TEXAS SMASH

Come funziona l’essere umano?

Cosa ci permette di dire giusto o sbagliato?

La società è composta da individui, ogni individuo ha le proprie credenze che sono però “formate” tramite un processo di inculturazione dai modelli della cultura di riferimento.

Società e individui sussistono in una serie di processi di influenzamento simbiotici di cui cardini sono due meccanismi che Freud aveva definito IDENTIFICAZIONE e PROIEZIONE.

Senza scendere troppo nei dettagli e nelle implicazioni degli scritti freudiani, l’identificazione è il meccanismo tramite cui assumiamo dei modelli di comportamento, e la proiezione quello tramite cui attribuiamo delle caratteristiche o comportamenti agli altri (i più competenti mi perdoneranno per la semplicità, tendente quasi al blasfemo, di queste mie sintesi).

Ogni gruppo di persone, che riesce a meritare l’attributo di società, ha sempre assunto dei prototipi, dei modelli di comportamento generali, come linee guida per distinguere e orientarsi.

Un’ideologia se vogliamo, un filtro tramite cui interpretare le differenze.

 

Io sono io.

Tu sei tu.

Tu non sei me perché sei diverso da me.

 

Questa semplice e (sembra) banale affermazione è in realtà la regola fondante di tutti i processi di discriminazione (inteso in senso neutro) dell’essere umano.

Numerosi studiosi hanno affrontato questo tema nei più disparati studi, ma senza divagare troppo ritorniamo al punto.

 

Esistono in ogni società dei modelli di riferimento, simboli eccentrici o meno che come frutto del processo emergono prorompenti sotto il nome di cultura. Citiamone alcuni:

Temistocle generale della Grecia unita rappresenta l’intelligenza dello stratega e l’indefessa volontà, senza dimenticare il coraggio e la temperanza. Achille è poi la carnificazione dell’eroe fallace (insomma, fa un sacco di ca****e), ma immortale, ma insostenibilmente orgoglioso, ma ma ma ma e altre centomila volte ma.

Achille

 

Ercole con le sue 12 fatiche e il desiderio di essere riconosciuto dal padre e dai suoi simili, quindi il desiderio di accettazione o dagli umani o dagli dei.

O ancora Ulisse che incarna la sete di conoscenza, l’eroe umano per eccellenza se vogliamo (poiché incarna vizi e virtù).

A questo punto potrei continuare la sequela (quasi) infinita di eroi e simboli leggendari dell’antica Grecia. Il punto è che tutti loro dispongono di una autorevolezza derivata da azioni e da fortuite o meno gesta che li hanno contraddistinti. Tali eventi hanno per così dire “segmentato” la descrizione e il discorso che abbiamo oggi attorno all’eroe che rispetto ai tempi non è mai cambiata. Cosa fa un eroe? Di qualsivoglia genere e appartenenza? Combatte contro i cattivi, personifica la facoltà combattere per ideali utopici (ma resi possibili dall’eroe stesso).

Ma allora, questa storia degli eroi come cultura personificata o come simbolo della pace incontrastata è un cumulo di baggianate senza senso? No.
Direi a mio avviso proprio no, perché l’eroe ha un percorso alle sue spalle (scritto e narrato dai cantori), ha una sua storia attuale (i suoi compagni e coloro che lo stimano e nemici che lo odiano e lo temono, perché hanno paura dell’ideale che vedono crescere indefesso dentro di lui e quello che rappresenta) e il mito di una storia che per com’è bella possiede nel suo cuore una fine per ispirare le generazioni successive.

CAROLINA SMASH

Di cosa vogliamo parlare qui in questo articolo?

Semplice (quasi).

Di un medium che spesso viene sottovalutato, come molti medium che non sono la TV.

Sto parlando degli anime o dei manga, e nello specifico di My Hero Academia (Boku no hīrō akademia).

Si lo so, potrebbe sembrare strano parlare di psicologia riferendosi a un anime o manga, anche perché bisognerebbe parlare di tutto il contesto orientale di cultura e società, di individualismo occidentale e cooperativismo orientale, di tao, Yin e Yang, ecc…

ma cercherò di circoscrivere il nostro discorso alla mera filosofia di questo anime e a un evento che mi è stato raccontato da un amico e che mi ha spinto alla scrittura di questo articolo.

Quest’opera di Kōhei Horikoshi, tratta le gesta di un giovane ragazzo che ha sempre ammirato gli eroi in una società in cui tutti hanno un potere o un’abilità speciale chiamata quirk.

Il protagonista è l’unico (o comunque uno dei pochi) a non averne alcuno.

Nonostante questo il suo sogno restava quello di essere un eroe, di salvare le persone in difficoltà, di imitare il suo eroe personale AllMight.

Senza fare spoiler, il destino del nostro protagonista lo porterà a conoscere personalmente il suo idolo (per chiunque volesse guardarlo, l’anime è in streaming gratuito su vvvid)…

Questo breve preambolo era necessario per dirvi che l’esclamazione di AllMight quando scatena il suo potere è SMASH!

UNITED STATES OF SMASH

Tempo fa un mio amico mi fece leggere un articolo in cui era narrato un evento che per me suono’ assai insolito.

Link ad articolo simile

una donna anziana era stata minacciata da un uomo armato di coltello, che le intimava di consegnargli la borsa.

Un ragazzo che passava di lì, assistendo alla scena decide di intervenire.

Da un pugno all’uomo buttandolo a terra e urlando “SMASH!”.

Ovviamente il ragazzo era un appassionato dell’anime in questione, e la sua identificazione con il simbolo della pace, AllMight, ha salvato la vita a quella donna.

Questo evento mi ha fatto riflettere su ciò che rappresenta un eroe come AllMight.

Con quel modelli, la società ipermoderna, si identifica?

Dove ci stanno portando questi modelli?

E cosa comportano?

Perché AllMight rappresenta un eroe con cui è facile identificarsi?

Insomma, una serie di domande cui posso solo azzardare una risposta.

I modelli della nostra attuale società puntano più sull’individualismo, sulla convinzione (spesso mediata addirittura dai genitori) che nessuno farà niente per te, perciò non fare niente per nessuno.

Una estremizzazione diffusa socialmente della libido narcisistica, quasi psicotica

(mi spiego un po’ meglio: esistono sostanzialmente due classi di sintomi

  • Nevrosi: sintomi che sono collegati all’inconscio che attua meccanismi di difesa per il bene dell’Io, sono patologie curabili in cui la relazione oggettuale è ancora presente.
  • Psicosi: letteralmente crollo della mente. Sono sintomatologie collegate al narcisismo, per questo vi è totale ritiro della libido verso oggetti esterni. Per questo motivo secondo Freud non sono patologie curabili.
  • Borderline: sintomi che stanno in mezzo alle precedenti due classi.

Poiché ogni società si contraddistingue per una diciamo tendenza generale, o verso la nevrosi, o la psicosi, si parla quindi di società psicotica o nevrotica. Quando la società presenta entrambe le sintomatologie contemporaneamente si parla di società borderline, come lo è attualmente la nostra).

Va da sé che tali modelli di comportamento che rinnegano tutti i valori dell’autotrascendenza porteranno a un sempre più diffuso ritiro su stessi con conseguenti sintomi depressivi.

Senza parlare della totale sfiducia nell’altro, della paranoia.

In un certo senso dentro di noi può esistere un eroe, come può esistere un cattivo.

Però per venire alla luce questa parte di noi ha bisogno di una guida, di un simbolo.

Ecco ciò che AllMight rappresenta nell’anime, e forse (spero) anche nella realtà.

Un simbolo della pace, che ci ricorda che possiamo fare di meglio.

AllMight non usa armi per combattere, usa solo il suo corpo, il suo potere e le sue credenze, si fa carico della responsabilità della vita degli indifesi e si fa carico di essere una guida importantissima.

Grazie a questo un ragazzo che ha rischiato la sua vita per salvare una donna,

grazie a lui io sto scrivendo questo articolo,

e magari grazie a questo articolo,proprio tu lettore, sai che non è vero che nessuno farà mai niente per te, magari un giorno quando sarai in difficoltà qualcuno ti aiuterà, o meglio ancora, tu sarai un simbolo, magari sarai quello di cui ha bisogno questa società, potrai cambiare il corso della storia, potrai fare del bene così che un giorno qualcuno potrà fare del bene a te.

Insomma, non c’è limite a quella che la società può diventare, a ciò che gli esseri umani posso fare con la loro forza di volontà, con un modello che ci ricorda che c’è di più che noi stessi e in noi stessi.

“Spingetevi oltre il vostro limite”

PLUS ULTRA!

(Ringrazio l’ispiraione e amore della mia vita Claudia Pappalardo e il mio amico Gioele Pio Fragale per avermi aiutato a scrivere questo articolo)

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