Vi piacerebbe essere più esuberanti, sfacciati e menefreghisti? Significherebbe cambiare quello che siete, il vostro atteggiamento verso le cose, il modo con cui vi ponete con le persone. emozioniForse non sopportate più di essere troppo timidi e vorreste dare uno slancio a voi stessi per cambiare ed essere, finalmente, la persona che avete sempre voluto essere. Attenti, però, a quello che desiderate, perchè, una volta cambiati non si torna più indietro. Determinate trasformazioni di personalità sono possibili, è vero, ma il prezzo che si paga è molto alto. Non sareste più voi stessi, sarebbe una trasformazione radicale e della quale non vi rendereste nemmeno conto. Determinati mutamenti avvengono in seguito ad una lesione del lobo frontale, più nello specifico, contraendo la Sindrome Disesecutiva, o Sindrome Frontale.

Proprietà del Lobo Frontale

lobulo frontale
Lobulo frontale sinistro

ll Lobo Frontale è adibito alle funzioni esecutive quali l’adattamento alle situazioni, il mantenimento della concentrazione, la gestione delle informazioni temporanee utili a svolgere un compito, la gestione delle emozioni e il controllo in base al contesto e la pianificazione delle azioni. Se andiamo più nello specifico, il controllo delle emozioni è possibile grazie alla connessione del Lobo Frontale con il Sistema Limbico, una struttura profonda del nostro cervello che supporta le funzioni emotive, al quale è inestricabilmente collegato.

sistema limbico
Il sistema limbico

È chiaro che una compromissione di una zona così importante del nostro cervello può portare a gravissimi deficit e menomazioni che inciderebbero in maniera molto seria sulla vita quotidiana. La Sindrome Disesecutiva è caratterizzata da disturbi del comportamento e della regolazione delle emozioni, associato a specifici deficit cognitivi che interessano, quindi, tutta l’area frontale del nostro cervello.

Il caso stupefacente di Phineas Gage

Ricostruzione della lesione di Gage
Ricostruzione della lesione di Gage

Il caso per eccellenza, nonché quello che diede il via agli studi della sindrome in questione è quello di Phineas Gage, un minatore che visse nell’Ottocento. Nel 1848, Gage fu la sfortunata vittima di un grave incidente sul lavoro: mentre si occupava di comprimere, con una barra di metallo, della dinamite in un buco affinché si potesse spaccare la roccia per creare una galleria che passasse attraverso la montagna, una scintilla data dalla frizione della barra di metallo contro la roccia fece esplodere la dinamite, scagliando la barra indietro, trapassando il cranio del nostro sfortunato minatore. La cosa assolutamente sorprendente di questo incidente è data dal fatto che il passaggio della barra di metallo, che era spessa ben 3 cm, non causò altri danni al cervello di Phineas Gage, se non quello di recidergli le connessioni tra Lobo Frontale e Sistema Limbico. Il risultato fu che tutte le funzioni del cervello rimasero intatte, ma si verificò uno stravolgimento totale della personalità del minatore, che, da persona dolce, tranquilla e pacata divenne irascibile, irosa e completamente priva di un qualsiasi freno inibitore. Il caso esemplificativo di questo sfortunato giovane contribuì alla scoperta della Sindrome Disesecutiva.

Quadro clinico

La Sindrome Disesecutiva, o Sindrome Frontale, può portare, a livello comporamentale, queste conseguenze: un Deficit della Regolazione del Comportamento, quindi ad una totale disinibizione di chi ne è affetto, ad un’assenza di un qualche tipo di controllo nella gestione dell’impulsività e delle emozioni forti che portano, inevitabilmente, ad un comportamento assolutamente fuori luogo.cambiare personalità Chi ne è affetto è afflitto da deficit dell’attenzione, incapacità di sviluppare ragionamenti e capacità di Problem Solving, utilizza un comportamento ripetitivo e utilizza schemi d’azione insoliti e spesso conflittuali con la situazione. Tutto ciò è dovuto al fatto che questo tipo di lesioni non coinvolgono delle singole abilità, bensì il modo di sfruttarle per mantenere un comportamento consono alla situazione che si sta vivendo. Si possono avere, però, anche gli effetti opposti: in questo caso si parla di Disturbo della Motivazione. Diametralmente opposto a quello appena descritto, è caratterizzato da un’eccessiva inibizione del comportamento che porta ad una parziale, o totale, apatia verso il mondo circostante. Il soggetto, in questo caso, non sarebbe sollecitato in alcun modo dall’ambiente, tutto gli apparirebbe indifferente e l’iniziativa sarebbe completamente assente.

Come abbiamo appena visto, non sempre cercare un modo drastico per cambiare sè stessi è necessariamente un bene. Il controllo dell’inibizione dell’azione è fondamentale per poter vivere bene nella nostra società, ma soprattutto per riconoscere di essere padroni di sè stessi.

Alice Tomaselli

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