La nazionale francese di calcio si è affermata come campionessa del mondo ieri sera, sconfiggendo la Croazia sul campo di gioco. Come sempre accade, i cittadini della nazione vincitrice sono scesi in strada a festeggiare il risultato, ma in questo caso decine di facinorosi hanno rovinato i festeggiamenti, creando disordini e portando caos tra le folle. Questi avrebbero lanciato oggetti contro le vetrine dei negozi, in particolare il Drugstore Publicis, a pochi metri dall’Arco di Trionfo. Gli agenti hanno replicato con i gas lacrimogeni e la folla è stata dispersa nella parte alta del viale, mentre nella parte inferiore, intorno a Place de la Concorde, la situazione è rimasta piuttosto calma.

 

Scontri
Alcuni facinorosi hanno creato disordini durante i festeggiamenti per la vittoria della Francia ai Mondiali di Calcio

I disordini

Secondo la stampa francese alcuni giovani, molti dei quali incappucciati, avrebbero fatto irruzione nel Drugstore facendo incetta del suo contenuto. A distanza di 15-20 minuti gli agenti li avrebbero allontanati con l’uso di lacrimogeni. Lo stesso è accaduto nel vicino bar dell’esercizio commerciale. Poco prima che scoccasse la mezzanotte la polizia ha deciso di sgomberare il viale dalla folla, senza risparmiare l’uso degli idranti. Parigi non è la sola città in cui si sono registrati episodi di violenza: sono stati registrati scontri anche nel centro di Lione, e, seppur in misura minore,  a Rouen e Mentone. Circa 110.000 agenti sono stati mobilitati dal ministero francese dell’Interno per garantire la sicurezza di questo particolare fine settimana francese.

Le intuizioni di Le Bon: il pericolo delle folle

Quasi un secolo e mezzo fa Gustave Le Bon, oggi considerato uno dei precursori della psicologia sociale, scriveva “La Psicologia delle Folle“, uno dei primi manuali in cui veniva analizzato il ruolo di influenza delle folle sul singolo.

Gustave Le Bon, autore de "la Psicologia delle Folle"
Gustave Le Bon, antropologo e sociologo francese, autore de “La Psicologia delle folle”

Secondo il francese, nel momento in cui un individuo viene inserito all’interno di una folla, perderebbe le sue proprietà individuali, omologandosi alla massa, perdendo la sua razionalità e lasciando spazio ai suoi istinti animaleschi più bassi, dando così vita a episodi di violenza. Oggi, pur apprezzando la riflessione che Le Bon ha iniziato e l’attenzione che ha posto ai meccanismi di influenza della folla sull’individuo, sappiamo che la sua visione fosse limitata. Ma questo non vuol dire che fosse senza fondamento. Gli episodi di violenza nelle tifoserie continuano ad aumentare. Come mai?

Ci sono una serie di meccanismi psicosociali che ci portano a comportarci in questo modo, imputabili in parte a dei processi chiamati “euristiche”: queste sono delle sorte di scorciatoie del pensiero, che ci permettono di evitare sprechi di energie tramite ergonomia cognitiva. Nel caso dei processi sociali, questo può portare a qualche inconveniente (come ad esempio gli stereotipi), e nel caso specifico delle tifoserie possiamo assistere a diversi fenomeni. Innanzitutto rientra sempre il processo di categorizzazione: quando ci approcciamo al mondo lo scomponiamo in categorie, così da facilitarne l’interpretazione da un lato e risparmiare energie cognitive. In questo modo però, in ambito sociale, ogni persona viene relegata ad una precisa categoria, ed insieme a questo le vengono attribuite le proprietà tipiche di quella categoria. Questo, unito al senso di appartenenza all’ingroup e di omogeneità dell’outgroup, porta ad una divisione netta tra “noi” e “loro”, dove la tifoseria avversaria viene vista come un unico ammasso sociale non diversificato e caratterizzato da proprietà negative. In più, all’interno dell’ingroup assistiamo al contagio emotivo, e ad un processo di identificazione e difesa del gruppo: il proprio ingroup viene percepito come maggiormente positivo e, specie quando tra i gruppi esiste una competizione (come nel caso di una partita), i sentimenti ostili che naturalmente emergono nella divisione in gruppi vengono ancora accentuati a difesa del proprio gruppo, garante della propria autostima e portatore di valori positivi (nella visione di chi ne fa parte)

Solo una maggiore consapevolezza dei meccanismi sottostanti le dinamiche di gruppo possono aiutare a evitare il pericolo di fenomeni violenti e aggressivi durante questo tipo di eventi, e permettere ai tifosi di godersi una buona partita e dei festeggiamenti per avvenimenti importanti in santa pace.