Chi non ha mai amato nella vita? La prima cotta alle elementari, il primo bacio al liceo, l’abbraccio di un genitore, la carezza di un amico. Ogni giorno siamo circondati da persone che ci trasmettono emozioni e sentimenti , che ci rendono meno tristi, meno soli , più amati .Persone che ci fanno sentire come se stessimo sotto le coperte al caldo mentre fuori diluvia, che ci fanno sentire a casa anche se siamo in giro per strada . Leggendo quest’articolo magari vi sta venendo in mente la persona che più amate : un vostro caro, il vostro patner , un amico, il vostro animale domestico. Vi rendete conto che conoscete ogni centimetro quadrato della loro faccia, che sapreste riconoscere la loro voce tra mille , che vi potreste trovare in una strada affollatissima ma riuscireste comunque a percepire il rumore dei suoi passi. A scuola ci insegnano che l’amore appartiene alle passioni, che ragioniamo con la mente ma amiamo con il nostro cuore, ci dicono che la ragione ed il sentimento sono come due rette parallele , che sono diversi l’uno dall’altro , che sono diametralmente opposti. Ascoltiamo canzoni che ci convincono che questa differenza esista davvero : non si può amare con il cervello, organo programmato solo a gestire la parte fredda e razionale delle nostre funzioni biologiche.

Persino le più grandi storie d’amore di tutti i tempi sottolineano proprio la differenza tra ragionare ed amare , facendo notare come le emozioni ed i sentimenti non abbiano niente a che vedere con i ragionamenti e i pensieri. Contrariamente a ciò che ci hanno trasmesso le più grandi opere d’arte, studi scientifici hanno rilevato che in realtà quell’azione che ci sembra essere così fuori dagli schemi e così lontana dalla ragione sia programmata dal nostro cervello .

Il nostro encefalo è capace di gestire il sentimento che proviamo da quando nasciamo, che ci fa sentire liberi e vivi. Diverse ricerche hanno dimostrato che esistono zone del nostro cervello che controllano le emozioni e che tutte le forme d’amore ,daquello materno fino a quello passionale, sono tutte gestite dal nostro cervello al fine di conversare la specie. Può sembrare strano ma agli occhi della biologia l’amore è un sentimento come gli altri , esattamente come il terrore. Provare ansia ed amare sono sulla stesso livello e se questo risultato scientifico fa inorridire persino Nicholas Sparks, il padre dei romanzi più romantici degli ultimi decenni , è bene che sappiate che il nostro cervello ama per conversare la specie e garantirci la sopravvivenza.

Il cervello delle emozioni

Il cervello è uno degli organi più complessi del nostro corpo , è la cabina di comando di tutte le nostre azioni costituente il sistema nervoso. Le sue reti neuronali paiono essere miliardi, dentro la scatola cranica c’è un universo infinito ed inesplorato di connessioni elettriche che hanno il compito di permetterci di sopravvivere. Ogni nostra azione, ogni nostro gesto, ogni nostra singola parola è frutto di una trasmissione chimica molto più grande di quello che si possa pensare. I neuroni , i mattoni del nostro pensiero, si diramano in dendriti ed assoni che emettono in uscita dei neurotrasmettitori, sostanze chimiche che sono metaforicamente le parole che compongono le nostre azioni.

Le esperienze emozionali sono collegate all’attivazione del sistema nervoso autonomo che regola le reazioni involontarie. Si distingue il Sistema nervoso simpatico che produce l’accelerazione del battito cardiaco,l’ aumento della pressione , la dilatazione delle pupille , i mediatori chimici coinvolti sono l’adrenalina e la noradrenalina. Il sistema nervoso parasimpatico produce invece il rallentamento del ritmo cardiaco ,la dilatazione dei vasi sanguigni , l’aumento del rilassamento muscolare , in questo caso entra in gioco l’acetilcolina .Fondamentale è anche il ruolo del sistema limbico formato dall’ ipotalamo che gestisce l’omeostasi ,l’ippocampo che è coinvolto nel processo di memorizzazione e l’amigdala che, secondo diversi studi, pare essere il centro di sviluppo degli input emozionali. Un notevole contributo è dato anche da neuroni chiamati neuroni-specchio che permettono di distinguere le emozioni facciali : rabbia,angoscia,tristezza,felicità. Osservare un volto e riuscire a definirne l’emozione trasmessa pare sia possibile proprio grazie a questi neuroni specializzati.

La neurobiologia dell’amore

Lo studio del professor Zeki pare abbia condotto ad un risultato strabiliante: l’uomo disattiva l’area del giudizio non appena gli viene mostrato la foto della persona amata. Il freni inibitori sono interrotti e pare che questo processo favorisca la riproduzione poichè l’area della paura viene spenta. L’amore ha in quest’accezione lo stesso effetto degli oppiacei  : nell’insula e nell’ippocampo abbiamo un’elevata presenza di ossitocina e dopamina( neurotrasmettitori legati al piacere e al benessere ) . I ricercatori hanno distinto le tre fasi dell’innamoramento ciascuna caratterizzata da un proprio processo chimico:

  • La prima fase è quella del desiderio in cui entrano in gioco gli ormoni estrogeni che stimolano e creano il desiderio sessuale convertendolo in risposta fisica.
  • La seconda fase riguarda l’attrazione in cui l’adrenalina,la seratonina e la dopomina hanno un ruolo fondamentale. L’adrenalina provoca il sudore, il tremore alle gambe che si convertono grazie alla dopamina in uno stato eccitatorio che permette di ripristinare le proprie energie .La dopamina è prodotto dall’ormone della feniletilamina grazie al quale sentiamo la sensazione delle farfalle nello stomaco .
  • La terza fase è quella più importante e riguarda l’attaccamento. In questa parte sono coinvolti l’ossitocina e la vasopressina . L’ossitocina è un ormone prodotto durante l’attività sessuale dalla pelle e dagli organi genitali sia maschili che femminili . E’ un ormone molto importante soprattutto perché permette di creare una connessione più intima con il proprio patner, ha un ruolo importantissimo nella creazione dei legami affettivi e viene stimolato delle coccole e degli abbracci. La vasopressina ,rilasciata dal sistema nervoso centrale durante l’attività sessuale: uno studio condotto sui topi ha dimostrato che la produzione di questo neurotrasme
    ttitore generi negli individui il sentimento di protezione della stabilità della coppia. Ha un ruolo importante nella sfera sociale dei viventi e la ricerca ha dimostrato che la vasopressina contribuisca nel generare comportamenti aggressivi verso altri soggetti che minacciano i rapporti tra due individui.

Ormai non sembrano più stupire  le reazioni dei poeti ed autori romantici mossi dalla follia, dalla rabbia e dalla passione che vengono cantate ed elogiate come sentimenti irrazionali ma che risultano essere di reazioni chimiche che risiedono nel nostro cervello.

Sono tante le storie che ci hanno insegnato ad amare: Romeo e Giulietta, Tristano ed Isotta , Paolo e Francesca, Renzo e Lucia e non sono mancati autori che hanno fatto capire quanto l’amore sia così complicato e quanto questo sentimento possa rendere folle e felice allo stesso momento l’essere umano. La scienza ce lo dimostra : l’amore è solo un gioco di neurotrasmettitori ma è indispensabile fare in modo che sempre, nella buona o nella cattiva sorte, si possa godere degli effetti benefici che esso produce. Amate per vivere.

 

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