Si chiama “Hunting pollution” ed è un murales in zona Ostiense ideato da Yourban2030, organizzazione no profit al femminile guidata da Veronica De Angelis, realizzato dall’artista Federico Massa e dipinto con la vernice Airlite, un brevetto italiano che trasforma agenti inquinanti come ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio in molecole di sale.

murales

L’SOS della natura: un monito per l’umanità.

“Uomo bianco, mi chiedi di scavare nelle montagne della Terra:

io non spezzo le ossa di mia madre.

Uomo bianco, mi chiedi di sradicare gli alberi della Terra:

io non taglio i capelli di mia madre.”

Recitano così i versi di un breve canto indiano, un inno al rispetto dell’ambiente che ci circonda, un inno alla vita, perché riconosce nella Terra una madre buona e generosa che cela in ogni più piccola creatura del suo grande Creato il miracolo stesso dell’esistenza. Una madre di cui cerchiamo, tuttavia, di essere padroni e non umili figli, ingrati e stolti come solo chi non guarda al di là del suo naso può essere, arrivisti e senza scrupoli come solo chi è incapace di pietas e lungimiranza sa dimostrarsi.

Figli che saccheggiano le sue foreste, che trasformano le sue acque in pattumiere ed aprono piaghe sul suo suolo, non comprendendo che ogni minaccia all’ambiente è una cicatrice inflitta a nostra “Madre” e una ferita a tutti i nostri “fratelli” che condividono con noi la Terra e a quelli incolpevoli che l’abiteranno un giorno.

Un celebre proverbio africano recita che “in ogni azione dell’uomo ci deve essere il pensiero alle sette generazioni successive” ed in piena linea con questa idea di lungimiranza e humanitas vi è quel noto precetto che spesso ritorna quando si parla di natura e inquinamento secondo cui “il mondo non ci è stato donato dai nostri padri ma prestato dai nostri figli” e a maggior ragione per questo dobbiamo amarlo, rispettarlo e condividerlo come una casa comune.

Non a caso, la scienza che analizza le relazioni fra l’uomo e l’ambiente si chiama appunto “ecologia”, ovvero “studio della casa”, a significare, forse, che ognuno è simbolicamente non solo ospite, ma anche custode del nostro pianeta.

Come decorare, allora, i muri di questa casa? La risposta è Hunting pollution”.

L’arte catartica: un murales per ripulire l’ambiente.

Che l’arte e la bellezza abbiano il dono di rigenerare l’anima ed operare una catarsi autentica nella vita dell’uomo si vocifera sin dai tempi di Aristotele. Tuttavia, l’opera di Iena Cruz, street artist milanese di fama internazionale, va oltre la filosofia e coniuga magistralmente arte e scienza, nel più positivo dei connubi tra utile e dilettevole.

Grazie a questo artista, oggi un airone alto cinque piani si erge sulla capitale come paladino dell’ambiente in uno dei quartieri più trafficati della città. È, appunto, Hunting Pollution, il più grande murales green d’Europa, inaugurato nel quartiere Ostiense di Roma. La pittura con cui è stato realizzato – la Airlite – è molto speciale: dodici metri quadrati possono assorbire le sostanze nocive prodotte da un’auto in un giorno. L’intero murales – ben mille metri quadrati – depurerà l’aria della città, calcoli alla mano, quanto un bosco di trenta alberi.

Emblematica l’immagine ritratta: un airone tricolore, specie in estinzione, in lotta per la sopravvivenza. L’uccello rappresentato sembra intento a catturare la sua preda in un mare gravemente inquinato. Ebbene, la sua è una caccia sui generis, dalla duplice finalità, e la sua preda reale è ben più infida di quella che appare nel disegno, poiché il vero nemico di questo pennuto colorato è, appunto, l’inquinamento.

Airlite: una speranza per il futuro.

La vernice antismog che è stata utilizzata abbatterà i livelli di ossidi d’azoto emessi dalle auto, il benzene e la formaldeide, agirà contro il fumo di sigaretta, i cattivi odori e si pensa che potrà eliminare persino il 99,9% di batteri e virus presenti nell’aria, sia resistenti agli antibiotici, come lo Staphylococcus Aureus, sia efficaci su altri batteri pericolosi per la salute umana come l’Escherechia Coli, peritonite, meningite e molti altri.

Questo non solo potrà contribuire a creare ambienti più sani e sicuri, ma eviterà anche la proliferazione di possibili allergie, pruriti, mal di testa, tosse, asma ed altri disturbi delle vie respiratorie.

Altra caratteristica interessante della Airlite è l’abbattimento dei consumi energetici: questa pittura rivoluzionaria, infatti, riflette la maggior parte delle radiazioni solari infrarosse, impedendo il passaggio eccessivo di calore. Questa peculiarità permetterà, in estate, di avere ambienti più freschi in modo naturale, con un risparmio di energia elettrica tra il 15 e il 50%.

Infine, essa possiede la capacità di eliminare gli odori dagli ambienti quotidiani e lo sporco dalle pareti interne ed esterne, trasformando dei semplici muri in depuratori d’aria naturali.

Secondo gli esperti del settore, Airlite ha tutte le potenzialità per diventare un’applicazione vincente diffusa su scala internazionale. Si spera, per questo, in maniera non troppo inverosimile, che ciò che Hunting pollution rappresenta oggi per i romani sia ben presto un’opportunità offerta a tutti i “cittadini nel mondo” e che questa pittura sia impiegata anche per fini non artistici nelle opere architettoniche che verranno realizzate o ristrutturate in futuro.

La creatività e l’intelligenza come antidoto all’inquinamento: gli uomini come cicale e formiche.

Lo scienziato Rubbia affermava già nell’ormai lontano 1987 che “l’uomo ha a disposizione circa mezzo secolo per trovare un’alternativa prima dell’esaurimento delle riserve energetiche naturali” e che “solo la creatività e l’intelligenza potranno salvarci dal disastro che si profila davanti a noi”.

Il tempo prefissato da Rubbia sta per scadere ed è psicosi negli animi di chi riesce a giudicare obiettivamente le condizioni ambientali in cui versa il nostro pianeta. Lo scienziato premio nobel, poco più di trent’anni fa aveva già esortato gli uomini a dare una battuta d’arresto ad uso e abuso di fonti energetiche non rinnovabili. Tuttavia, forse, l’umanità era ancora troppo miope per quantificare e valutare i danni irreparabili ed il destino infausto verso cui ci si stava avviando in maniera non poco celere.

Oggi le nostre città si trovano sotto una cappa fitta e capillare di fumo assassino, in balia di una minaccia costante. Già da qualche anno a questa parte, inoltre, in alcune metropoli si è costretti ad utilizzare una mascherina per uscire dalla propria abitazione e la densa nebbia artificiale, frutto dell’imprudenza spregiudicata dell’uomo, impedisce una vista nitida a meno di dieci metri di distanza, quasi si prospettasse intorno a noi uno scenario apocalittico.

Potremmo paragonare gli uomini dei nostri giorni ai protagonisti della fiaba della cicala e della formica. Una fiaba che si potrebbe tramutare, però, in un incubo su scala planetaria, giungendo ad affogare l’uomo con il suo stesso ozio e la sua accidia testarda e travolgendolo con un inverno gelido senza più primavera.

Riusciranno i preoccupanti allarmi odierni ad arrestare il deturpamento ambientale?

Riuscirà l’ingegno a sopraffare l’inerzia per salvare il nostro pianeta e l’umanità intera?

Urge trovare nuove soluzioni a vecchi problemi, sempre più pericolosi.

La sfida per il futuro sembra oggi ritornare al passato: dopo un così inarrestabile progresso economico e tecnologico, le ceneri di tale processo sembrano solo tentare di nascondere un regresso senza eguali sul piano ambientale.

Se, tuttavia, tornare al passato potrebbe apparire auspicabile, guardare al domani è di certo necessario.

Ci si continua a chiedere perché la cicala prosegue imperterrita il suo canto adagiata sugli allori mentre la terra si rivolta nel suo grembo con tsunami e catastrofi. Ci si continua a chiedere perché, a dispetto del protocollo di Kyoto e di tanti altri trattati, le emissioni di CO2 registrano ancora un costante aumento.

La risposta a questi interrogativi è probabilmente insita nelle vite di ognuno di noi, che ci ritroviamo ad essere cicale canterine e sprovvedute e non formiche laboriose e previdenti.

La riposta, quella più risolutiva e propedeutica a costruire un mondo migliore, è tra le penne di un airone dipinto sul prospetto di un palazzo romano, così come in ogni piccola cosa che contribuisce a salvaguardare questa grande e meravigliosa casa che la Terra costituisce.

Occorrono, come prescritto in tempi non sospetti da Rubbia, intelligenza e creatività. Riprendendo il pensiero di Gramsci, possiamo affermare che nell’intelligenza che indaga e comprende vi è la radice del pessimismo, analogamente, un pessimismo imprescindibile, che è la più diretta conseguenza degli errori fino ad oggi commessi e tutt’ora perpetrati. L’ottimismo, invece, è nella volontà, quella che sola potrà forgiare menti sobrie e creative che salveranno l’umanità.

Guardiamoci attorno, allora, per prendere coscienza di quanto fondamentale sia proteggere l’ambiente. Guardiamoci dentro, poi, per ritrovare in quella coscienza redenta l’energia per operare questa rivoluzione. Soprattutto, però, non restiamo a guardare.

Ricordando un altro celebre motto proposto dal sopracitato politico e filosofo Antonio Gramsci: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”.

Earth needs heart.

Mariachiara Longo

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