È l’ultima idea di Julian Melchiorri, neo laureato al Royal College of Art, che ha realizzato una vera e propria foglia artificiale. “Ho estratto i cloroplasti dalle cellule vegetali e li ho inseriti in questa proteina della seta” ha spiegato Melchiorri alla rivista dedicata all’architettura e al design Dezeen Come risultato ho il primo materiale fotosintetico che sta vivendo e respirando come fa una foglia“.

La fotosintesi

La fotosintesi clorofilliana è il processo biochimico che sta alla base della sopravvivenza delle piante e dell’uomo: mediante questo fenomeno infatti la luce solare viene catturata attraverso la clorofilla e trasformata in energia chimica, indispensabile per sintetizzare le molecole di glucosio, i nutrienti degli organismi fototrofi. La sostanza di scarto del processo è l’Ossigeno, uno dei principali costituenti dell’aria che inspiriamo e che serve alla sopravvivenza di molte forme di vita sul pianeta Terra.

Avviene nei cloroplasti, e sono note due diverse fotosintesi: quella tipica delle piante verdi ma presente anche in alcuni microrganismi eucariotici e procariotici, la fotosintesi clorofilliana; e quella caratteristica di un gruppo particolare di batteri (i batteri rossi e verdi), la fotosintesi batterica. Questi due tipi di fotosintesi sono anche chiamate rispettivamente fotosintesi ossigenica e fotosintesi anossigenica, dato che una avviene in presenza di ossigeno e l’altra no.

La reazione che sintetizza il processo fotosintetico (fonte: matematichiamoblog)

La scoperta e gli utilizzi futuri

Si chiama Silk Leaf Project ed è lo straordinario progetto di ricerca di un giovane laureato alla Royal College of Art di Londra. Julian Melchiorri è riuscito a creare una foglia artificiale in grado, al pari di quelle vere, di produrre ossigeno in presenza di acqua e luce solare. Il progetto, condotto in collaborazione con la Tufts University, si appoggia proprio sulle conoscenze in ambito vegetale di Melchiorri, che ha realizzato la foglia artificiale estraendo i cloroplasti da una pianta e sospendendoli in una matrice fatta di proteine​. “Il materiale proteico – spiega Melchiorri – viene estratto direttamente dalle fibre di seta: possiede una proprietà sorprendente di stabilizzare le molecole […]. Come risultato ho il primo materiale fotosintetico che vive e respira come una foglia vera”.

Diversi progetti sono in fase di progettazione epr comprendere le vere potenzialità di questa invenzione (fonte: INDEX)

Secondo il giovane laureato la foglia bio-sintetica che ha sviluppato, grazie alla capacità di assorbire l’acqua e l’anidride carbonica per produrre ossigeno potrebbe rivelarsi utile, oltre che nelle grandi metropoli per purificare l’aria nelle strutture – se si connettono le foglie artificiali ai sistemi di ventilazione – nei viaggi spaziali di lunga distanza. “Le piante non crescono in assenza di gravità”, aggiunge Melchiorri. La NASA sta già studiando diversi modi per produrre ossigeno per i viaggi spaziali in modo da permetterci di vivere nello spazio. Questo materiale potrebbe consentirci di esplorare lo spazio molto più di quanto possiamo fare adesso, e in più è totalmente costituito da materiali naturali.

Umberto Raiola

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Umberto Raiola
Appassionato di musica e scienze dal cuore partenopeo, studia alla facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli.

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