“La comunicazione non verbale di una persona è altrettanto importante, se non più importante, della sua comunicazione verbale.”

Cit.Robert Dilts

Nella vita è fondamentale rapportarsi con altre persone, possiamo quindi dire senza dubbio che la comunicazione è una parte integrante della nostra vita sociale. La comunicazione può avvenire in molteplici modi diversi, i due principali tipi di comunicazione sono: la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale.

Sherlock Holmes
Sherlock Holmes

L’importanza del linguaggio non verbale

Le semplici parole portano solo il 7% del significato dei messaggi con i quali comunichiamo con il mondo esterno. Il 93% del restante è affidato al corpo attraverso un codice molto complesso non ancora interamente scoperto. La funzione primaria del linguaggio non verbale è quella di scambiare informazioni e emozioni, al contrario del linguaggio verbale che scambia le sole informazioni e non si concentra sulle emozioni.

I comportamenti rivelatori

La comunicazione non verbale può rivelare quali siano gli autentici pensieri, sentimenti ed intenzioni della persona che abbiamo di fronte. Questo perchè non siamo quasi mai consapevoli della comunicazione non verbale (la sottovalutiamo/ignoriamo), perciò il linguaggio del corpo è spesso più sincero delle nostre parole.

Joe Navarro
Joe Navarro

Le 10 regole per interpretare al meglio la comunicazione non verbale

Joe Navarro ( Ex agente del FBI e specialista del linguaggio del corpo) ho stilato una serie di regole basilari che ci consentono di comprendere al meglio pensieri, sentimenti ed intenzioni del nostro interlocutore.

  1. Prima regola: Osserva il tuo ambiente.

Questo è il requisito base per decodificare ed usare la comunicazione non verbale. Come è importante ascoltare attentamente per comprendere le espressioni verbali, deve essere altrettanto attento il nostro spirito d’osservazione. Per comprendere al meglio il linguaggio del corpo. Infatti succede spesso quello che spiegava Sherlock Holmes al dottor Watson «Noi vediamo, ma non osserviamo». Ovvero noi sorvoliamo, spesso, i gesti ed i movimenti del nostro interlocutore concentrandoci unicamente su ciò che dice.

2. Seconda regola: Considera il contesto.

Per capire il significato di un comportamento non verbale è necessario conoscerne il contesto in cui ha luogo. Ad esempio durante un’interrogazione è normale che il candidato sia inizialmente nervoso e agitato. Se poi lo stato di nervosismo persiste bisogna capirne il motivo.

3. Terza regola: Riconosci e decodifica i segnali non verbali universali

Alcune reazioni del nostro corpo sono universali, ovvero si possono riscontrare nella maggior parte di noi. Ad esempio, premere le labbra fino a farle quasi scomparire, è un chiaro segno di disagio. In breve più comportamenti universali conosciamo più saremo in grado di riconoscere ed interpretare sensazioni ed intenzioni del nostro interlocutore.

4. Quarta regola: Riconosci e decodifica i segnali non verbali idiosincratici.

I comportamenti non verbali idiosincratici non sono altro che comportamenti caratteristici di una determinata persona. Per interpretarli è necessario elaborare uno schema comportamentale. Ad esempio, un adolescente che si gratta la testa o si morde le labbra prima di un compito in classe, rivela il suo nervosismo per la mancata preparazione. Probabilmente ripeterà questo suo comportamento idiosincratico ogni volta che dovrà affrontare uno stress.

5. Quinta regola: Individuate uno schema comportamentale.

Il nostro aspetto, il modo in cui siamo seduti, la nostra postura del corpo, le espressioni del volto e addirittura dove posiamo gli oggetti di uso quotidiano ci rendono diversi gli uni dagli altri. Bisogna dunque esaminare attentamente gli aspetti fondamentali di chi ci circonda.

6. Sesta regola: Osservate i comportamenti rivelatori multipli.

La comprensione dettagliata di chi abbiamo di fronte non può prescindere dai rivelatori multipli comportamentali. Questi segnali si assemblano come un puzzle per avere la possibilità di osservare l’immagine comportamentale nel suo insieme. Per esempio, se un concorrente in affari mostra prima uno schema di comportamenti da stress, seguiti da dei comportamenti conciliatori, possiamo star certi che sia in difficoltà.

7. Settima regola: Attenzione ai cambiamenti improvvisi.

I cambiamenti improvvisi nel comportamento segnalano che nel soggetto è in atto un’elaborazione di informazioni o un tentativo di adattamento a nuovi eventi. Ad esempio, quando riceviamo una brutta telefonata o vediamo che qualcosa ci disturba, il nostro corpo riflette subito il cambiamento. Insomma, un’attenta osservazione dei cambiamenti comportamentali può aiutarci a capire meglio le intenzioni del nostro interlocutore.

8. Ottava regola: Impara a riconoscere i segnali finti o ingannatori.

Purtroppo per imparare a conoscere e a distinguere i segnali finti occorre molta esperienza e pratica.

9. Nona regola: impara a distinguere fra agio e disagio.

Esistono due elementi principali su cui è bene soffermarsi: benessere, malessere. Imparare a leggere negli altri i segnali di benessere o malessere ci aiuterà a decifrare al meglio ciò che il loro corpo ci comunica.

10. Decima regola: Osserva e non essere osservato.

Quando si osserva attentamente una persona per comprenderne il linguaggio non verbale è necessario stare attenti a non rivelare le proprie intenzioni. Agli inizi si tende spesso a fissare le altre persone, mentre il reale obbiettivo è osservare gli altri senza essere notati.

Comunicazione non verbale
Linguaggio del corpo

Conclusioni

La comunicazione non verbale è una tematica immensa, l’idea di questo articolo era quella di stuzzicare i lettori ad informarsi in maniera più dettagliata e precisa dell’argomento.

Jacopo Schintu

 

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