche di qualcosa vissuto insieme, di cui tutti hanno un ricordo leggermente alterato? Questo perché la memoria non è una realtà fissa e immutabile, ma, anzi, una sorta di film in continua rielaborazioneMa a volte questa rielaborazione finisce male. Come ha spiegato il Professor Mammarella al Focus Live, spesso le memorie possono venire alterate o addirittura falsificate.

Falsi ricordi: l’effetto nebbia

In realtà i falsi ricordi nascono a causa di diversi meccanismi. Il professor Mammarella ha messo in evidenza il ruolo della codifica disturbata. “Se durante un’esperienza siamo distratti, la prospettiva non era chiara, l’attenzione non era focalizzata, sarà più facile che anche nella rievocazione vi siano degli errori. Un altro ruolo lo giocano gli eventi che vanno a interferire con il mantenimento della traccia mnestica, o quelli a forte coinvolgimento emotivo: un trauma, un incidente, un forte stato d’ansia finiranno per alterare e oscurare elementi della scena”. Ma questo non è l’unico pericolo per i nostri ricordi.

falsi ricordi

Un altro fenomeno interessante è quello dell’informazione fuorviante. “In un famoso esperimento sui falsi ricordi, la psicologa statunitense Elizabeth Loftus chiese a un gruppo di studenti a che velocità andavano due auto quando si erano scontrate, e a un altro gruppo a che velocità andavano quando si erano urtate. Gli studenti del primo gruppo dissero che le auto procedevano a una velocità maggiore. In un’altra occasione chiese se avessero visto vetri rotti e i volontari li ricordarono, anche se non c’erano stati”. Altri due fattori degni di nota sono sicuramente il tempo (meno tempo a disposizione porta a più errori di recupero) e l’impianto di falsi ricordi. Se per esempio veniamo persuasi che da bambini ci siamo strozzati con delle fragole (pur non essendo vero) potremmo evitarle attivamente per il resto della vita.

Chi sono i soggetti più a rischio?

Premesso che a chiunque può capitare, bambini e anziani sono le fasce più a rischio: le loro memorie sono o in fase di sviluppo o in fase di declino, più facilmente influenzabili. Ci sono però anche quelli con una vividissima immaginazione, che aggiungono dettagli alle loro ricostruzioni; quelli che perdono facilmente cognizione del tempo; e ancora quelli che tendono ad assecondare coloro che li interrogano. Ovviamente poi ci sono i soggetti patologici: spesso in soggetti psicotici e deliranti nascono memorie che assecondano i loro deliri.

Shutter Island: il delirio rinforzato

Shutter Island falsi ricordi
Shutter Island, Film diretto da Scorsese con protagonista Leonardo DiCaprio, si basa tutto sui deliri di un paziente psichiatrico

Per avere un’idea di quanto queste dinamiche possano essere pericolose, si pensi a Shutter Island. (SPOILER ALERT) Nel film di Scorsese DiCaprio interpreta un paziente psichiatrico delirante che crea una realtà alternativa per difendersi dal ricordo di aver ucciso la moglie, maniaca depressa. Non solo DiCaprio è delirante, e pensa di essere un agente dell’FBI, ma addirittura il suo delirio viene rinforzato da una serie di ricordi falsi e fuorvianti che lo astraggono sempre di più dalla realtà. Un caso esagerato forse, ma fa intuire quanto problematici possano essere i falsi ricordi.

 

Matteo Sesia

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