Il Presidente dell’Anp ha ribadito che senza il certificato di vaccinazione non si potrà entrare a scuola. Uno dei tanti motivi è proteggere tutti quei bambini che non possono vaccinarsi o immunodepressi.

La tematica dei vaccini negli ultimi tempi sta suscitando non pochi dibattiti. Proprio pochi giorni fa gli istituti hanno deciso di applicare la legge Lorenzin in merito alla questione. Tutto questo perché si ritiene inaccettabile far prevalere la nuova circolare di Grillo. I dirigenti scolastici hanno presentato la loro posizione durante l’incontro al ministero della Salute. Quest’ultimo è avvenuto tra una delegazione dell’Associazione nazionale presidi guidata dal Presidente Antonello Giannelli e una delegazione del ministero.

Presidente dell’Anp Antonello Giannelli

Il Presidente Giannelli ha ribadito che le scuole devono garantire l’incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici. Ha inoltre aggiunto che se il decreto Lorenzin dovesse essere modificato come ipotizzato, la presenza di bambini non vaccinati metterebbe a rischio coloro che non si possono vaccinare. Ha fatto riferimento in particolare ai bambini di età compresa tra 0 e 6 anni. Il loro compito è anche proteggere tutti quei bambini che, per un motivo o per un altro, non possono vaccinarsi o hanno le difese immunitarie momentaneamente indebolite a causa di altre patologie.

La proporta delle “classi differenziali” (costituite solo da bambini vaccinati più bambini immunodepressi) è stata respinta a causa di una serie di problemi. Anzittutto per una questione organizzativa: sarebbe infatti difficile comporre adeguatamente le classi ed assicurare ai bambini una continuità. Inoltre i bambini non sarebbero comunque protetti durante la ricreazione o negli spazi comuni, vioando quindi il diritto all’incolumità. I motivi sono ricondotti al fatto che le scuole sono luoghi in cui è facilissimo essere contagiati, per questo è importante difendere i bambini da questo punto di vista.

Vaccino

Il Presidente infine si è espresso sull’autocertificazione. Il suo utilizzo aumenterebbe il lavoro dei dirigenti scolastici poiché dovrebbero verificare la veridicità delle dichiarazione e denunciare gli autori in caso di falsi. Invece i genitori potrebbero dichiarare con eccessiva leggerezza cose di cui in futuro potrebbero dover rispondere all’autorità giudiziaria penale. L’autocertificazione inoltre dovrebbe essere utilizzato come documento temporaneo, in attesa del vero e proprio certificato di vaccinazione.