Ti capita di arrabbiarti e infastidirti quando la connessione Wi-Fi smette di funzionare? Non riesci a smettere di pensare ai messaggi che ti rimangono da leggere su WhatsApp?
Potrebbe essere dovuto alla tua personalità.

Lo studio

Secondo un recente studio (2018) pubblicato su Heliyon, i soggetti FoMo (Fear of Missing out) sarebbero portati ad avere reazioni esagerate  e a sperimentare una vera e propria sensazione di frustrazione quando gli strumenti di comunicazione digitale non funzionano. Lee Hadlington e Mark Scase, autori di questa ricerca, avrebbero dimostrato come siqno alcuni tratti di personalità ad influenzare direttamente le reazioni delle persone di fronte ai malfunzionamenti degli apparecchi tecnologici. Sarebbero l’estroversione e il nevroticismo a favorire questo tipo di reazioni.
Per farlo, 630 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 68 anni sono stati invitati a compilare dei questionari online riguardo al proprio atteggiamento e le reazioni verso gli errori della tecnologia digitale, la paura di esclusione e la dipendenza da internet. Per trovare la possibile associazione con i tratti di personalità i soggetti sono stati invitati a compilare un noto questionario di personalità: il Big Five Questionnaire (che misura il livello di estroversione, amicalità, coscienziosità, nevroticismo e apertura mentale).
Un secondo risultato sarebbe legato all’età dei soggetti: fortunatamente all’aumentare dell’età la reazione di frustrazione tenderebbe a diminuire.
Davanti a guasti tecnologici che ci impediscano la presenza online, siamo portati a reagire in modo diverso. La reazione è disfunzionale se include rabbia, panico e tristezza. Queste reazioni non sono solo inutili, ma si sono anche dimsotrate negativamente impattanti sulla produttività e sul raggiungimento di obiettivi personali, conducendo a scarse performance lavorative.
Handlignton afferma: “Se possiamo capire cosa porta gli individui a reagire in una certa maniera e il perché si verificano queste differenze, possiamo sperare di sentirci sicuri quando la tecnologia digitale smette di funzionare, in modo tale che le persone si sentono più supportate e ci siano a disposizione più indicazioni per essere aiutate“.
L’indagine sui fattori scatenanti certe reazioni disfunzionali è quindi rilevante per l’intervento: acquisire consapevolezza sui propri limiti e comprenderne le cause diventa fondamentale per imparare a gestirli.

FoMo: Fear of Missing out

Secondo la letteratura la sindrome FoMo, acronimo di “Fear Of Missing Out” (letteralmente “paura di venire escluso”) rappresenterebbe il problema psicologico più significativo dell’era dei social. Si tratta di una forma di ansia sociale e preoccupazione compulsiva di perdere opportunità di interazione sociale, specialmente mediate dall’utilizzo di strumenti tecnologici. Le esperienze che il soggetto ha paura di poter perdere sono per lo più suscitate dai post pubblicati sui social network. In particolare, secondo Dossey (2014) la persona FoMo avrebbe il timore di non “essere partecipe” di eventi piacevoli ed emozionanti vissuti e condivisi dai propri amici sui social.
La FoMo è ormai ben identificata dalla ricerca accademica e definita come una forza scatenante insita nell’utilizzo sociale, una vera e propria ossessione. Come prevedibile, essa interessa più i giovani ed è associata a bassi livelli di bisogni di soddisfazione e di soddisfazione della vita, alta distrazione alla guida e in classe dovuta all’utilizzo dei dispositivi.
Alla base della FoMo c’è la menzogna dell’apparenza online, pertanto la terapia per questo problema (consigliata a seconda del grado di ossessione) dovrebbe prevedere la decostruzione di queste illusioni.
Secondo John Grohol, per i soggetti FoMo comunicare diventa più importante della vita stessa, che mettono a repentaglio al volante (causando incidenti stradali), ma anche solo camminando distrattamente a piedi. La comunicazione potenziale diviene più importante della comunicazione in corso: queste persone interrompono una conversazione per un’altra spinti dall’aspettativa emozionale che ciò che si sta perdendo possa essere “più entusiasmante”.

Costantemente bombardati dalle opportunità e opzioni che ci vengono poste davanti (sui social in modo ancora più evidente) abbiamo l’ansia continua di non poter scegliere tutto. E’ il paradosso della scelta: più possibilità abbiamo, più ci aspettiamo di poter fare esperienza di tutto, meno ci godiamo ciò che abbiamo.

Bibliografia
Hadlington, L., & Scase, M. O. (2018). End-user frustrations and failures in digital technology: exploring the role of Fear of Missing Out, Internet addiction and personality. Heliyon, 4(11), e00872.

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